11 mar 2026

Colpita da suocero con un'ascia: voleva uccidere nuora e togliersi la vita

Mercoledì 14 marzo, alle ore 8 e mezza, a Roma, in via di Bravetta, si è verificato un episodio violento che ha scosso la comunità locale.

26 febbraio 2026 | 08:00 | 4 min di lettura
Colpita da suocero con un'ascia: voleva uccidere nuora e togliersi la vita
Foto: RomaToday

Mercoledì 14 marzo, alle ore 8 e mezza, a Roma, in via di Bravetta, si è verificato un episodio violento che ha scosso la comunità locale. Un uomo di 85 anni, in stato di agitazione, ha aggredito una donna di 41 anni, sua nuora, colpendola ripetutamente con un'ascia. L'episodio ha avuto luogo in un incrocio dove la vittima, appena uscita da scuola per accompagnare i propri figli, si trovava da sola. Secondo quanto riferito da una testimone oculare, l'uomo ha iniziato a parlare con la donna, esprimendo un forte dolore emotivo: "perché stai facendo soffrire mio figlio?". La frase ha scatenato un gesto di violenza, culminato in un'aggressione fisica che ha lasciato la vittima gravemente ferita. La donna, dopo essere stata assistita da una madre che si è presentata sul posto, è stata trasportata in ospedale, dove le condizioni sono state definite come stabili. L'episodio ha suscitato un forte interesse pubblico, tanto che la vittima ha rilasciato un'intervista durante la trasmissione Ore 14 su Rai 2, condotta da Milo Infante.

L'incidente si è sviluppato in modo drammatico. La testimone oculare ha descritto come l'uomo, dopo aver riferito la frase emotiva, abbia iniziato a colpire la donna con un'ascia, un'arma pesante utilizzata per tagliare la carne. Secondo le dichiarazioni, l'aggressore ha colpito la vittima almeno tre volte, causandole ferite gravi al capo e alla mano. La donna, in preda al panico, ha ricevuto aiuto da una donna che si è presentata sul posto, probabilmente una madre che ha agito per proteggerla. Questa persona, in seguito rivelatasi un'infermiera, ha contribuito a stabilizzare la vittima prima dell'arrivo dei soccorritori. L'uomo, nel frattempo, ha cercato di allontanarsi, ma è stato bloccato da un maresciallo capo, Lorenzo Librandi, che si trovava nel luogo dell'incidente in un momento di pausa dal servizio. L'aggressore, in preda a una forte emozione, ha urlato parole di rabbia e disperazione, dichiarando di voler "uccidere la donna" e di intenzione di "togliersi la vita" dopo aver compiuto il gesto.

Il contesto dell'episodio è legato a una situazione familiare complessa. L'uomo, di 85 anni, è stato identificato come un nonno che aveva un rapporto conflittuale con la figlia, la madre della vittima. Le tensioni interne alla famiglia, alimentate da un conflitto emotivo, sembrano aver trovato espressione in un gesto estremo. La donna, al momento dell'aggressione, aveva appena terminato il suo lavoro come insegnante e si trovava in un momento di fragilità, essendo appena tornata da scuola. La scelta di rimanere sola in quel momento, probabilmente per evitare di far intervenire altre persone, ha reso più vulnerabile la vittima. L'episodio ha messo in evidenza come i conflitti familiari, se non gestiti con attenzione, possano scatenare reazioni violente, spesso irrazionali e pericolose.

L'analisi del caso rivela implicazioni legali e sociali significative. L'uomo è stato arrestato dai carabinieri per tentato omicidio, un reato che comporta una pena molto grave. La polizia ha sottolineato come l'aggressore, pur essendo anziano, non ha mostrato alcun segno di demenza o ridotta capacità di discernimento. Al contrario, il suo gesto sembra essere stato motivato da un forte stato d'ansia e una crisi emotiva, forse alimentata da anni di tensioni familiari. Il ruolo del maresciallo Librandi, che ha agito in modo tempestivo per bloccare l'uomo, ha sottolineato l'importanza di una risposta rapida da parte delle forze dell'ordine. Tuttavia, la vicenda solleva interrogativi su come gestire situazioni di crisi familiare, soprattutto in contesti in cui l'età avanzata e le emozioni possono influenzare decisioni estreme.

La chiusura del caso è ancora in corso, ma il governo italiano ha espresso preoccupazione per l'episodio, richiamando l'importanza di interventi preventivi nei confronti di situazioni di tensione familiare. L'uomo è stato sottoposto a un interrogatorio da parte degli inquirenti, che stanno indagando sulle motivazioni che hanno portato al gesto violento. La vittima, nel frattempo, è stata sottoposta a un controllo medico approfondito presso l'ospedale San Camillo, dove le sue ferite sono state immediatamente suturate. L'episodio ha suscitato un dibattito sull'uso delle armi da parte di individui in stato di crisi, sottolineando la necessità di un intervento sociale mirato a prevenire conflitti estremi. La comunità romana, ormai informata del drammatico episodio, attende con preoccupazione gli esiti delle indagini e la possibilità di un processo che potrebbe portare a una sentenza di grande impatto.

Fonte: RomaToday Articolo originale

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