11 mar 2026

Coimbra: rotura di una diga per temporale chiude autovia principale

Portugal si trova a fronte di un'altra catastrofe naturale che si aggiunge a una serie di disastri che hanno colpito il paese negli ultimi due settimane.

12 febbraio 2026 | 20:38 | 4 min di lettura
Coimbra: rotura di una diga per temporale chiude autovia principale
Foto: El País

Portugal si trova a fronte di un'altra catastrofe naturale che si aggiunge a una serie di disastri che hanno colpito il paese negli ultimi due settimane. La tempesta Kristin, che ha colpito senza sosta il centro del Paese, ha causato almeno 16 morti, tra cui alcuni deceduti sotto tetti crollati mentre cercavano di ripararli. La violenza dei temporali ha provocato un allagamento del fiume Mondego a Coimbra, causando il crollo di un tratto dell'autostrada A-1, la principale arteria che collega Lisbona a Porto. Nonostante l'evento abbia causato un allagamento, la zona è prevalentemente agricola e non ha registrato vittime, grazie all'evacuazione anticipata. Negli ultimi giorni, circa 3.000 persone sono state spostate dalle loro abitazioni a causa dell'emergenza. La situazione si è aggravata con la rottura di un dique di contenimento, che ha contribuito a rendere più critica la situazione idrica.

La riparazione del tratto danneggiato dell'autostrada, un'operazione che richiederà settimane, è stata messa in calendario solo dopo che il livello del fiume si sarà ridotto, ha dichiarato il ministro delle Infrastrutture e della Casa, Miguel Pinto Luz. L'uomo ha descritto la velocità e la violenza delle acque come "assolutamente anomale", sottolineando l'impatto devastante sull'infrastruttura nazionale. Il tratto tra i nodi nord e sud dell'autostrada A-1 è rimasto chiuso da mercoledì sera, costringendo i viaggiatori a seguire itinerari alternativi. La zona di Coimbra, in particolare, ha rappresentato il principale rischio per le ultime ore, ma la previsione di evacuazione ha evitato conseguenze più gravi. Il governo, dopo essere stato criticato inizialmente per la lentezza nella risposta, ha accelerato gli interventi per gestire l'emergenza.

L'emergenza si colloca in un contesto di un'onda di tempeste che ha colpito il Paese da fine gennaio, con danni estesi a numerose località. Il governo ha dichiarato lo stato di calamità per un periodo di sette giorni, interessando 68 comuni. Tra questi, tre si trovano in una zona a rischio di allagamenti e hanno dovuto posticipare le elezioni presidenziali, che si terranno il 15 marzo. Il candidato del Partito Socialista moderato, António José Seguro, ha vinto con il 66% dei voti, mentre il candidato dell'ultradestra, André Ventura, ha ottenuto il 33%. La situazione è ulteriormente complessa a causa del rischio di ulteriore allagamento del fiume Mondego, la cui diga di Aguieira è al 99% della sua capacità, preoccupando per la sua stabilità. Il primo ministro, Luís Montenegro, ha richiesto alla popolazione di rispettare le indicazioni delle autorità e di mantenere un'attenzione costante, poiché si prevedono ulteriori precipitazioni intense.

Le conseguenze di questa crisi non si limitano alle vittime e ai danni materiali, ma riguardano anche la gestione politica del Paese. Montenegro, dopo la dimissione della ministra dell'Interno Maria Lúcia Amaral, ha deciso di assumere personalmente il controllo della situazione, abbandonando la partecipazione alla cumbre informale del Consiglio Europeo. Questo spostamento di responsabilità ha suscitato reazioni da parte di alcune forze politiche, che hanno criticato l'efficienza del governo. Inoltre, la città di Alcácer do Sal, nel distretto di Setúbal, ha visto il fiume Sado tornare a inondare la zona bassa, dove si concentrano i principali centri commerciali. I residenti non sono riusciti a tornare nelle loro case da fine gennaio, con conseguenze economiche e sociali significative. Le ferrovie e alcune strade sono state chiuse a causa di frane, complicando ulteriormente il trasporto.

La situazione, sebbene abbia visto un miglioramento generale nel Paese, rimane preoccupante per il rischio di ulteriori allagamenti. Il governo dovrà affrontare la difficile sfida di riparare le infrastrutture danneggiate e di garantire la sicurezza delle comunità colpite. L'emergenza ha messo in luce i limiti del sistema di allerta e risposta, spingendo il governo a rivedere le procedure. La popolazione, però, dovrà attendere giorni per vedere se i provvedimenti adottati saranno sufficienti a prevenire ulteriori tragedie. Il Paese, in questa fase, si trova a un incrocio tra la gestione dell'emergenza attuale e la preparazione per le sfide future, con il rischio di un impatto a lungo termine sulle economie locali e sull'immagine dello Stato.

Fonte: El País Articolo originale

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