11 mar 2026

Bezalel Smotrich, ministro israeliano estremista, promuove emigrazione palestinese e abroga accordi di Oslo

La ministra israeliana Smotrich ha chiesto emigrazione e colonizzazione per sovranità, suscitando preoccupazioni internazionali.

18 febbraio 2026 | 12:15 | 5 min di lettura
Bezalel Smotrich, ministro israeliano estremista, promuove emigrazione palestinese e abroga accordi di Oslo
Foto: Le Monde

La ministra israeliana di estrema destra Bezalel Smotrich ha lanciato un appello per "incoraggiare l'emigrazione" dei palestinesi delle Cisgiordania e della Striscia di Gaza, al fine di stabilire la "sovranieta'" israeliana sui territori palestinesi. L'annuncio, fatto durante un incontro del suo partito, il Sionismo religioso, ha suscitato preoccupazioni internazionali e ulteriore tensione in un contesto già delicato. Smotrich, ministro delle finanze, ha dichiarato durante un vertice trasmesso dai media israeliani: "Elimineremo l'idea di uno Stato arabo terrorista". Il suo discorso, in un'atmosfera carica di tensione, ha rivelato l'intenzione di abbandonare definitivamente i "maledetti accordi di Oslo" e di procedere lungo una via di sovranità totale, con l'obiettivo di ridurre la presenza palestinese nei territori occupati. Queste affermazioni sono state accolte con un misto di apprezzamento da parte di alcuni settori israeliani e di preoccupazione da parte di organismi internazionali e leader palestinesi. La notizia ha acceso dibattiti su come si possa affrontare la questione palestinese, con un'attenzione particolare sulle politiche di colonizzazione e sull'implicazione di una possibile escalation delle tensioni.

Nel corso della riunione, Smotrich ha presentato un piano dettagliato per le prossime elezioni legislative, previste entro l'ottobre 2026. Il programma, denominato "Colonizzazione 2030", mira a accelerare la costruzione di nuove colonie e a rafforzare il controllo israeliano sulle aree della Cisgiordania e della Striscia di Gaza. Secondo il ministro, l'obiettivo è di "ridisegnare la carta della Giudea, della Samaria e della valle del Giordano", un'idea che ha suscitato reazioni forti da parte delle comunità internazionali. Gli esperti osservano che questa strategia potrebbe portare a un aumento del numero di colonie, con dati recenti che indicano un record di 54 nuove colonie approvate nel 2025. L'Organizzazione per la pace, un'ONG israeliana contraria alla colonizzazione, ha espresso preoccupazione per l'impatto sociale e politico di tali iniziative. Inoltre, il piano include l'incoraggiamento dell'emigrazione dei palestinesi, un'idea che ha suscitato reazioni di protesta da parte di gruppi di sinistra e di organizzazioni umanitarie.

Il contesto storico e politico di questa decisione è radicato negli accordi di Oslo, firmati negli anni '90 tra Israele e la Palestina, che prevedevano un piano di divisione dei territori e la creazione di uno Stato palestinese. Tuttavia, negli ultimi anni, questi accordi sono diventati sempre più inattuabili a causa della mancanza di progressi significativi e della crescente instabilità nel territorio palestinese. Il governo israeliano, guidato da Smotrich e da altri esponenti di destra, ha adottato una serie di misure per rafforzare il controllo su queste aree, incluso un aumento del numero di colonie e l'espansione dei settori sotto il controllo israeliano. Queste politiche sono state critiche da parte dell'ONU e di diversi paesi europei, che hanno ritenuto illegittime le colonie e le azioni di occupazione. La situazione si è ulteriormente complicata a causa delle tensioni crescenti in Cisgiordania, dove le violenze sono aumentate a causa del conflitto con Hamas, che ha lanciato un attacco su Israele il 7 ottobre 2023.

L'analisi delle implicazioni di questa politica di colonizzazione rivela un aumento del rischio di escalation delle tensioni in tutta la regione. Il piano di Smotrich potrebbe portare a un aumento del numero di colonie, con conseguenze dirette sulle comunità palestinesi, che potrebbero essere ulteriormente marginalizzate. Gli esperti sottolineano che questa strategia potrebbe compromettere ulteriormente i tentativi di pace e di stabilizzazione del territorio, aumentando il rischio di conflitti e di tensioni interne. Inoltre, la politica di emigrazione potrebbe portare a un aumento della pressione su coloro che vivono in Cisgiordania, con effetti negativi sulle economie locali e sui diritti dei palestinesi. L'ONU e altri organismi internazionali hanno espresso preoccupazione per la mancanza di progressi nel processo di pace e per il continuo aumento delle colonie. La comunità internazionale ha chiesto a Israele di rispettare il diritto internazionale e di trovare una soluzione duratura alla questione palestinese.

La situazione appare sempre più complessa, con un aumento delle tensioni e una mancanza di progressi significativi verso una soluzione duratura. Il governo israeliano, guidato da Smotrich, sembra concentrarsi su una strategia di controllo e di espansione delle colonie, con conseguenze dirette sulle comunità palestinesi. La comunità internazionale ha espresso preoccupazione per la mancanza di progressi nel processo di pace e per il continuo aumento delle colonie. L'ONU e diversi paesi hanno ritenuto illegittime le colonie e hanno chiesto a Israele di rispettare il diritto internazionale. La politica di Smotrich potrebbe portare a un aumento del rischio di escalation delle tensioni, con effetti negativi sulle economie locali e sui diritti dei palestinesi. L'attuale contesto politico e sociale sembra indicare una situazione in cui le tensioni continuano a crescere, con un'incertezza su come potrebbe evolversi la questione palestinese. L'obiettivo di una soluzione duratura sembra sempre più lontano, con un'attenzione particolare sulle politiche di colonizzazione e sull'impatto delle azioni israeliane sulle comunità palestinesi.

Fonte: Le Monde Articolo originale

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