CIA: Dizionario del Mondo chiude la pubblicazione dopo 60 anni
La National Intelligence Agency (CIA) ha annunciato senza preavviso la chiusura del World Factbook, un database storico e dettagliato che forniva dati su 196 nazioni, dalla Afghanistan alla Zimbabwe.
La National Intelligence Agency (CIA) ha annunciato senza preavviso la chiusura del World Factbook, un database storico e dettagliato che forniva dati su 196 nazioni, dalla Afghanistan alla Zimbabwe. L'annuncio, pubblicato il 25 luglio, ha lasciato sconcertati studiosi, ricercatori e docenti che avevano utilizzato per anni il repository per analisi economiche, demografiche e geografiche. Il sito web, che era stato accessibile gratuitamente da chiunque avesse una connessione internet, è diventato inaccessibile, privando milioni di utenti di un'informazione considerata obiettiva e affidabile. Tra i colpiti, i studenti di Jay Zagorsky, docente di economia all'Università di Boston, che aveva svolto un esame in cui due domande richiedevano dati specifici dal Factbook. L'inaspettata chiusura ha messo in crisi l'intero processo didattico, con docenti e studenti che si chiedevano come potessero completare le risposte senza l'accesso a una fonte così riconosciuta. L'evento ha scatenato un dibattito su come un'istituzione governativa potesse abbandonare un servizio pubblico così utilizzato, soprattutto in un'epoca in cui la veridicità delle informazioni è sempre più dibattuta.
La decisione della CIA ha suscitato sorpresa e preoccupazione, non solo per la sua improvvisità ma anche per il ruolo storico che il World Factbook aveva rivestito. Dalla sua creazione nel 1962, durante la Guerra Fredda, il database era stato un riferimento unico per governi, accademici e giornalisti, fornendo dati aggiornati su tassi di nascita e mortalità, esportazioni principali e dati geografici. Il Factbook era diventato un'entità a sé stante, tanto che nel 2020 aveva guadagnato una categoria a Jeopardy!, un riconoscimento che ne sottolineava la notorietà. L'ultimo aggiornamento era stato pubblicato nel 2023, ma senza preavviso, l'accesso a tutti i dati è stato interrotto, lasciando un vuoto in un settore che si basava su informazioni precise. Gli utenti si sono sentiti abbandonati, soprattutto in un momento in cui la ricerca di dati verificati è diventata più complessa. La CIA, pur confermando l'azzeramento del servizio, non ha fornito spiegazioni ufficiali, alimentando ulteriori interrogativi su motivi e conseguenze.
Il World Factbook era nato come un'opera segreta, denominata National Basic Intelligence Factbook, e aveva iniziato come un documento classificato per analisi strategiche. Nel 1971, un'edizione non classificata è diventata disponibile, e nel 1997, con l'arrivo dell'era digitale, il database ha iniziato a essere accessibile a tutti. La sua trasformazione in un'informazione pubblica ha segnato un passaggio cruciale, permettendo a scuole, università e media di utilizzarne i dati per esercizi didattici, analisi economiche e reportage. Il formato, con centinaia di pagine e mappe dettagliate, era diventato un oggetto di riferimento, tanto che alcuni utenti lo appendevano alle pareti per consultarlo facilmente. Il Factbook non solo forniva statistiche, ma anche curiosità e dati inaspettati, come la temperatura a cui l'arctico inizia a tremare o la posizione del più antico orologio al mondo a Praga. Queste informazioni, pur non essendo centrali, hanno contribuito a rendere il database un'esperienza educativa unica.
La chiusura ha suscitato reazioni contrastanti. Mentre alcuni, come gli studiosi e i docenti, hanno espresso rammarico per la perdita di un'informazione di riferimento, altri, come ex funzionari governativi, hanno visto la decisione come inevitabile. Beth Sanner, ex analista dell'intelligence, ha ricordato come il Factbook fosse stato inizialmente un'opera di grande importanza, soprattutto quando non esisteva internet. Tuttavia, con il passare degli anni, ha svolto un ruolo più meccanico, diventando un esercizio di verifica piuttosto che un'informazione di valore. La sua sopravvivenza, ha sottolineato, era legata più al fatto di esistere che a un'utilità concreta. "La CIA non è la Biblioteca del Congresso", ha detto Sanner, riferendosi al fatto che l'agenzia non aveva il dovere di fornire informazioni gratuite. Per chi ha però apprezzato il Factbook, la sua chiusura rappresenta la fine di un modello di condivisione di conoscenza, che ha spinto molti a riconsiderare la propria curiosità verso il mondo.
La decisione della CIA ha lasciato aperte molte domande, ma anche un'eredità. Il World Factbook ha lasciato un'immagine di un'informazione precisa e accessibile, che ha insegnato a molte persone a osservare il mondo con attenzione. La sua scomparsa non cancella il valore delle sue conoscenze, ma ne sottolinea la fragilità di un'informazione che si basa su un'istituzione. Il messaggio ufficiale della CIA, che invita a rimanere curiosi e a esplorare il mondo, è un tentativo di salvaguardare l'eredità del Factbook. Tuttavia, la comunità scientifica e educativa continuerà a chiedersi come possa essere preservata una fonte così importante, soprattutto in un'epoca in cui la veridicità dei dati è sempre più dibattuta. La chiusura del World Factbook non è solo una perdita, ma un invito a rivedere il ruolo delle istituzioni nel condividere conoscenza.
Fonte: The New York Times Articolo originale
Argomenti
Articoli Correlati
Disparizione di Madoua: fine ricerca volontaria per bambino di 4 anni vicino alla Marne
4 giorni fa
Diabolico piano: tre persone svuotano conto e sfrattano anziana a Mazzano
4 giorni fa
Bomba distrugge bar ad Acilia, fermato 62enne in fuga
4 giorni fa