11 mar 2026

Bastogi pianta 30 alberi per difendere l'area verde dal cemento

A Bastogi, un quartiere popolare di Roma, un gruppo di attivisti ha realizzato un'iniziativa simbolica e significativa: la piantumazione di trenta alberi lungo via Fratel Giuseppe Lazzaro.

01 febbraio 2026 | 15:03 | 5 min di lettura
Bastogi pianta 30 alberi per difendere l'area verde dal cemento
Foto: RomaToday

A Bastogi, un quartiere popolare di Roma, un gruppo di attivisti ha realizzato un'iniziativa simbolica e significativa: la piantumazione di trenta alberi lungo via Fratel Giuseppe Lazzaro. L'azione, denominata "Riforestiamo!", è stata promossa da un'ampia coalizione di associazioni e cittadini che si battono per la tutela degli spazi verdi e contro le politiche di sviluppo urbano che, secondo loro, privilegiano gli interessi immobiliari rispetto al benessere della comunità. L'evento, che si è svolto in un'area considerata uno dei pochi spazi verdi rimasti nel quartiere, rappresenta una protesta non violenta ma decisa, che mira a sottolineare l'importanza di preservare il verde come diritto fondamentale per i quartieri degradati. Gli attivisti hanno spiegato che il loro gesto non è solo un atto di disobbedienza civile, ma anche una risposta concreta all'emergenza climatica e alla crescente invasione di terreni pubblici da parte di progetti privati.

L'azione di "Riforestiamo!" è stata organizzata da una coalizione di associazioni tra cui Aurelio in Comune, CORE, Fridays For Future Roma, Nonna Roma e Polo Civico Ritagli. Questi gruppi, attivi da anni in difesa dei diritti dei cittadini e dell'ambiente, hanno sottolineato come l'area interessata dalla piantumazione sia un'eccezione rara nel contesto urbano di Roma, dove la speculazione immobiliare ha ridotto drasticamente gli spazi verdi. Gli attivisti hanno rivelato che il quartiere di Bastogi è stato oggetto di progetti di riqualificazione urbana che, nel corso degli anni, hanno trasformato aree residenziali in zone commerciali o di lusso, spesso senza coinvolgere le comunità locali. L'idea di piantare alberi, quindi, non è solo una gestione di emergenza, ma un invito a rivedere il modello di sviluppo che ha privilegiato l'interesse economico su quello collettivo. I partecipanti hanno espresso la volontà di trasformare l'iniziativa in un simbolo di lotta per il diritto alla città, sostenendo che ogni albero piantato è un passo verso la giustizia sociale e ambientale.

Il contesto di questa iniziativa si colloca all'interno di un più ampio dibattito su come Roma possa equilibrare sviluppo e sostenibilità. Bastogi, come molti quartieri popolari, ha visto negli ultimi anni un aumento dell'urbanizzazione e una riduzione dell'accesso a spazi verdi, che sono spesso ritenuti marginali rispetto alle esigenze di crescita economica. Gli attivisti hanno sottolineato che l'area su cui sono stati piantati gli alberi è un esempio di quanto possa essere fragile il rapporto tra città e natura, soprattutto in contesti dove le politiche pubbliche non riescono a integrare l'ecosistema urbano nel piano generale. La coalizione ha anche richiamato l'attenzione su casi simili in altre parti della città, dove progetti di costruzione privata hanno avuto un impatto negativo sugli abitanti e sulla qualità dell'ambiente. Per gli organizzatori, l'azione di oggi non è solo un atto spontaneo, ma un segnale forte che la cittadinanza non intende più accettare l'abbandono dei quartieri e la riduzione dei beni comuni.

L'impatto di questa iniziativa va al di là della semplice piantumazione di alberi. Gli attivisti hanno messo in luce come il loro gesto rappresenti una forma di resistenza non solo ecologica, ma anche sociale, che mira a ripopolare il quartiere con elementi naturali e a ricordare ai cittadini l'importanza di un ambiente sano. L'azione ha riacceso il dibattito su come le città possano diventare più verdi e inclusive, senza privilegiare gli interessi di un'élite che spesso non tiene conto delle esigenze dei residenti. Per gli organizzatori, la piantumazione di alberi è un modo per mostrare che la lotta per il verde non è solo un tema ambientale, ma anche un tema di giustizia sociale. Hanno anche richiamato l'attenzione su come l'accesso ai spazi verdi sia un diritto fondamentale, che dovrebbe essere garantito a tutti, indipendentemente dalla posizione sociale. Questo tipo di iniziativa, quindi, non solo contribuisce alla lotta contro il cambiamento climatico, ma anche a un rinnovato impegno verso la comunità.

La coalizione di attivisti ha espresso la volontà di continuare a lavorare per il futuro del quartiere, chiedendo al comune di interrompere i progetti di sviluppo che minacciano gli spazi verdi e di aprire un confronto pubblico per definire un piano che rispetti gli interessi della comunità. Hanno anche richiesto che l'area piantumata venga mantenuta come spazio verde accessibile, a beneficio di tutti i cittadini. L'azione di oggi, sebbene simbolica, rappresenta un passo importante verso una città più equa e sostenibile, dove il verde non è più un lusso, ma un diritto. Gli organizzatori hanno espresso la speranza che questa iniziativa possa ispirare altre comunità a mobilitarsi per la tutela del loro ambiente e del loro territorio, creando un movimento che unisca la lotta ecologica a quella per la giustizia sociale. Con il loro gesto, i partecipanti hanno dimostrato che la disobbedienza civile può essere uno strumento potente per cambiare il futuro delle città.

Fonte: RomaToday Articolo originale

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