11 mar 2026

Bando sui social per under 15 approvato dai deputati

Il Parlamento francese ha approvato, il 26 gennaio, una proposta di legge (PPL) che vietà l'accesso ai social media ai minori di meno di 15 anni e limita l'utilizzo dei telefoni cellulari negli ambienti scolastici.

27 gennaio 2026 | 07:36 | 5 min di lettura
Bando sui social per under 15 approvato dai deputati
Foto: Le Monde

Il Parlamento francese ha approvato, il 26 gennaio, una proposta di legge (PPL) che vietà l'accesso ai social media ai minori di meno di 15 anni e limita l'utilizzo dei telefoni cellulari negli ambienti scolastici. Il provvedimento, sostenuto dal governo, è stato approvato con 130 voti a favore contro 21 contrari, segnando un passo decisivo nel dibattito sulla tutela dei giovani in un'era dominata dalle tecnologie digitali. Il presidente Emmanuel Macron ha accolto il risultato come un "passo fondamentale" per ristabilire un equilibrio tra libertà e sicurezza. La misura, che interessa anche l'uso dei dispositivi mobili negli istituti superiori, ha visto la collaborazione di diverse forze politiche, tra cui la maggioranza dei socialisti e l'alleanza di estrema destra Rassemblement national-Union des droites pour la République. Solo i deputati dell'opposizione "Insoumis" e due esponenti del gruppo ecologiste hanno espresso il loro dissenso. L'approvazione della legge ha suscitato reazioni contrastanti, con sostenitori che vedono un'azione necessaria per proteggere i giovani da rischi psicologici e sostenitori che temono un'intervento eccessivo su libertà individuali.

La proposta di legge, presentata da Laure Miller, deputata del Partito della Renaissance e presidente della commissione d'inchiesta parlamentare sulle conseguenze psicologiche di TikTok sui minori, è stata definita da molti come un provvedimento di "limite chiaro" nella società. Miller ha sottolineato come i social media, pur promessi di connettere, informare e divertire, hanno in realtà "fragmenté" le relazioni, "saturé" le menti e "enfermé" i giovani in un'esperienza di dipendenza. La legge, che interdice l'accesso ai social network per i ragazzi sotto i 15 anni, è stata vista come una risposta alle preoccupazioni emerse nel rapporto del Parlamento, che ha evidenziato un aumento di disturbi mentali, traumi e comportamenti rischiosi tra gli adolescenti. Il testo prevede anche la limitazione dell'uso dei telefoni cellulari negli istituti superiori, una misura che ha suscitato dibattito su come equilibrare la libertà di espressione con la protezione della salute mentale. La proposta ha riscosso consenso anche tra alcune forze politiche tradizionalmente critiche, tra cui i socialisti e l'alleanza di destra, che hanno riconosciuto la necessità di interventi mirati a ridurre gli effetti negativi dei media digitali.

L'origine del provvedimento risale a un rapporto approfondito della commissione parlamentare, che ha analizzato gli impatti psicologici di TikTok e di altre piattaforme sui giovani. Il rapporto, presentato da Laure Miller, ha evidenziato una correlazione tra l'uso intensivo dei social media e un aumento di sintomi di ansia, depressione e isolamento sociale. I dati raccolti hanno mostrato come gli adolescenti, particolarmente esposti a contenuti violenti o inappropriati, siano più vulnerabili a disturbi d'ansia e a comportamenti rischiosi, come il cyberbullismo o l'autolesionismo. La commissione ha anche sottolineato come la dipendenza da smartphone e social media possa influenzare negativamente le capacità cognitive, l'attenzione e la qualità del sonno. Questi elementi hanno spinto il governo a proporre una legge che, pur non eliminando del tutto l'accesso ai social media, ne limiti l'uso in modo da ridurre i rischi per i minori. La misura, tuttavia, ha suscitato polemiche su come definire i confini tra protezione e censura, con alcuni critici che temono un'intromissione eccessiva nella vita privata dei giovani.

L'approvazione della legge ha suscitato una serie di riflessioni sull'impatto sociale e culturale di un simile intervento. Gli sostenitori del provvedimento ritengono che la limitazione dell'accesso ai social media possa ridurre la diffusione di contenuti dannosi e promuovere una maggiore concentrazione su attività più salutari, come lo studio o lo sport. Al contrario, i critici avanzano preoccupazioni su come una norma così restrittiva possa influenzare la libertà di espressione e la capacità dei giovani di sviluppare competenze digitali necessarie per la società moderna. Inoltre, si solleva il tema della responsabilità dei genitori, che potrebbero essere chiamati a monitorare l'uso dei dispositivi da parte dei figli, ma che spesso non hanno la capacità o la volontà di farlo. La legge, inoltre, solleva questioni etiche sull'equilibrio tra protezione e libertà, con alcuni che temono che un intervento così radicale possa portare a una forma di censura indiretta. L'efficacia del provvedimento dipenderà anche da come verrà implementata e da quali strumenti saranno messi a disposizione per accompagnare i ragazzi in un'era in cui la tecnologia è parte integrante della vita quotidiana.

La legge, se approvata definitivamente, potrebbe segnare un cambiamento significativo nel modo in cui la società affronta il problema della dipendenza digitale tra i giovani. Tuttavia, il successo del provvedimento dipenderà anche da una serie di fattori, tra cui la collaborazione tra istituzioni, genitori e scuole, nonché da una campagna di sensibilizzazione su come usare le tecnologie in modo responsabile. Il governo francese ha annunciato di voler procedere con il completamento del testo, prevedendo eventuali modifiche per rendere il provvedimento più adatto alle esigenze dei minori. La discussione, però, non si fermerà qui: il dibattito su come bilanciare libertà e sicurezza continuerà a essere centrale nei prossimi mesi, con possibili riforme in altri Paesi europei che potrebbero seguire l'esempio francese. La legge, se implementata, potrebbe rappresentare un passo importante nella protezione dei giovani, ma la sua effettiva impatto resterà da valutare in base a come verrà applicata e supportata nel tempo.

Fonte: Le Monde Articolo originale

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