11 mar 2026

Come la Corte Suprema ha reso più segreto il suo operato

Nel novembre del 2024, due settimane dopo che i cittadini statunitensi avevano riconsegnato il potere al presidente Donald Trump, il giudice supremo John G. Roberts Jr. ha convocato i dipendenti del Tribunale Supremo per un annuncio insolito.

02 febbraio 2026 | 19:25 | 5 min di lettura
Come la Corte Suprema ha reso più segreto il suo operato
Foto: The New York Times

Nel novembre del 2024, due settimane dopo che i cittadini statunitensi avevano riconsegnato il potere al presidente Donald Trump, il giudice supremo John G. Roberts Jr. ha convocato i dipendenti del Tribunale Supremo per un annuncio insolito. Nella vasta stanza con candele ornamentali, ha richiesto loro di firmare un accordo di non divulgazione, obbligandoli a mantenere segreto il funzionamento interno del tribunale. Questo passo, poco rivelato finora, segnava un mutamento radicale nel rapporto tra il tribunale e i suoi collaboratori, in un momento in cui la fiducia nell'istituzione era scesa a un livello storico. Le motivazioni di Roberts erano chiare: una serie di furti di documenti interni, tra cui la sentenza che ha annullato il diritto all'aborto, e report su comportamenti etici discutibili tra i giudici avevano messo in discussione la trasparenza del tribunale. La decisione di Roberts rappresentava un tentativo di rafforzare il controllo sulle informazioni, in un contesto in cui il dibattito su una maggiore apertura era sempre più acceso.

Il Tribunale Supremo, noto per la sua segretezza, aveva sempre mantenuto un alto muro di isolamento intorno alle sue attività, rendendo accessibili solo le udienze orali e le sentenze scritte. Fino a quel momento, la confidenzialità era un'abitudine, non una formalità legale. Tuttavia, il 2024 segnò un cambiamento. I dipendenti, tra cui giuristi, segretari e personale di supporto, firmarono accordi che, sebbene non fossero mai stati pubblici, erano più rigorosi. Secondo fonti anonime, questi accordi minacciavano azioni legali in caso di divulgazione di informazioni riservate. Le firme si verificarono nel 2024 e si continuavano a ripetere con nuovi arrivati, ma il tribunale non ha mai commentato apertamente sulla questione. Il presidente del tribunale, in un discorso interno, aveva sempre enfatizzato la collaborazione come una famiglia, ma ora il controllo si era trasformato in un contratto legale, un passo che segnava un'evoluzione significativa nel rapporto tra il tribunale e i suoi dipendenti.

Il contesto della decisione di Roberts si radica in una lunga tradizione di segretezza nel sistema giudiziario statunitense. Da decenni, il Tribunale Supremo ha evitato di rendere pubbliche le sue procedure interne, adottando un approccio che considerava il materiale giuridico come proprietà privata, non governativa. Questo atteggiamento si è intensificato negli anni, con il tribunale che ha rifiutato di aderire alle leggi sulla trasparenza dei documenti pubblici. Tuttavia, un evento chiave nel 2022 mise in evidenza i limiti di questa politica: un documento di bozza della sentenza che ha annullato il diritto all'aborto fu svelato da Politico, pubblicato settimane prima che il tribunale avesse intenzione di renderlo noto. L'inchiesta interna non individuò mai la fonte, ma la violazione mise in discussione la capacità del tribunale di mantenere il controllo su informazioni sensibili. Negli anni seguenti, il New York Times e altri media hanno pubblicato articoli che hanno illuminato le dinamiche interne del tribunale, come i dibattiti tra i giudici su questioni chiave. Questo aumento di visibilità ha spinto il tribunale a riconsiderare le sue strategie di protezione.

L'impatto di questi accordi di non divulgazione è stato oggetto di analisi da parte di esperti legali e accademici. Molti considerano il passo di Roberts come un segno di debolezza istituzionale, un tentativo di ripristinare il controllo su informazioni che il pubblico e i media hanno cercato di rendere accessibili. Jeffrey L. Fisher, ex segretario di un giudice, ha affermato che il tribunale sente di essere al centro di un'attenzione intensa e non può più contare solo sulla fiducia. Mark Fenster, professore di diritto, ha sottolineato che la formalizzazione di questi accordi rappresenta una crisi interna, un segno di un'erodizione del patto tra il tribunale e i suoi collaboratori. Tuttavia, i legali sottolineano che i contratti di non divulgazione sono difficili da eseguire, soprattutto in un contesto come quello del Tribunale Supremo, dove la legge è un'arma a doppio taglio. Se il tribunale dovesse portare azioni legali contro un dipendente, la stessa procedura potrebbe rivelare le informazioni che l'accordo cerca di nascondere, creando un paradosso. Inoltre, l'uso di questi accordi potrebbe complicare una tradizione del tribunale: i segretari che, dopo un periodo di tempo, monetizzano le conoscenze acquisite. Le società legali offrono bonus elevati, ma i dettagli delle decisioni segrete continuano a filtrare, nonostante le norme.

La questione della segretezza del Tribunale Supremo non è nuova. Da tempo, esistono dibattiti su quanto il pubblico abbia diritto di sapere riguardo alle decisioni dei giudici. Thomas Jefferson, nel 1821, aveva espresso preoccupazione per la mancanza di trasparenza, affermando che il popolo aveva il diritto di conoscere il carattere dei giudici, appuntati per tutta la vita. Oggi, nonostante l'insistenza dei giudici su una tradizione di segretezza, il dibattito si intensifica. Il Tribunale Supremo, nonostante le sue resistenze, deve affrontare una realtà in cui il pubblico esige maggiori informazioni. La decisione di Roberts rappresenta un tentativo di rafforzare il controllo su informazioni che, se divulgato, potrebbero influenzare la percezione del tribunale. Tuttavia, il futuro di questa politica rimane incerto: il tribunale potrebbe dover trovare un equilibrio tra la protezione delle sue procedure e la necessità di mantenere la fiducia del pubblico. La trasparenza, o il suo mancato riconoscimento, continuerà a essere un tema centrale nel dibattito su come il sistema giudiziario deve evolversi.

Fonte: The New York Times Articolo originale

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