Cassazione ascolta su Stato di diritto e venti oscuri
L'audience solennelle della Corte di Cassazione, che si è svolta venerdì 9 gennaio, ha visto un'improvvisa curiosità diffusa tra i 400 ospiti presenti. Il motivo?
L'audience solennelle della Corte di Cassazione, che si è svolta venerdì 9 gennaio, ha visto un'improvvisa curiosità diffusa tra i 400 ospiti presenti. Il motivo? L'occhio del pubblico si era posto sul soffitto del grand hall, dove il dipinto di Paul Baudry ornava le pareti. Il presidente della Corte, Christophe Soulard, non aveva voluto intervenire, ma l'atmosfera era permeata da un senso di meraviglia quasi profetica. Un'allusione a Isaïe, "que dans la justice divine, le loup habitera avec l'agneau, la vache et l'ours auront un même pâturage, et leurs petits un même gîte", era stata messa in luce dal presidente durante la sua apertura.
"Questa allusione conserva tutta la sua potenza di evocazione nel contesto di un Stato di diritto séculare e laico. (...) On potrebbe me reprocare d'énoncer un truisme (...)," ha precisato Soulard, sottolineando l'importanza della giustizia equa e non il suo ruolo puramente simbolico. A tal proposito, ha evidenziato come "le attacchi violenti, voire le minacce personali contro i giudici, si multiplivano a livello nazionale ed internazionale", mettendo in luce la crescente diffidenza nei confronti del sistema giudiziario. Questa situazione era particolarmente preoccupante perché non solo metteva in discussione il buon funzionamento del sistema legale ma anche la legittimità dei giudici stessi. La tensione e l'ostilità verso i magistrati, sia a livello nazionale che internazionale, era un tema ricorrente e richiede una risposta concreta da parte della comunità.
Fonte: Le Monde Articolo originale
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