Centinaia di messaggi tra Epstein e la principessa Mette-Marit scuotono la casa reale: 'Parigi è adatto all'adulterio
La desclasificación di tre milioni e trecentomila documenti relativi a Jeffrey Epstein, avvenuta il venerdì scorso, ha rivelato un ruolo inaspettato per la principessa Mette-Marit di Norvegia, membro della famiglia reale del paese nordico.
La desclasificación di tre milioni e trecentomila documenti relativi a Jeffrey Epstein, avvenuta il venerdì scorso, ha rivelato un ruolo inaspettato per la principessa Mette-Marit di Norvegia, membro della famiglia reale del paese nordico. Questi archivi, che riguardano l'imprenditore accusato di traffico di bambini e abusi sessuali, segnalano un'interazione estesa e complessa tra la principessa e Epstein, con oltre mille menzioni del suo nome. I messaggi scambiati tra loro, spesso in tono amichevole e persino affettuoso, rivelano un rapporto che si estende da inizio 2011 a almeno 2014. La principessa, che si chiama "encantador" in alcuni messaggi, ha mantenuto un contatto costante con Epstein, anche se non è mai stata in grado di visitare la sua isola, dove si sospetta fossero commessi reati sessuali. La sua richiesta di scuse pubbliche, avvenuta il sabato seguente, non ha placato le critiche del pubblico norvegese, che ha reagito con scetticismo alle sue dichiarazioni.
I documenti rivelano dettagli sconvolgenti su come la principessa e Epstein si siano conosciuti e mantenuti un rapporto. La loro relazione inizia nel gennaio 2011, quando la principessa, allora 37 anni, aveva un incontro al Foro di Davos con Boris Nikolic, un consulente scientifico della fondazione Bill e Melinda Gates. Nikolic, che aveva già contatti con Epstein, ha segnalato la sua presenza alla principessa, indicandola come "una amica" che non era "la tipica royal, è retorcida". Questi messaggi, filtrati e resi pubblici, mostrano un'interazione diretta tra la principessa e Epstein, che si scambiavano informazioni su eventi, viaggi e persino sulla salute reciproca. In un email, la principessa ha confidato a Epstein che "Parigi è buono per l'adulterio", mentre lui, a sua volta, ha riferito di aver letto i romanzi di Nabokov, riferendosi alla famosa opera Lolita.
Il contesto di questa vicenda si colloca all'interno di un quadro più ampio di accuse e smentite riguardanti la famiglia reale norvegese e Epstein. La principessa aveva già rilasciato un comunicato di scuse nel 2019, nel quale aveva riconosciuto una relazione tra il 2011 e il 2013. Tuttavia, i nuovi documenti mettono in luce che il contatto tra lei e Epstein si è protratto per un periodo più lungo, con incontri presumibilmente a New York, Miami e Oslo. La sua richiesta di scuse, avvenuta sei anni dopo le prime dichiarazioni, non ha soddisfatto le aspettative del pubblico, che ha sottolineato l'assenza di una piena comprensione da parte della principessa delle azioni di Epstein. Inoltre, i documenti rivelano che Epstein era a conoscenza della sua identità e delle sue attività, grazie a Nikolic, che lo informava su eventi personali della principessa, come un'operazione chirurgica nel 2013.
L'analisi di questa situazione svela le implicazioni per la famiglia reale norvegese e per la sua reputazione. La principessa, che soffre da anni di fibrosi polmonare, ha già affrontato critiche per la sua salute e per il comportamento di suo figlio Marius, accusato di violenze e traffico di droga. Il suo coinvolgimento con Epstein ha ulteriormente complicato la sua immagine pubblica, soprattutto in un momento in cui la monarchia norvegese è già al centro di scandali, tra cui le accuse al re Harald e alle sue figlie. I documenti, inoltre, mostrano che Epstein era a conoscenza di alcuni episodi penali precedenti della principessa, come un'incriminazione per prostituzione minorile nel 2008, che però non aveva mai ricevuto una condanna definitiva. Questo ha alimentato il dibattito su come una figura di prestigio come la principessa potesse non aver compreso la gravità delle azioni di Epstein.
La chiusura di questa vicenda si colloca in un contesto di tensioni interne alla famiglia reale e di sfide legali. Marius Borg, il figlio maggiore della principessa, dovrà affrontare un processo che potrebbe portarlo in carcere, mentre la principessa si trova a gestire la sua salute e la reputazione della famiglia. La monarchia norvegese, già provata da scandali interni, deve ora affrontare un'altra ondata di critiche, con il pubblico che chiede maggiore trasparenza. I documenti di Epstein, sebbene non rivelino nuove accuse, hanno rafforzato il dibattito su come le figure di prestigio possano essere coinvolte in situazioni eticamente problematiche. La principessa, pur avendo espresso le sue scuse, non ha potuto raddrizzare il danno alla sua immagine, né alleviare le pressioni su una famiglia reale che si trova a dover affrontare le conseguenze di una relazione che ha scosso le fondamenta del suo status.
Fonte: El País Articolo originale
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