11 mar 2026

Cantieri metro C: Prati e Centro, dal 25/2 cambia la viabilità. Tutte le info.

Il sindaco di Roma, Giuseppe Gualtieri, ha sottolineato con forza l'urgenza di avviare i lavori per il prolungamento della metro C, un progetto che mira a migliorare la mobilità urbana e ridurre la congestione del traffico.

20 febbraio 2026 | 17:29 | 5 min di lettura
Cantieri metro C: Prati e Centro, dal 25/2 cambia la viabilità. Tutte le info.
Foto: RomaToday

Il sindaco di Roma, Giuseppe Gualtieri, ha sottolineato con forza l'urgenza di avviare i lavori per il prolungamento della metro C, un progetto che mira a migliorare la mobilità urbana e ridurre la congestione del traffico. L'evento è stato annunciato ufficialmente per il prossimo 25 febbraio, con l'obiettivo di iniziare i cantieri in modo definitivo, dopo anni di ritardi e discussioni. Il progetto prevede la realizzazione di due tratti principali: il primo, denominato T2, partirà da Venezia fino a Mazzini, mentre il secondo, T1, sarà realizzato a partire da luglio, congiungendo Farnesina con l'Auditorium. Questi interventi, che richiederanno circa dieci anni di lavoro, saranno accompagnati da un impatto significativo sulla viabilità, specialmente nei quartieri interessati. Gualtieri ha ribadito che i disagi sono inevitabili, ma non si può più procrastinare l'implementazione di un sistema di trasporto pubblico che, a lungo termine, potrebbe ridurre il carico su strade e autostrade. La decisione è stata presa dopo un'estesa valutazione delle esigenze della città e una serie di confronti con gli esperti del settore, che hanno sottolineato l'importanza di un intervento strutturale per rispondere alle crescenti esigenze di mobilità.

La fase iniziale dei lavori prevede l'uso di idrofrese per scavare le quattro stazioni del tratto T2, tra cui Chiesa Nuova, Piazza Pia, Ottaviano e Mazzini. Questi strumenti, che operano in modo silenzioso e preciso, saranno utilizzati per scavare le fondazioni e le strutture necessarie alle stazioni, mentre le talpe avranno il compito di realizzare le gallerie che collegheranno i vari tratti. Per permettere l'accesso ai cantieri, le aree intorno alle future stazioni saranno interdette al traffico, con chiusure parziali o totali di alcune strade. Ad esempio, durante la realizzazione della fermata di Chiesa Nuova, via Cerri sarà interdetta al transito, mentre via Larga ospiterà un'area dedicata ai taxi. Inoltre, la fermata bus presso piazza della Chiesa Nuova sarà soppressa, con deviazioni per il trasporto pubblico. Questi provvedimenti saranno in vigore per 33 mesi, periodo in cui i cantieri saranno attivi nella zona. L'impatto sulla viabilità sarà limitato, ma i residenti e i pendolari dovranno adattarsi a nuove regole di circolazione, come l'inversione di senso unico su via Sora o la chiusura temporanea di alcune vie.

Il contesto del progetto è legato al piano più ampio di rinnovamento del sistema di trasporto pubblico romano, che mira a integrare le diverse linee e a creare una rete più efficiente e accessibile. Roma, con una popolazione che supera i 2,8 milioni di abitanti, ha sempre affrontato problemi di congestione e inquinamento, soprattutto durante gli spostamenti quotidiani. Il prolungamento della metro C è visto come una soluzione chiave per ridurre la dipendenza dall'auto e per migliorare la qualità della vita urbana. Tuttavia, il progetto non è stato privo di contestazioni. Molti cittadini e organizzazioni hanno sollevato preoccupazioni sull'impatto ambientale e sull'effettiva utilità di un'opera che richiede decenni per essere completata. Gualtieri ha cercato di rassicurare i residenti, sottolineando che l'investimento è necessario per garantire un futuro sostenibile e una mobilità più fluida. Il Comune ha anche presentato un piano di compensazione per le aree interessate, come l'offerta di parcheggi alternativi o la creazione di spazi verdi in altri quartieri. Questi sforzi sono parte di un tentativo di trovare un equilibrio tra gli obiettivi di sviluppo e le esigenze dei cittadini.

Le implicazioni del progetto sono notevoli, sia dal punto di vista economico che sociale. L'investimento previsto per la realizzazione della metro C è stimato in decine di milioni di euro, con un impatto significativo sull'occupazione locale e sull'indotto. Tuttavia, i costi potrebbero aumentare se si verificano ritardi o problemi tecnici durante i lavori. Inoltre, l'impatto sulla viabilità potrebbe generare un aumento del carico sulle strade alternative, con conseguenze su tempo di percorrenza e livello di inquinamento. Gualtieri ha riconosciuto che i disagi sono inevitabili, ma ha sottolineato che l'alternativa è un sistema di trasporto pubblico inaffidabile e in grado di saturare ulteriormente il traffico. La realizzazione della stazione Ottaviano, in particolare, è vista come un punto cruciale per il collegamento tra la metro C e la linea A, un'infrastruttura che potrebbe migliorare la mobilità in diverse zone della città. Per quanto riguarda la stazione Mazzini, che presenta le maggiori criticità, il Comune ha già iniziato a studiare soluzioni per minimizzare l'impatto sul traffico, come l'adeguamento delle corsie e la gestione del parcheggio. Questi interventi saranno fondamentali per garantire che i residenti possano continuare a muoversi con la massima efficienza, anche se con alcune limitazioni.

Il progetto del prolungamento della metro C rappresenta un passo significativo per la modernizzazione di Roma, ma il suo successo dipenderà da una serie di fattori, tra cui la gestione dei cantieri, la collaborazione con le istituzioni locali e la capacità di adattare le infrastrutture esistenti. Il Comune ha fissato come obiettivo terminare tutti gli interventi entro il 2036, con l'inaugurazione della stazione Venezia già prevista per il 2033. Questo termine, però, dovrà essere rispettato nonostante le complessità tecniche e le sfide logistiche. Per il sindaco Gualtieri, l'obiettivo è non solo quello di completare l'opera, ma anche di garantire che il sistema di trasporto pubblico diventi un'alternativa competitiva rispetto all'auto privata. La realizzazione di questa infrastruttura potrebbe rappresentare un punto di svolta per la città, ma richiederà un impegno costante da parte di tutti i soggetti coinvolti. La sfida è quindi non solo tecnica, ma anche sociale e politica, con la necessità di trovare un equilibrio tra sviluppo e qualità della vita urbana.

Fonte: RomaToday Articolo originale

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