11 mar 2026

Brett Ratner torna alla regia con Melania

Brett Ratner, il regista cinematografico noto per i suoi successi come la trilogia Rush Hour e la serie X-Men, sta tornando al cinema dopo più di otto anni di assenza.

30 gennaio 2026 | 15:48 | 5 min di lettura
Brett Ratner torna alla regia con Melania
Foto: The New York Times

Brett Ratner, il regista cinematografico noto per i suoi successi come la trilogia Rush Hour e la serie X-Men, sta tornando al cinema dopo più di otto anni di assenza. Il suo ultimo lavoro, il documentario Melania, un film autorizzato sull'indimenticabile first lady, è stato rilasciato in sala dopo una lunga pausa dalla direzione. La pellicola, prodotta da Amazon per un costo di 40 milioni di dollari, rappresenta una sorta di riconciliazione con il mondo dello spettacolo, nonostante le accuse di comportamenti sessuali che lo hanno colpito nel 2017. Ratner, 56 anni, ha rifiutato le richieste di commento, ma ha espresso entusiasmo per il progetto attraverso i social media, ringraziando Melania Trump per l'opportunità di collaborare. L'uscita del documentario segna un tentativo di ripresa per un regista che, dopo un periodo di marginalizzazione, cerca di riconquistare il pubblico. La sua storia, però, non è solo una questione personale, ma un riflesso del cambiamento nel panorama mediatico e politico degli ultimi anni.

La carriera di Ratner ha visto alti e bassi, ma negli anni Novanta e Duemila si è distinto come uno dei più prolifici e apprezzati registi del cinema mainstream. Iniziato come direttore di video musicali per artisti come Lionel Richie e Mary J. Blige, ha trovato il suo successo con Money Talks (1997), un film d'azione-commedia che ha segnato l'arrivo del duo Charlie Sheen e Chris Tucker. Il successo di questa pellicola ha dato origine a Rush Hour, un progetto che ha trasformato il cinema d'azione in un fenomeno globale, con una serie di sequel che ha incassato oltre 850 milioni di dollari. Ratner, però, non si è limitato ai generi commerciali: ha anche diretto episodi della serie X-Men e ha contribuito al reboot di Silence of the Lambs, dimostrando la sua capacità di adattarsi a diversi contesti. Tuttavia, il suo percorso è stato interrotto da un drammatico evento nel 2017, quando sei donne hanno accusato il regista di comportamenti sessuali, tra cui commenti osceni e atti sessuali non consensuali. Anche se Ratner ha negato le accuse, la sua partnership con Warner Bros. è terminata, e il suo lavoro è crollato.

L'accaduto del 2017 ha segnato un punto di non ritorno per Ratner. Le accuse, sebbene non provate, hanno avuto un impatto devastante sulla sua carriera. La sua reputazione, costruita su anni di successi, è stata messa in discussione, e i produttori hanno smesso di investire in progetti suoi. Il film Hercules, prodotto nel 2014 e diretto da Ratner, è stato il suo ultimo lavoro cinematografico, un progetto che ha incassato quasi 250 milioni di dollari, superando il budget iniziale. Nonostante il successo al botteghino, il regista non ha mai ripreso la direzione, e il suo nome è diventato un simbolo di un'epoca ormai superata. La sua assenza dal cinema si è protratta per anni, con il regista che ha dedicato tempo a progetti minori o a collaborazioni in ambito televisivo. Tuttavia, il ritorno con Melania sembra segnare un tentativo di riconciliazione con il pubblico, nonostante le conseguenze delle accuse. La pellicola, realizzata in collaborazione con il fotografo Dante Spinotti, rappresenta un modo per recuperare una posizione nel settore, anche se il contesto attuale è profondamente diverso da quello di vent'anni fa.

L'uscita di Melania non può essere interpretata solo come un ritorno personale, ma come un riflesso del cambiamento nel mondo mediatico e politico. Negli ultimi anni, il potere nella produzione cinematografica è stato trasferito a figure che si allineano con il movimento conservatore, in particolare con il presidente Trump. Questo spostamento ha permesso a Ratner di trovare un pubblico e un finanziatore disposti a supportare un progetto che, altrimenti, potrebbe non essere stato accolto. La collaborazione con Amazon, che ha pagato 40 milioni di dollari per i diritti e destinato altri 35 milioni per la promozione, è un esempio di come i produttori stiano cercando di adattarsi a nuove dinamiche. Il documentario, prodotto con il consenso di Melania Trump, si inserisce in un contesto in cui i media si stanno allineando con posizioni politiche chiare, un fenomeno che Casey Kelly, professore di retorica e cultura pubblica, ha descritto come una sorta di "bona fide" per i sostenitori di Trump. Ratner, pur evitando di prendere posizioni politiche in modo esplicito, ha trovato un modo per rientrare nel sistema, sfruttando le opportunità offerte da un mercato in trasformazione.

L'esperienza di Ratner suggerisce come il cinema non sia mai distaccato dal contesto sociale e politico. Il suo ritorno non è solo un'operazione di self-promotion, ma un esempio di come i registi debbano adattarsi a nuove regole del mercato. Mentre il pubblico lo aspetta per un film che potrebbe segnare un nuovo inizio, il regista ha espresso gratitudine per l'opportunità di riprendere il lavoro. La sua carriera, però, rimane un caso di come le accuse di comportamenti sessuali possano cambiare radicalmente la vita di una figura pubblica, anche se non sempre portino a una condanna definitiva. La pellicola Melania potrebbe rappresentare un passo verso la riconciliazione, ma il futuro di Ratner nel cinema dipenderà da come riuscirà a mantenere il suo stile creativo in un ambiente in cui le priorità si sono spostate. Per il momento, il regista sembra aver trovato un modo per ricominciare, anche se il suo ritorno non è certo un segnale di una completa ripresa. La sua storia, però, rimane un esempio di come il cinema possa essere influenzato da forze esterne, e come i registi debbano navigare tra successo, scandalo e opportunità.

Fonte: The New York Times Articolo originale

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