Cetacei del Marineland del Canada potrebbero trovare nuovi ambienti negli USA
Marineland, un parco acquatico canadese noto per la sua storica presenza a Niagara Falls, Ontario, si trova ora al centro di una controversia internazionale dopo aver minacciato di eutanasiare circa 30 beluca.
Marineland, un parco acquatico canadese noto per la sua storica presenza a Niagara Falls, Ontario, si trova ora al centro di una controversia internazionale dopo aver minacciato di eutanasiare circa 30 beluca. La decisione, annunciata dal governo canadese, segna un passo significativo nella gestione di una crisi finanziaria che ha portato il parco a chiedere aiuto governativo e l'autorizzazione per trasferire gli animali in strutture marine negli Stati Uniti. La situazione ha suscitato reazioni da parte di attivisti, esperti e autorità, mettendo in luce le complessità etiche e legali legate alla detenzione di mammiferi marini in ambiente artificiale. La notizia, rivelata il 1 gradi ottobre, rappresenta un punto di svolta per un'istituzione che, nonostante la sua lunga storia, ha visto il suo destino segnato da anni di declino economico, accuse di maltrattamenti e una crescente pressione internazionale per l'abbandono della pratica della detenzione in cattività.
La decisione del governo canadese, guidata da Joanne Thompson, ministro delle pesca, ha visto un cambio di rotta rispetto a una precedente rifiuto. A marzo del 2023, il ministero aveva respinto una richiesta di Marineland di inviare i beluca in Cina, sostenendo che la pratica della detenzione in cattività non rispettasse gli standard etici. Tuttavia, dopo un periodo di dibattito e una valutazione dei rischi per gli animali, Thompson ha riconsiderato la posizione, concedendo un'approvazione condizionata al trasferimento negli Stati Uniti. La ministra ha sottolineato che il focus del suo lavoro è sempre stato il benessere degli animali, ma ha precisato che la decisione finale dipende da ulteriori informazioni da parte di Marineland. I dettagli specifici su dove saranno ospitati i beluca rimangono ancora incerti, nonostante la volontà del parco di trovare un'alternativa alla chiusura definitiva.
Il contesto della vicenda si inserisce in un quadro più ampio di crisi per Marineland, che ha visto il suo patrimonio ridursi negli ultimi anni a causa di una diminuzione dei ricavi e di un aumento delle spese. Chiuso al pubblico dal 2024, il parco ha dovuto affrontare un processo di vendita dei suoi impianti e di ricerca di acquirenti per la sua proprietà. La chiusura ha anche portato a accuse di maltrattamenti, accusa che Marineland ha sempre negato, ma che ha alimentato il dibattito su come trattare gli animali in cattività. L'istituzione, fondata nel 1961 da un immigrato sloveno, era un simbolo di attrazione turistica per decenni, ma la sua reputazione è stata danneggiata da critiche internazionali e da una crescente consapevolezza pubblica sulle condizioni di vita degli animali in ambiente artificiale.
L'analisi della situazione rivela una contrapposizione tra interessi economici e etica animale. L'approvazione del governo canadese, pur condizionata, rappresenta un compromesso tra la sopravvivenza di un'azienda in crisi e il diritto degli animali a vivere in libertà. Tuttavia, il rischio che i beluca siano sottoposti a una vita in cattività negli Stati Uniti solleva preoccupazioni. Camille Labchuk, direttore di Animal Justice, ha espresso il suo sostegno per la decisione della ministra, ma ha sottolineato l'importanza di evitare che gli animali siano riprodotti in America. La legge canadese del 2019, che vieta la riproduzione di cetacei in cattività per scopi ludico-educativi, ha reso più complessa la gestione di questi animali, poiché quelli allevati in gabbia mancano di abilità naturali come la caccia e l'interazione sociale. La questione si pone quindi tra la salvaguardia delle specie e la possibilità di un futuro non detentivo.
La chiusura di Marineland potrebbe segnare l'inizio di un processo di trasformazione del settore delle attrazioni marine. Mentre il parco cerca di trovare un destino per i suoi animali e per i suoi impianti, il dibattito su come gestire la detenzione in cattività continua a crescere. La decisione del governo canadese, pur se non definitiva, ha aperto un confronto su temi che riguardano non solo il destino di Marineland, ma anche la responsabilità di Stati e aziende nel rispetto della vita selvatica. Il futuro di questi animali, e della loro possibilità di vivere in libertà, dipende da scelte che richiedono un equilibrio tra diritti animali, economia e legislazione. Il caso di Marineland potrebbe diventare un precedente per altre istituzioni simili, spingendo verso una maggiore attenzione alle esigenze delle specie e alla ricerca di alternative alle prassi tradizionali.
Fonte: The New York Times Articolo originale
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