11 mar 2026

Base segreta egiziana sostiene guerra aerea Sudan

L'uso di droni militari da parte dell'Egitto in Sudan ha aperto un nuovo capitolo nella guerra civile del Paese, trasformandola in un teatro di conflitti tecnologici e strategici.

01 febbraio 2026 | 23:53 | 6 min di lettura
Base segreta egiziana sostiene guerra aerea Sudan
Foto: The New York Times

L'uso di droni militari da parte dell'Egitto in Sudan ha aperto un nuovo capitolo nella guerra civile del Paese, trasformandola in un teatro di conflitti tecnologici e strategici. L'operazione segreta si svolge in un'area strategica al confine con la Libia, dove un'importante base aerea è nascosta tra i campi di grano di un progetto agricolo. Questa base, utilizzata per lanciare attacchi aerei contro i gruppi armati di Sudan, ha visto la partecipazione di potenze estere come gli Emirati Arabi Uniti, la Turchia e la Russia. L'obiettivo principale è il Rapid Support Forces, un'organizzazione paramilitare accusata di crimini di guerra, ma anche di attacchi indiscriminati su civili. L'Egitto, pur rimanendo un alleato di gran lunga del Golfo, ha deciso di entrare in gioco, aggiungendo un altro strato di complessità a un conflitto che già vede la presenza di numerose potenze straniere. La guerra, in corso da oltre un anno, ha causato migliaia di morti, disoccupazione e sofferenza umanitaria, con milioni di persone costrette a fuggire dalle loro case.

La base segreta, situata in un'area agricola inespugnabile al confine con Sudan, è diventata un fulcro strategico per le operazioni di droni. Le immagini satellitari e le registrazioni di volo confermano che i velivoli hanno effettuato attacchi mirati a distanza, colpendo armamenti, convogli e infrastrutture critiche. Tra i bersagli più colpiti ci sono i centri di distribuzione e i depositi di forniture, che alimentano le operazioni militari e i movimenti di truppe. La Turchia, attraverso i droni Baykar Akinci, ha fornito supporto ai soldati sudanesi, mentre gli Emirati Arabi Uniti hanno rifornito i Rapid Support Forces di droni cinesi. Questi ultimi, utilizzati per attacchi su aree popolate, hanno causato gravi danni alle infrastrutture civili, tra cui ospedali e impianti elettrici. Le forze armate egiziane, pur non essendo esplicitamente coinvolte nei combattimenti, hanno fornito supporto logistico e tecnico per il funzionamento della base. L'Egitto, con il suo controllo su un'area strategica, ha potuto sfruttare la sua posizione geografica per lanciare operazioni in direzione del Sudan, dove i combattimenti sono diventati sempre più intensi.

L'origine della crisi in Sudan risale a una guerra civile che ha visto alternarsi la leadership tra il governo e i gruppi paramilitari, con il Rapid Support Forces che ha assunto un ruolo centrale nel conflitto. La battaglia per il controllo del territorio ha interessato diverse regioni del Paese, tra cui il Darfur e il Kordofan, dove le operazioni di guerra hanno causato gravi danni alle popolazioni civili. L'Egitto, pur rimanendo un alleato del Sudan, ha avuto un ruolo ambiguo nel conflitto, essendo contemporaneamente un partner economico e un possibile antagonista. La presenza di droni sul territorio egiziano ha messo in luce come la tecnologia possa influenzare radicalmente i conflitti, trasformandoli in una guerra di strumenti di potere. L'Egitto, con il suo accesso a risorse idriche e agricole, ha potuto sfruttare la sua posizione per lanciare attacchi mirati, ma ha anche dovrà gestire le conseguenze di un'intervento che potrebbe complicare ulteriormente le relazioni con gli Emirati Arabi Uniti. La guerra in Sudan, divenuta un teatro di guerra globale, ha visto la partecipazione di potenze estere che usano i droni per ottenere vantaggi strategici, spesso a scapito della popolazione civile.

L'implicazione più evidente dell'uso di droni è la crescita del numero di vittime civili e la distruzione di infrastrutture essenziali. Le operazioni di attacco mirato alle forze armate e ai convogli di rifornimento hanno portato a un aumento dei danni sul territorio, con migliaia di morti e feriti. La guerra, che ha già causato un milione di sfollati, potrebbe diventare ancora più letale con l'uso di tecnologie avanzate. I droni, capaci di colpire bersagli a grandi distanze, hanno reso più difficili le operazioni di difesa, aumentando il rischio di attacchi imprevisti. Inoltre, la guerra ha visto un aumento del numero di vittime civili, con attacchi che colpiscono non solo i combattenti, ma anche i civili che vivono in aree controllate dai gruppi armati. La Turchia, attraverso i droni Baykar, ha fornito supporto ai soldati sudanesi, ma i loro attacchi hanno portato a gravi danni alle infrastrutture civili. Gli Emirati Arabi Uniti, invece, hanno rifornito i Rapid Support Forces di droni cinesi, che sono stati usati per attacchi su aree popolate. Questi attacchi, spesso senza distinzione tra civili e combattenti, hanno causato un aumento del numero di vittime e di sofferenza umanitaria. La guerra in Sudan, divenuta un teatro di guerra globale, ha visto la partecipazione di potenze estere che usano i droni per ottenere vantaggi strategici, spesso a scapito della popolazione civile.

L'Egitto, pur rimanendo un alleato del Sudan, ha deciso di entrare in gioco nel conflitto, aprendo un nuovo fronte nella guerra civile. La base segreta, utilizzata per lanciare attacchi aerei, ha visto l'uso di droni avanzati che hanno reso più complessa la situazione. L'operazione ha avuto conseguenze significative, con l'Egitto che ha dovuto gestire la sua posizione di alleato e di potenziale antagonista. La guerra, in cui le potenze estere hanno un ruolo chiave, ha reso il conflitto sempre più globale, con l'uso di tecnologie avanzate che hanno amplificato il numero di vittime e di distruzione. L'Egitto, con il suo controllo su un'area strategica, ha potuto sfruttare la sua posizione per lanciare operazioni in direzione del Sudan, dove i combattimenti sono diventati sempre più intensi. La guerra in Sudan, divenuta un teatro di guerra globale, ha visto la partecipazione di potenze estere che usano i droni per ottenere vantaggi strategici, spesso a scapito della popolazione civile. L'Egitto, pur rimanendo un alleato del Sudan, ha deciso di entrare in gioco nel conflitto, aprendo un nuovo fronte nella guerra civile. La base segreta, utilizzata per lanciare attacchi aerei, ha visto l'uso di droni avanzati che hanno reso più complessa la situazione. L'operazione ha avuto conseguenze significative, con l'Egitto che ha dovuto gestire la sua posizione di alleato e di potenziale antagonista. La guerra, in cui le potenze estere hanno un ruolo chiave, ha reso il conflitto sempre più globale, con l'uso di tecnologie avanzate che hanno amplificato il numero di vittime e di distruzione.

Fonte: The New York Times Articolo originale

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