11 mar 2026

Concejal di Urbanismo di Alicante dimette per polemica sull'assegnazione delle case pubbliche

La prima promozione di abitazioni pubbliche a Alicante negli ultimi vent'anni è diventata un caso di enorme interesse pubblico e preoccupazione politica.

30 gennaio 2026 | 23:37 | 5 min di lettura
Concejal di Urbanismo di Alicante dimette per polemica sull'assegnazione delle case pubbliche
Foto: El País

La prima promozione di abitazioni pubbliche a Alicante negli ultimi vent'anni è diventata un caso di enorme interesse pubblico e preoccupazione politica. L'offerta includeva appartamenti di tre e quattro stanze con garage e box, in un'urbanizzazione dotata di piscina, piste sportive, palestra e centro sociale. Queste strutture, collocate in una delle zone più costose della città, nella zona di La Condomina, erano disponibili a metà del prezzo medio del mercato. Tuttavia, la promozione fu gestita in modo totalmente irregolare, senza meccanismi di controllo né pubblicità per la cittadinanza. Il promotore assegnò direttamente le abitazioni, senza coinvolgere i cittadini, e tra i beneficiari figuravano figure di spicco come un architetto municipale, una futura assessora all'Urbanismo, Rocío Gómez, e una direttrice generale del Comune, María Pérez-Hickman, entrambe le quali hanno già rassegnato le dimissioni. Secondo il Partito Socialista, si tratta del più grave scandalo urbanistico durante la gestione dell'attuale sindaco, Luis Barcala, il quale ha riconosciuto la gravità del caso e ha annunciato che procederà a un'indagine.

L'irregolarità del processo si è manifestata in diversi aspetti. La promozione fu lanciata nel 2022, ma non fu mai diffusa al pubblico, nemmeno attraverso canali ufficiali. Il promotore, inoltre, decise autonomamente a chi assegnare le abitazioni, senza alcun criterio trasparente. La lista dei beneficiari non è pubblica, ma sono emersi alcuni nomi, tra cui Rocío Gómez, che ha rassegnato la dimissione per permettere all'indagine di proseguire senza interferenze. Gómez, che era in congedo per maternità, ha spiegato che si era iscritta alla cooperativa gestore dell'urbanizzazione come "cooperativista numero 18" prima di entrare in politica. Maria Pérez-Hickman, direttrice generale del Comune, ha rassegnato le dimissioni dopo aver scoperto che due dei suoi figli avevano ottenuto un accesso privilegiato alla promozione. I socialisti denunciano che nonostante le dimissioni, Pérez-Hickman rimane in carica come capo della gestione dei contratti pubblici, un ruolo che dovrebbe essere revocato. Tra i beneficiari, inoltre, figura un architetto a tempo pieno del Comune, il cui nome non è stato reso noto.

L'episodio si colloca in un contesto di emergenza abitativa grave a Alicante. La città, con una popolazione in crescita e un mercato immobiliare estremamente acceso, vede migliaia di famiglie registrate nella Entidad Valenciana de Vivienda y Suelo, un'ente che gestisce la promozione di abitazioni pubbliche. Tuttavia, il progetto di Barcala ha creato un "pelotazo" (affare) per chi aveva contatti con il promotore. I prezzi iniziali di circa 200.000 euro potrebbero raddoppiare in caso di vendita, rendendo l'accesso a queste abitazioni un privilegio riservato a pochi. Il sindaco, Luis Barcala, ha riconosciuto la gravità della situazione e ha annunciato che avviare un'indagine, ma i socialisti criticano il silenzio del governo regionale, che avrebbe potuto esaminare le condizioni dei beneficiari. La promozione fu approvata senza meccanismi di controllo, anche se il bando richiedeva solo che i beneficiari fossero maggiorenni, destinassero la casa a prima residenza e non superassero i 54.000 euro di reddito familiare.

L'episodio ha suscitato preoccupazioni non solo per l'irregolarità del processo, ma anche per l'impatto sulla fiducia nella gestione pubblica. La portavoce del gruppo municipale socialista, Ana Barceló, ha sottolineato come la promozione non fosse mai stata sottoposta a una verifica rigorosa, e come la mancanza di trasparenza abbia creato un clima di insoddisfazione tra la popolazione. I socialisti chiedono spiegazioni dettagliate dal sindaco e responsabilità anche verso la regione, che avrebbe potuto prevenire l'abuso. Inoltre, hanno richiesto il rilascio del listato dei beneficiari e l'invio del caso all'Antifraude del Consell, un'agenzia che ha ridotto i livelli di trasparenza durante il mandato dell'ex presidente Carlos Mazón. La presidente delle Cortes valencianas, Llanos Massó (Vox), è stata chiesta di raccogliere informazioni, nonostante il partito non abbia mai sostenuto la promozione.

Il caso ha messo in luce i limiti dei meccanismi esistenti per la gestione delle abitazioni pubbliche. La promozione, sebbene non fosse stata pianificata inizialmente, ha creato un modello di accesso privilegiato che potrebbe ripetersi in altre aree. La portavoce Barceló ha sottolineato l'urgenza di risolvere la crisi abitativa, non solo per garantire accesso equo alle abitazioni, ma anche per riconquistare la fiducia dei cittadini. I socialisti chiedono un pleno straordinario per ottenere spiegazioni, ma il governo municipale, che governa in minoranza con il sostegno di Vox, ha mostrato una reattività limitata. L'episodio, inoltre, ha evidenziato la mancanza di una strategia condivisa per lo sviluppo di abitazioni pubbliche, dato che cinque aree municipali erano offerte al Plan Vive, ma nessuna era collocata in una zona come La Condomina. Questo contrasto ha suscitato critiche, dato che la promozione fu gestita direttamente dal Comune, con alcuni dei suoi dipendenti che ne beneficiarono. La situazione rimane un caso emblematico di irregolarità, che potrebbe influenzare il futuro delle politiche abitative in Valencia.

Fonte: El País Articolo originale

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