11 mar 2026

Balneari, i vannacciani contro Salvini: “No alle gare, meglio l’infrazione. Prepari gli indennizzi”

Aggiornato alle 18:57 1 minuti di lettura Il metodo è evidente: cercare le promesse disattese a destra. Puntare al fianco scoperto.

23 febbraio 2026 | 21:37 | 2 min di lettura
Balneari, i vannacciani contro Salvini: “No alle gare, meglio l’infrazione. Prepari gli indennizzi”
Foto: Repubblica

Balneari, i vannacciani contro Salvini: “No alle gare, meglio l’infrazione. Prepari gli indennizzi”

Balneari, i vannacciani contro Salvini: “No alle gare, meglio l’infrazione. Prepari gli indennizzi”
(lapresse)

L’interrogazione rivolta dei deputati di Futuro nazionale al ministro dei Trasporti: “Su un asset strategico è necessario anteporre l’interesse italiano”

1 minuti di lettura

Il metodo è evidente: cercare le promesse disattese a destra. Puntare al fianco scoperto. Dopo le armi all’Ucraina, Futuro Nazionale di Roberto Vannacci va all’attacco su un altro tema caro alla maggioranza: i balneari.

I tre deputati futuristi Edoardo Ziello, Rossano Sasso ed Emanuele Pozzolo firmano un’interrogazione scritta rivolta al ministro dei Trasporti Matteo Salvini. L’ex leader di due dei tre transfughi.

Al vicepremier e segretario del Carroccio i vannacciani chiedono se «intenda tutelare il comparto balneare in modo concreto attraverso il blocco delle nuove gare, per chi è già titolare di licenza». Continuare il braccio di ferro con l’Europa, questa la richiesta. Proprio quando, dopo anni di rinvii, il governo ha deciso di cominciare la fase di adeguamento. Il ministero delle Infrastrutture sta infatti lavorando a uno «schema di bando-tipo» che dovrebbe portare all’avvio delle gare nel 2027.

«Salvini – va all’affondo l’ex leghista Ziello – aveva garantito che avrebbe fatto uscire il decreto indennizzi a breve senza contare la sua storica contrarietà» alle nuove assegnazioni. «Noi diciamo: niente gare anche andando in infrazione». Prima «l’interesse nazionale», insistono i futuristi: «L’Italia ha 75 procedure di infrazione aperte per cui se vuole tutelare davvero il comparto balneare deve andare fino in fondo perché a giugno del 2027 i sindaci costieri devono far partire le gare».

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Fonte: Repubblica Articolo originale

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