11 mar 2026

Comune assegna casa, ma ristrutturazione da 11mila euro: l'appartamento in condizioni pietose

Vanessa Bornivelli, una donna di 38 anni, ha appena completato un trasferimento che le ha costato non solo un cambiamento di abitazione, ma anche un'onere finanziario e un'esperienza drammatica.

27 gennaio 2026 | 06:11 | 4 min di lettura
Comune assegna casa, ma ristrutturazione da 11mila euro: l'appartamento in condizioni pietose
Foto: RomaToday

Vanessa Bornivelli, una donna di 38 anni, ha appena completato un trasferimento che le ha costato non solo un cambiamento di abitazione, ma anche un'onere finanziario e un'esperienza drammatica. L'8 agosto scorso, l'assegnataria di un appartamento popolare nel quartiere Don Bosco, nel municipio VII di Roma, ha ricevuto la chiave di un immobile al civico 1 di via Servilio Prisco. Tuttavia, l'abitazione, che doveva diventare la sua nuova casa, era in stato di abbandono e in condizioni critiche. Mobili rotti, cibo scaduto, effetti personali del precedente inquilino, una caldaia guasta, sanitari da sostituire, una porta mancante, perdite d'acqua, muffa e infiltrazioni nel soffitto hanno reso l'ambiente insalubre e insostenibile. La spesa totale per i lavori di ristrutturazione è stimata intorno ai 11 mila euro, un costo che Vanessa, pur pagando regolarmente l'affitto, ha dovuto sostenere di tasca sua. L'esperienza ha messo in luce una serie di problemi strutturali e amministrativi che hanno compromesso la sua capacità di vivere in pace in una casa che doveva essere un rifugio.

La situazione di Vanessa è diventata un caso emblematico di una crisi sistemica nel settore dell'abitare popolare. Dopo il trasferimento, l'uomo ha dovuto affrontare una serie di ostacoli che hanno bloccato ogni tentativo di migliorare le condizioni dell'immobile. Le prime segnalazioni di problemi tecnici sono state fatte attraverso email, ma nessuna risposta è arrivata. Dopo mesi di inutili attese, Vanessa ha deciso di recarsi di persona all'ufficio Erp, l'Ente Roma Pubblica, per richiedere interventi urgenti. Tuttavia, la sua richiesta è rimasta senza riscontro, lasciando la donna in una condizione di incertezza e preoccupazione. L'immobile, che dovrebbe essere un'opzione di sostegno sociale, si è rivelato un ostacolo per la sua vita familiare. Con tre figli minori a carico, la situazione ha reso necessario un intervento esterno, portandola a vivere presso la madre. L'incapacità del sistema di rispondere tempestivamente alle segnalazioni ha creato un circolo vizioso che ha complicato ulteriormente la sua situazione.

Il contesto di questa vicenda si inserisce in un quadro più ampio di criticità che affliggono le case popolari a Roma. L'Erp, che dovrebbe garantire un'abitabilità dignitosa, è spesso accusato di inefficienze e mancanza di risorse. Le strutture destinate a famiglie in difficoltà, come quelle con minori a carico, sono spesso trascurate, con interventi ritardati o inesistenti. Questo fenomeno non è isolato: in molti quartieri della città, gli appartamenti assegnati a chi ha diritto a un supporto sociale presentano problemi strutturali e sanitari. La mancanza di un sistema di controllo e manutenzione adeguato ha portato a un accumulo di situazioni pericolose, che possono mettere a rischio la salute e la sicurezza degli inquilini. In particolare, il caso di Vanessa ha evidenziato come la mancata gestione di un'abitazione in condizioni critiche possa avere conseguenze drammatiche, non solo per la sua famiglia, ma anche per l'intero edificio.

L'analisi delle implicazioni di questa vicenda rivela una serie di problemi che vanno ben oltre la singola famiglia. La mancanza di interventi tempestivi da parte dell'Erp non solo compromette la qualità della vita degli inquilini, ma anche la credibilità del sistema di supporto sociale. La spesa di 11 mila euro per i lavori necessari a rendere l'immobile abitabile è un costo che dovrebbe essere sostenuto dal sistema, non da chi è in difficoltà. L'incapacità di garantire un'abitabilità dignitosa ha conseguenze economiche, psicologiche e sociali, che si moltiplicano quando si tratta di famiglie con bambini. Inoltre, la presenza di muffa, perdite d'acqua e strutture in pericolo rappresenta un rischio concreto per la salute, specie per i bambini. L'ipotesi di un crollo del tetto o di un collasso di un muro fradicio non è solo una minaccia teorica, ma un'emergenza reale che richiede interventi immediati. Questo caso ha messo in luce come la gestione delle case popolari non sia solo un problema di amministrazione, ma anche di responsabilità sociale.

La chiusura di questa storia potrebbe dipendere da una serie di fattori, tra cui le decisioni future dell'Erp e la reazione delle autorità competenti. Vanessa, purtroppo, non ha ancora trovato una soluzione definitiva, ma la sua esperienza potrebbe diventare un caso di studio per una riforma più efficace del sistema di supporto abitativo. L'attenzione su questa vicenda potrebbe spingere le istituzioni a intervenire con misure più strutturali, come un controllo periodico delle case popolari o un aumento delle risorse dedicate alle manutenzioni. Tuttavia, il tempo che passa senza interventi potrebbe aggravare la situazione, rendendo necessario un intervento legale o una richiesta di assistenza esterna. La speranza è che la sua storia non rimanga un caso isolato, ma diventi un segnale di allarme per un sistema che ha bisogno di essere rinnovato. La sua voce, infine, potrebbe diventare parte di un dibattito più ampio su come garantire diritti fondamentali come l'abitare in condizioni dignitose.

Fonte: RomaToday Articolo originale

Video correlati

Condividi l'articolo

Articoli Correlati

Resta Informato

Iscriviti alla newsletter di Fattuale per ricevere le notizie più importanti direttamente nella tua casella email.

📧 Niente spam · 🔒 Privacy garantita · 🚫 Cancellati quando vuoi

🍪

Questo sito utilizza i cookie

Utilizziamo cookie tecnici necessari e, con il tuo consenso, cookie analitici per migliorare la tua esperienza. Puoi accettare tutti i cookie, rifiutare quelli non essenziali o personalizzare le tue preferenze. Scopri di più

Preferenze Cookie

Cookie Tecnici

Sempre attivi

Essenziali per il funzionamento del sito. Includono cookie di sessione, preferenze di tema e sicurezza CSRF.

Cookie Analitici

Ci aiutano a capire come i visitatori interagiscono con il sito, raccogliendo informazioni in forma anonima (es. Google Analytics).

Cookie di Marketing

Utilizzati per mostrare annunci pubblicitari pertinenti ai tuoi interessi su questo sito e su altri siti web.

Grazie per l'iscrizione!

Controlla la tua email per confermare.

📧 Niente spam · 🔒 Privacy garantita · 🚫 Cancellati quando vuoi