Casal Bertone: scuola chiusa a metà, genitori in lotta
La scuola di Casal Bertone, nel plesso Randaccio dell'Istituto comprensivo Piersanti Mattarella, vive da mesi una situazione drammatica che ha messo in pericolo la vita scolastica di centinaia di studenti.
La scuola di Casal Bertone, nel plesso Randaccio dell'Istituto comprensivo Piersanti Mattarella, vive da mesi una situazione drammatica che ha messo in pericolo la vita scolastica di centinaia di studenti. Dopo un cedimento di un solaio che ha reso inagibile la mensa, il piano del seminterrato è stato interdetto, la palestra è chiusa a causa di infiltrazioni d'acqua e, da novembre 2025, le classi alloggiate al secondo piano sono state spostate in spazi comuni come la biblioteca e le sale comuni del piano terra. La situazione, ormai diventata cronica, ha reso necessario un intervento urgente da parte delle autorità locali e del comune, ma le famiglie degli studenti chiedono da mesi un ritorno alla normalità. Gli alunni, costretti a mangiare sui banchi e a convivere con gli operai che eseguono i lavori, vivono un quotidiano segnato da incertezze e preoccupazioni. La scuola, che dovrebbe essere un luogo di crescita e istruzione, si è trasformata in un ambiente in cui la sicurezza e il benessere dei bambini non sono più garantiti.
La complessità della situazione si manifesta in modo evidente attraverso la distribuzione diseguale degli spazi disponibili. Tre classi quinte sono state trasferite in un altro istituto, mentre altre sei sono state sparpagliate in locali non adatti a un ambiente scolastico, come la biblioteca e le sale comuni. Il piano terra e il primo piano, pur non essendo totalmente funzionanti, sono gli unici spazi accessibili, ma neppure questi sono liberi da problemi. Le infiltrazioni d'acqua, infatti, continuano a interessare parte del soffitto, creando un ambiente non salubre. La biblioteca, che dovrebbe essere un luogo di studio, è diventata un'alternativa imprevista, ma non è certo un ambiente ideale per le lezioni. Gli studenti, inoltre, non possono godere di un'atmosfera tranquilla, poiché si muovono tra le attività dei tecnici che eseguono interventi di manutenzione. Questo mix di situazioni ha portato a un forte disagio per gli alunni, che non possono concentrarsi sulle lezioni né godere di un ambiente adeguato.
Il contesto di questa crisi si inserisce in un quadro di mancanza di pianificazione e di gestione efficace da parte delle istituzioni. Il plesso Randaccio, pur essendo un'istituzione scolastica importante, ha evidenziato problemi strutturali che, se non risolti, potrebbero mettere in pericolo la continuità educativa. Le famiglie, che seguono con preoccupazione i progressi dei lavori, lamentano un'assenza di comunicazione da parte dell'Istituto comprensivo e del IV municipio. Nonostante si fosse parlato di un anno di interventi durante una riunione del consiglio d'istituto a gennaio, non ci sono state informazioni ufficiali né documenti che chiariscano le tempistiche. Questa mancanza di trasparenza ha alimentato la frustrazione delle famiglie, che non riescono a comprendere se i problemi siano risolvibili o se si tratti di una situazione destinata a protrarsi. La mancanza di risposte ufficiali ha reso necessario un intervento diretto da parte dei genitori, che si stanno organizzando per chiedere spiegazioni e soluzioni.
La crisi scolastica di Casal Bertone ha conseguenze che vanno ben al di là del disagio quotidiano degli studenti. La mancanza di un ambiente scolastico sicuro e funzionale mette in pericolo l'apprendimento e la salute fisica dei bambini, che non possono svolgere le attività in condizioni ottimali. Inoltre, la situazione ha generato un forte impatto sociale, con famiglie che si sentono abbandonate da parte delle autorità locali. Il rischio di un aggravamento dei problemi è elevato, soprattutto se non si interviene con urgenza per garantire un intervento strutturale. Le famiglie, infatti, temono che la mancanza di finanziamenti e di un piano chiaro possa portare a una crisi permanente, con conseguenze a lungo termine per la comunità educativa. L'assenza di un piano d'azione definitivo ha creato un clima di incertezza che non solo compromette la didattica, ma anche la fiducia dei genitori in un sistema scolastico che non riesce a rispondere alle esigenze di base.
La situazione, se non risolta al più presto, potrebbe diventare un caso emblematico di gestione inadeguata di un'infrastruttura pubblica fondamentale. Le famiglie, ormai stanco di aspettare, stanno prendendo iniziative per sensibilizzare l'opinione pubblica e pressare le istituzioni. Il consiglio dei genitori, che si è organizzato per un'azione collettiva, mira a ottenere un piano di intervento concreto e un termine preciso per la messa in sicurezza della scuola. Il rischio, però, è che la mancanza di risposte ufficiali possa portare a una situazione di stallo, con conseguenze drammatiche per gli studenti. La scuola non può più essere considerata un'area di emergenza, ma un'infrastruttura che richiede un intervento straordinario. La comunità educativa, in attesa di un'azione decisa, spera che le istituzioni locali riescano a trovare una soluzione rapida, altrimenti la crisi potrebbe diventare un problema permanente, con impatti a lungo termine su migliaia di bambini e famiglie.
Fonte: RomaToday Articolo originale
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