11 mar 2026

B&B a due passi da Termini: 15 strutture, un terzo irregolari

Un'operazione di controllo straordinaria condotta alle prime ore del mattino di mercoledì ha portato alla luce una serie di irregolarità in un palazzo situato in via Milazzo, a pochi passi dalla stazione Termini di Roma.

30 gennaio 2026 | 12:39 | 4 min di lettura
B&B a due passi da Termini: 15 strutture, un terzo irregolari
Foto: RomaToday

Un'operazione di controllo straordinaria condotta alle prime ore del mattino di mercoledì ha portato alla luce una serie di irregolarità in un palazzo situato in via Milazzo, a pochi passi dalla stazione Termini di Roma. L'attività, coordinata da carabinieri della stazione Roma Macao, agenti del gruppo Centro della polizia locale di Roma Capitale e personale della Asl Roma 1, ha interessato 15 strutture ricettive, tra affittacamere, bed and breakfast e guest house, ospitate nello stesso stabile. Di queste, un terzo è risultato in regola, mentre le altre cinque sono state individuate in violazione delle normative vigenti, con sanzioni complessive che superano i 30 mila euro. L'operazione ha anche portato alla denuncia di un titolare per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e alla sequestro di sostanze stupefacenti.

L'azione di controllo, che ha coinvolto diverse forze dell'ordine, ha avuto lo scopo di garantire la legalità nell'area della stazione Termini, un quartiere noto per la presenza di attività ricettive informali. I controlli hanno messo in luce una serie di mancanze, tra cui l'assenza di estintori, dispositivi di rilevazione dei gas combustibili e la non conformità alle normative sugli alloggi turistici. Tra le violazioni più gravi, ci sono state segnalazioni di locazioni di posti letto invece di intere stanze, carenze nella gestione della sicurezza e l'impossibilità di individuare i percorsi antincendio. Inoltre, alcuni stabili non avevano la tabella dei prezzi o i dispositivi necessari per garantire la sicurezza degli ospiti. Questi elementi hanno portato a sanzioni elevate, con un impatto economico significativo per le strutture coinvolte.

L'operazione ha anche rivelato un aspetto legato all'immigrazione, con il ritrovamento di un cittadino senegalese irregolare sul territorio nazionale, ospitato in un affittacamere senza contratto. Questa persona, insieme ad altri 10 stranieri, era ospitata in una struttura che è stata denunciata per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Il senegalese, trovato in possesso di 10 dosi di cocaina e 2 di hashish, è stato denunciato per detenzione di sostanze stu di spaccio. Questi episodi hanno messo in luce come le attività informali possano diventare un terreno per il traffico di sostanze illegali e la presenza di soggetti non regolari. L'indagine ha anche identificato 28 persone alloggiate nelle strutture controllate, provenienti da diversi Paesi, tra cui Francia, Marocco, Spagna, Senegal, Georgia, Colombia, Algeria e Burkina Faso.

Il contesto di questa operazione è legato alla crescente preoccupazione per la gestione delle attività ricettive informali in zone di alta movida come la stazione Termini. Questa area, strategica per il turismo e i trasferimenti internazionali, ha sempre ospitato un numero elevato di strutture, molte delle quali non regolamentate. La presenza di affittacamere e guest house senza licenza ha creato un mercato parallelo, difficile da controllare e spesso associato a rischi per la sicurezza dei clienti. La collaborazione tra forze dell'ordine e enti locali ha permesso di intervenire in modo mirato, ma la complessità dell'area richiede una regolamentazione più rigorosa e una maggiore vigilanza. Inoltre, la presenza di soggetti irregolari e il rischio di attività illegali hanno ulteriormente complicato la situazione, mettendo in luce la necessità di un approccio integrato tra polizia, sanità e autorità locali.

Le conseguenze di questa operazione sono multiple e significative. Da un lato, le sanzioni elevate rappresentano un deterrente per le attività non conformi, ma non risolvono la radice del problema. Dall'altro, la denuncia per favoreggiamento dell'immigrazione e la sequestro di sostanze stupefacenti evidenziano come le strutture informali possano diventare un ambiente pericoloso, non solo per i clienti ma anche per la comunità locale. L'azione delle forze dell'ordine ha permesso di individuare e sanzionare le violazioni, ma la sfida resta nel garantire una gestione ordinata e sicura delle attività ricettive. L'Asl Roma 1 ha già espresso preoccupazione per le carenze sanitarie riscontrate, richiedendo un controllo più frequente e una collaborazione più stretta con gli enti locali. Per il futuro, si prevede una valutazione approfondita da parte del Dipartimento competente di Roma Capitale, con possibili provvedimenti che potrebbero includere sanzioni più severe o la chiusura di strutture non in regola. La situazione rimane delicata, ma la determinazione delle autorità potrebbe portare a un miglioramento nella legalità e nella sicurezza del quartiere.

Fonte: RomaToday Articolo originale

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