Bruxelles include la menopausia per la prima volta e coinvolge più uomini nella strategia di parità
La Commissione Europea lancia una strategia di eguaglianza di genere per cinque anni, coinvolgendo uomini e giovani in settori chiave come salute, lavoro e digitale. L'iniziativa include diritti riproduttivi, contrasto alla violenza e studi su movimenti come gli incels, con obiettivo di un futuro più equo.
La Commissione Europea ha annunciato oggi a Bruselles una strategia di eguaglianza di genere per i prossimi cinque anni, un piano che punta a coinvolgere attivamente gli uomini, soprattutto i giovani, nel percorso verso una maggiore parità tra i sessi. La strategia, presentata in un contesto globale in cui si assiste a un movimento reazionario che minaccia i diritti delle donne, mira a superare le disparità esistenti e a rafforzare la partecipazione maschile in tutti i settori della società. Secondo il documento, la parità tra uomini e donne non è ancora raggiunta, e si stima che ci vorranno almeno cinquanta anni per raggiungere una completa eguaglianza. Questo obiettivo richiede un impegno collettivo, che include non solo le donne ma anche gli uomini, che devono assumere un ruolo attivo nella costruzione di un futuro più giusto. La strategia si basa su una visione integrale, che abbraccia aspetti come la salute, l'istruzione, il lavoro e la partecipazione sociale, con l'obiettivo di creare un ambiente in cui tutti possano sviluppare al massimo il proprio potenziale.
La strategia si focalizza in particolare su questioni di salute femminile, che finora hanno ricevuto poca attenzione nella ricerca e nel trattamento medico. Tra i temi prioritari si annoverano la menopausia, la mestruazione, l'endometriosi e la depressione postparto. La Commissione si impegna a finanziare uno studio che analizzi i benefici economici e sociali del chiudere la brecha sanitaria legata a queste condizioni. Inoltre, propone l'elaborazione di "buone pratiche" per combattere la "povertà mestruale e menopausica", un fenomeno che riguarda milioni di donne in contesti economici difficili. L'obiettivo è garantire un accesso equo e accessibile ai servizi sanitari, anche attraverso l'implementazione di politiche nazionali che siano in linea con le direttive europee, come quella del 2022 che ha introdotto un'IVA al 0% per i prodotti di igiene femminile. Questa misura, che mira a ridurre i costi per le donne, rappresenta un esempio concreto di come l'azione politica possa contribuire a migliorare la qualità della vita di un intero gruppo sociale.
Il piano della Commissione include anche un approccio più ambizioso verso l'aborto e la salute riproduttiva. Dopo aver chiarito che i fondi europei possono essere utilizzati per finanziare l'interruzione volontaria della gravidanza, la strategia definisce l'aborto incondizionato come una "questione di salute pubblica". Questo riconoscimento è un passo importante, poiché mette in luce l'importanza di garantire diritti sanitari e riproduttivi alle donne, soprattutto in contesti dove tali diritti sono minacciati. La Commissione si impegna inoltre a lavorare per definire in modo chiaro il concetto di violenza e il ruolo del consenso nel contesto legale. Questo è uno dei grandi problemi rimasti irrisolti nella precedente legislazione europea contro la violenza di genere, dove la definizione di violenza non era sufficientemente precisa. Per affrontare questa sfida, Bruselles ha deciso di effettuare un "mapping" della legislazione attuale in tutti gli Stati membri, con l'obiettivo di presentare un nuovo testo legislativo che possa rispondere alle esigenze attuali.
La strategia della Commissione mira anche a rafforzare la presenza delle donne nel mondo digitale, un settore in cui si osserva un aumento delle discriminazioni e delle forme di cyberbullismo. La vicepresidente della Commissione, Roxana Minzatu, ha sottolineato l'importanza di garantire alle donne la stessa sicurezza online che hanno offline. Per questo motivo, la strategia propone di integrare le misure di contrasto al crimine nel contesto digitale, con l'obiettivo di creare un ambiente virtuale più sicuro e inclusivo. Inoltre, la Commissione si propone di ridurre le breche di genere nel mondo del lavoro, combatte il mobbing e l'acoso sessuale, e cerca di promuovere una legislazione che garantisca "lavori di qualità" per tutti. Questi obiettivi sono parte di un piano più ampio che mira a creare un'Europa più giusta e equa, dove le donne siano rappresentate in tutti i settori della società.
La strategia riconosce anche la necessità di educare le nuove generazioni a una cultura di parità, puntando su iniziative che coinvolgano sia i ragazzi che le ragazze. La Commissaria per l'Eguaglianza, Hadja Lahbib, ha sottolineato che gli uomini non devono essere solo beneficiari della parità ma anche coautori del cambiamento. Per questo motivo, la strategia prevede l'analisi delle narrativa online che mira a polarizzare i generi, soprattutto tra i giovani. Secondo Lahbib, tra il 2019 e il 2023 sono stati investiti 1 miliardo di euro in campagne per combattere la discriminazione di genere, un dato che indica una strategia organizzata e finanziata. Tuttavia, i gruppi politici come il Partito Socialdemocratico (S&D) hanno sottolineato che le ricerche e il dialogo non sono sufficienti da soli. È necessario un impegno politico più forte per affrontare le cause profonde di movimenti come gli incels, che promuovono una narrativa di isolamento degli uomini a causa delle donne. La Commissione ha deciso di effettuare uno studio su queste dinamiche fino al 2028, un passo che, sebbene benvenuto, viene visto come non sufficientemente ambizioso da alcuni osservatori. La strategia, tuttavia, rappresenta un tentativo importante di creare un quadro normativo che riconosca l'importanza della partecipazione maschile nella costruzione di un futuro più equo e giusto per tutti.
Fonte: El País Articolo originale
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