11 mar 2026

Castillo chiede l'indulto al nuovo presidente del Perù: Onori la parola promessa

Il primo giorno del mandato di José María Balcázar come presidente interino del Perù ha segnato un momento cruciale per la politica del Paese.

20 febbraio 2026 | 01:59 | 4 min di lettura
Castillo chiede l'indulto al nuovo presidente del Perù: Onori la parola promessa
Foto: El País

Il primo giorno del mandato di José María Balcázar come presidente interino del Perù ha segnato un momento cruciale per la politica del Paese. Il leader, destinato a governare per cinque mesi prima di consegnare il potere al neoeletto presidente il 28 luglio, ha ricevuto una lettera firmata da Pedro Castillo, il sindacalista che aveva vinto le elezioni del 2021 ma era stato deposto un anno e mezzo dopo per un tentativo di autogolpe durato appena 180 minuti. Nella missiva, Castillo ha formalmente richiesto l'indulto presidenziale, sostenendo di essere vittima di un processo giudiziario che, a suo parere, rappresenta una persecuzione politica mascherata da un'inchiesta penale. L'episodio ha riacceso tensioni politiche e giudiziarie, mettendo in luce le complessità di un contesto sociale in cui la legalità e la stabilità sembrano sempre più fragili.

Castillo, condannato a undici anni e mezzo di carcere per il reato di concorso a ribellione, ha sempre sostenuto che il suo discorso del 7 dicembre 2022 non era un atto rivoluzionario ma una proclama che non ha mai ricevuto risposta. I suoi avvocati hanno ribadito da subito che il tentativo di colpo di stato non si è concretizzato in un'azione armata, rendendo insostenibile la sua condanna. La lettera inviata a Balcázar, però, non solo richiede l'indulto, ma anche una riconciliazione nazionale, invitando il presidente interino a onorare la promessa fatta durante la campagna elettorale. Questo richiamo al passato ha riacceso le tensioni interne al Partito Perú Libre, a cui appartengono entrambi i leader, e ha alimentato le speculazioni su come Balc, che ha rifiutato categoricamente di riconoscere una promessa di indulto, potrebbe gestire la situazione.

Il contesto politico del Perù è stato segnato da anni di instabilità, con l'espulsione di Castillo per incapacità morale permanente che ha scatenato una serie di proteste che hanno coinvolto diverse regioni del Paese. Durante il governo di Dina Boluarte, le forze dell'ordine hanno ucciso oltre cinquanta manifestanti, principalmente nella Sierra Sud, dove le tensioni sociali sono sempre state particolarmente acute. L'incarcerazione di Castillo ha inoltre creato tensioni diplomatiche con i vicini, con l'esclusione di alcuni ambasciatori per divergenze politiche e il rompere definitivo delle relazioni con il Messico a causa di una richiesta di asilo politico per Betssy Chávez, ex ministro di Castillo. Questi eventi hanno sottolineato come la figura di Castillo, nonostante la sua condanna, rimanga un simbolo di protesta e di conflitto interno.

Dalla prospettiva legale, il riconoscimento di un indulto a Castillo appare estremamente complesso. Secondo il nuovo regolamento vigente, l'indulto può essere concesso solo a condenati con sentenza definitiva, che richiede la conclusione di tutte le fasi del processo. Poiché Castillo ha appena ricevuto la condanna iniziale e ha presentato appello, il presidente interino non può procedere senza una decisione definitiva. L'unica eccezione sarebbe l'indulto humanitario, ma richiede prove mediche di una condizione grave, che non sono state presentate. Questo scenario ha reso evidente come la richiesta di Castillo non solo non possa essere soddisfatta, ma potrebbe anche rappresentare un rischio politico per Balcázar, che potrebbe vedersi costretto a prendere una posizione che rischia di alimentare ulteriore polarizzazione e tensioni con il sistema giudiziario.

La situazione ha quindi riacceso il dibattito su come il Perù possa superare le divisioni e ricostruire un senso di unità. Per Balcázar, il gesto di Castillo potrebbe diventare un test cruciale per il suo governo, che dovrà affrontare non solo le sfide economiche e sociali, ma anche la gestione di un'eredità politica complessa. L'eventuale decisione del presidente interino potrebbe segnare un punto di svolta, ma anche un ulteriore episodio di instabilità in un Paese che, nonostante le sue ricchezze, sembra sempre più diviso. La richiesta di indulto, se mai realizzata, potrebbe diventare un simbolo di riconciliazione, ma la sua impossibilità tecnica potrebbe rimanere un segnale di come il sistema giudiziario e le istituzioni siano diventati strumenti di conflitto piuttosto che di risoluzione.

Fonte: El País Articolo originale

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