11 mar 2026

Badalona: seconda morte di persona senza casa in poco più di un mese

Un uomo è stato trovato senza vita sabato pomeriggio nel quartiere di La Morera a Badalona, in Catalogna, secondo quanto confermato dagli agenti della Polizia di Frontiera.

21 febbraio 2026 | 18:37 | 4 min di lettura
Badalona: seconda morte di persona senza casa in poco più di un mese
Foto: El País

Un uomo è stato trovato senza vita sabato pomeriggio nel quartiere di La Morera a Badalona, in Catalogna, secondo quanto confermato dagli agenti della Polizia di Frontiera. Si tratta della seconda persona senza tetto deceduta in strada nel comune, dopo che lo scorso gennaio, in piena ondata di freddo, un uomo era stato trovato morto in un parcheggio della via Torres i Bages. La notizia ha suscitato preoccupazione tra i residenti e le associazioni locali, che denunciano una situazione di emergenza sociale. La vittima, un uomo di mezza età, è stata identificata come una persona senza fissa dimora, la cui morte è avvenuta per cause naturali, come ha precisato la polizia. L'episodio ha riacceso il dibattito sulle condizioni di vita dei senza tetto e sull'incapacità delle istituzioni di offrire un adeguato supporto a chi si trova in condizioni di estrema povertà.

La vicenda ha visto un ruolo centrale la signora Cristina García, una residente di La Morera e membro del gruppo Badalona Acull, un'associazione che si occupa di supporto ai senza tetto. García ha riferito di aver notato la presenza di due uomini in situazione di indigenza vicino alla sua abitazione per diverse settimane. "C'era un corridoio che collegava due strade e sempre c'erano due ragazzi che vivevano lì", ha raccontato. La sera del venerdì, mentre tornava a prelevare sua figlia al college, uno dei due uomini si era avvicinato con segni di sangue sulla testa. "Era sangue coagulato, ma il ragazzo aveva subito un colpo", ha spiegato. La scena ha lasciato un'impressione profonda, tanto che la mattina seguente, dopo aver dormito pensando a quel momento, ha deciso di andare al supermercato a comprare un brodo per offrire cibo a chi si trova in difficoltà.

La tragedia si è verificata quando García è tornata al luogo dove i due uomini vivevano e ha trovato il corpo di uno di loro. "L'uomo aveva la faccia bianca. Mia figlia è rimasta sconvolta, è la prima volta che vede qualcosa del genere", ha raccontato emozionata. Dopo aver verificato che non reagiva, ha deciso di andare in questura, ma i poliziotti le hanno detto di contattare il 112 e che nessuno avrebbe potuto scendere a controllare se il corpo era ancora vitale. "Mi hanno detto che non potevo intervenire, ma non ho capito perché", ha commentato, espressa la sua frustrazione. La polizia ha confermato che la vittima non presentava segni di violenza e che il decesso è avvenuto in modo naturale.

Il caso ha riacceso le polemiche su una gestione pubblica insufficiente delle problematiche sociali. La signora García ha ricordato un altro episodio accaduto poco più di un mese fa, quando un residente ha trovato un uomo senza vita in un vicolo. "È molto triste, ma la situazione è gravissima. Possiamo tutti essere colpiti", ha detto, esprimendo il suo dolore e la preoccupazione per il futuro. L'assenza di un rifugio per i senza tetto, a causa del blocco della gestione del Can Bofí Vell da parte del sindaco Xavier García Albiol, ha contribuito a rendere la città un luogo pericoloso per chi non ha un tetto. Le associazioni locali chiedono interventi urgenti per garantire un'assistenza adeguata e prevenire ulteriori tragedie.

L'episodio rappresenta un'altra testimonianza del fallimento delle politiche pubbliche attuali, che non riescono a soddisfare le esigenze di una popolazione in aumento. La chiusura del rifugio di Can Bofí Vell, gestito da Albiol, ha creato un vuoto di supporto che ha portato molte persone a vivere in strada, esponendole a rischi fisici e sociali. Le istituzioni, invece di rispondere alle esigenze reali, sembrano preferire una politica che criminalizza la povertà anziché affrontarla. Per i residenti come García, il problema non è solo la mancanza di un tetto, ma la mancanza di una soluzione strutturata che possa aiutare chi si trova in condizioni di estrema vulnerabilità. La morte di un uomo senza fissa dimora, sebbene accaduta per cause naturali, è un segnale di allarme che non può essere ignorato. Le autorità devono agire immediatamente per prevenire ulteriori tragedie e riconoscere che la povertà non è un problema individuale, ma un problema collettivo che richiede un intervento deciso e organizzato.

Fonte: El País Articolo originale

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