11 mar 2026

Casal de' Pazzi: infiltrazioni e dispositivi di sicurezza assenti

La situazione all'interno dell'Istituto comprensivo Falcone, situato nel plesso di piazzale Hegel a Casal de' Pazzi nel IV municipio di Roma, si presenta preoccupante.

26 febbraio 2026 | 21:58 | 5 min di lettura
Casal de' Pazzi: infiltrazioni e dispositivi di sicurezza assenti
Foto: RomaToday

La situazione all'interno dell'Istituto comprensivo Falcone, situato nel plesso di piazzale Hegel a Casal de' Pazzi nel IV municipio di Roma, si presenta preoccupante. I genitori dei bambini iscritti alla scuola hanno segnalato da mesi gravi problemi strutturali che mettono a rischio la sicurezza degli studenti. La palestra, uno degli spazi più utilizzati durante l'orario scolastico, è diventata un luogo di pericolo a causa di infiltrazioni d'acqua che rendono il pavimento scivoloso e rendono necessario l'uso di secchi e stracci per tamponare il danno. I ragazzi, spesso coinvolti in attività sportive, si muovono in condizioni precarie, talvolta "dribblando" i contenitori posizionati per raccogliere l'acqua. La situazione, però, va oltre la semplice gestione di una emergenza idraulica: mancano elementi essenziali per la sicurezza, come estintori, porte antipanico funzionanti e un defibrillatore obbligatorio per legge. Le famiglie, preoccupate per la salute dei figli, hanno deciso di denunciare la situazione alle autorità, ma le risposte non sono arrivate. L'ultimo passo è stato l'invio di una formale "diffida e messa in mora" da parte di un rappresentante di classe, che ha chiesto l'accesso agli atti e la risoluzione dei problemi entro un termine specifico. Se non ci saranno risposte, il dossier sarà depositato in procura, un'ipotesi che le famiglie non desiderano ma ritiene necessaria per garantire la sicurezza dei loro figli.

Le foto inviate dai genitori a scuola, al IV municipio e all'Asl Roma 2 mostrano una situazione drammatica. Le infiltrazioni d'acqua, che scendono dal soffitto della palestra, hanno creato un ambiente umido e pericoloso, con il rischio di scivoloni e infortuni. I secchi e i teli posizionati sul pavimento non bastano a risolvere il problema, soprattutto durante le lezioni di educazione fisica, dove i ragazzi si muovono in modo dinamico. Le immagini rivelano anche una mancanza di manutenzione ordinaria: una porta antipanico, segnalata come uscita d'emergenza, è rotta e non può essere utilizzata in caso di emergenza. Mancano, inoltre, alcuni estintori, e non è stato ancora installato il defibrillatore obbligatorio per legge. Questi elementi, che dovrebbero garantire la sicurezza degli studenti, sono assenti o inutilizzabili, creando un ambiente a rischio per tutti. I genitori, che hanno inviato diverse segnalazioni, lamentano che le autorità non hanno dato risposte concrete. Anche se le istituzioni hanno ricevuto le informazioni, non è stato fatto nulla per risolvere i problemi, lasciando le famiglie in uno stato di preoccupazione costante.

Il contesto della vicenda si inserisce in un quadro di criticità che riguarda l'edilizia scolastica in molte città italiane. L'Istituto comprensivo Falcone, come tanti altri, affronta sfide legate alla manutenzione degli edifici e alla carenza di fondi per interventi strutturali. L'area del IV municipio, in particolare, è nota per problemi di infrastrutture che si accumulano nel tempo, spesso a causa di mancanza di risorse o di priorità insufficienti. Le segnalazioni dei genitori non sono nuove: da mesi, attraverso email, lettere e comunicazioni formali, hanno chiesto interventi e spiegazioni. La prima pec inviata il 28 gennaio chiedeva l'accesso agli atti sulla sicurezza statica e antincendio, ma non è stata risposta. Il 17 febbraio, l'Asl Roma 2 ha comunicato a municipio, ufficio scolastico regionale e scuola le criticità segnalate, ma le misure non sono state adottate. Questo scenario di inazione ha portato i genitori a prendere una decisione estrema: l'invio di una diffida formale, che ha scatenato un dibattito su come gestire situazioni di emergenza in spazi pubblici. La mancanza di risposte ha spinto le famiglie a considerare l'ipotesi di rivolgersi ai tribunali, un passo che non è stato preso in precedenza ma che ora sembra inevitabile.

Le implicazioni della situazione vanno ben al di là dell'ambito scolastico. La mancanza di interventi in tempo utile rischia di mettere in pericolo la salute dei bambini, creando un clima di insicurezza che influisce anche sul loro benessere psicologico. Le famiglie, che già affrontano stress e preoccupazioni per la vita quotidiana, si trovano a dover gestire un ulteriore problema che mette in discussione la sicurezza dei loro figli. Inoltre, il mancato rispetto delle norme di sicurezza antincendio e di emergenza rappresenta un rischio legale per l'amministrazione comunale e per l'ente scolastico. L'assenza di un defibrillatore, ad esempio, potrebbe comportare conseguenze gravi in caso di un evento imprevisto. L'incapacità di rispondere alle segnalazioni dei genitori non solo crea tensioni all'interno della comunità scolastica ma anche un danno reputazionale per le istituzioni coinvolte. La questione non riguarda solo la palestra, ma l'intero sistema educativo, che dovrebbe garantire un ambiente sicuro e accogliente per tutti. La mancanza di risposte e di azioni concrete potrebbe portare a un confronto più acceso, con le famiglie che si sentono abbandonate e che chiedono un intervento immediato.

La situazione, se non sarà risolta nei prossimi giorni, potrebbe evolvere in una crisi che coinvolgerà non solo i genitori ma anche i rappresentanti degli studenti e i sindaci del IV municipio. I genitori hanno espresso la loro preoccupazione in modo chiaro: se non ci saranno risposte, saranno costretti a depositare il dossier in procura, un passo che potrebbe portare a un processo. L'obiettivo non è solo quello di ottenere interventi strutturali, ma anche di far rispettare le normative che garantiscono la sicurezza in spazi pubblici. L'Asl Roma 2, che ha già segnalato le criticità, dovrà fare il suo dovere e verificare se le condizioni sono compatibili con la legge. L'assessorato all'Edilizia scolastica del IV municipio, che non ha dato risposte, potrebbe essere chiamato a spiegare il perché di questa inattività. La comunità scolastica, composta da insegnanti, genitori e alunni, attende una risposta concreta, non solo a parole. La scuola è un luogo di crescita e di apprendimento, ma non può essere un ambiente di pericolo. La soluzione richiede un impegno concreto, un'azione mirata e una collaborazione tra le istituzioni per garantire un futuro sicuro per i bambini. La questione non è solo una segnalazione, ma un richiamo a un sistema che deve agire per proteggere chi più ne ha bisogno.

Fonte: RomaToday Articolo originale

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