11 mar 2026

Cartelli del Messico: cosa sapere

Il martedì, un'operazione violenta e decisiva ha segnato la fine del lungo periodo di dominio di Nemesio Oseguera Cervantes, noto come "El Mencho", capo del Jalisco New Generation Cartel (JNGC), il più potente sindacato criminale del Messico.

24 febbraio 2026 | 22:55 | 5 min di lettura
Cartelli del Messico: cosa sapere
Foto: The New York Times

Il martedì 18 settembre 2024, un'operazione violenta e decisiva ha segnato la fine del lungo periodo di dominio di Nemesio Oseguera Cervantes, noto come "El Mencho", capo del Jalisco New Generation Cartel (JNGC), il più potente sindacato criminale del Messico. L'azione, condotta da forze di sicurezza messicane e supportata da intelligence internazionali, ha causato la morte di almeno 70 individui, tra membri del cartello e forze di polizia. La scomparsa di El Mencho ha creato un vuoto di leadership nel JNGC, mettendo in gioco la stabilità del gruppo e aprendo la strada a possibili contestazioni da parte di altre organizzazioni criminali. L'evento ha riacceso la tensione in un Paese già segnato da anni di guerra tra cartelli, con conseguenze potenzialmente devastanti per la sicurezza pubblica e la stabilità politica.

L'ascesa di El Mencho nel JNGC ha avuto inizio nel 2009, quando il cartello si separò dal Milenio Cartel, ramo del potente Sinaloa Cartel. Oseguera riuscì a trasformare il JNGC in una potenza globale grazie a una strategia di espansione che includeva accordi di franchigia con gang minori in aree non controllate. Questi accordi permettevano ai gruppi locali di operare autonomamente, ma sotto il controllo del JNGC, ampliando il suo impatto a livello nazionale e internazionale. Tuttavia, la mancanza di una figura centrale come El Mencho potrebbe portare al collasso del sistema di gestione, con rischi di frammentazione interna e competizione tra ex alleati. Inoltre, rivali come il Sinaloa Cartel, già indebolito da anni di repressione, potrebbero tentare di sfruttare la situazione per riconquistare territori strategici.

L'evento di fine settembre ha rivelato la fragilità delle strutture criminali messicane, dove la leadership è spesso legata a relazioni personali e al controllo del potere economico. Tra i sopravvissuti del JNGC, Julio Alberto Castillo Rodriguez, noto come El Chorro, figlio della moglie di El Mencho, Rosalinda González Valencia, è considerato un possibile erede. Tuttavia, la sua capacità di assumere il comando è incerta, vista la tradizionale resistenza al ruolo di donne in posizioni di comando. Rosalinda, detta La Jefa, è un'importante operatrice finanziaria, ma i limiti culturali e sociali in Messico rendono difficile il suo accesso al potere. L'assenza di un leader chiaro potrebbe alimentare conflitti interni e ridurre la capacità del JNGC di operare in modo coordinato.

Il contesto di questa crisi è radicato in anni di guerra tra cartelli, alimentata da una combinazione di fattori economici, politici e sociali. Il Sinaloa Cartel, originariamente uno dei più potenti, ha subito un declino dopo la cattura di Joaquín "El Chapo" Guzmán nel 2014. La sua divisione in due fazioni, i Chapitos e i Mayos, ha portato a una guerra civile che ha sconvolto lo stato di Sinaloa. Anche se il Sinaloa Cartel è rimasto un attore di rilievo, la sua influenza è diminuita a causa dell'operato delle autorità mexicane e degli Stati Uniti. Il JNGC, invece, ha sfruttato l'incertezza per espandersi, ma la sua crescita ha anche generato rivalità con altri gruppi, come il Cartel del Noreste, ex Zetas, che ha perso diversi leader negli ultimi anni. La situazione è ulteriormente complessificata da un quadro internazionale in cui le operazioni anti-narcotici sono diventate sempre più complicate, con il rischio di nuovi accordi tra criminali e governi locali.

L'impatto di questa crisi è profondo e multidimensionale. Da un lato, la morte di El Mencho potrebbe portare a una riduzione della capacità produttiva del JNGC, con conseguenze per la supply chain di droga che alimenta il mercato statunitense. Dall'altro, la lotta per il controllo del cartello potrebbe intensificare la violenza, con rischi per la sicurezza dei civili e per la stabilità dei territori messicani. Il governo degli Stati Uniti, sotto pressione per ridurre il flusso di droga, potrebbe accelerare le operazioni di repressione, ma il rischio di un aumento delle attività illegali rimane alto. Inoltre, il declino dei grandi cartelli potrebbe favorire l'emergere di nuove organizzazioni, con conseguenze imprevedibili per la sicurezza globale. La situazione richiede un approccio coordinato tra il Messico e gli Stati Uniti, ma le sfide sono enormi, con il rischio che la guerra tra cartelli si protrarrà per anni, causando danni irreparabili.

La prospettiva futura dipende da come si evolverà la competizione per il controllo del JNGC e degli altri cartelli. Se le forze di sicurezza riusciranno a mantenere la pressione, potrebbe verificarsi una riduzione delle attività criminali, ma la lotta per il potere tra gruppi rivali potrebbe mantenere la violenza alta. Inoltre, la mancanza di un leader chiaro nel JNGC potrebbe portare a una frammentazione del cartello, con conseguenze per la sua capacità di operare in modo efficace. Il ruolo del governo messicano sarà cruciale, ma la sua capacità di gestire la crisi dipende da una serie di fattori, tra cui la collaborazione con le autorità internazionali e la gestione delle risorse interne. La situazione rimane delicata, con il rischio che la guerra tra cartelli continui a segnare il Paese per anni, creando un ambiente di instabilità che potrebbe influenzare anche la vita quotidiana dei messicani.

Fonte: The New York Times Articolo originale

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