11 mar 2026

Axios: colloqui Usa-Iran rischiano di saltare. Trump: Supremo preoccupato

Gli Stati Uniti e l'Iran si trovano in un impasse diplomatico che potrebbe mettere a rischio il tentativo di ripristinare le relazioni interrotte da anni.

04 febbraio 2026 | 20:56 | 4 min di lettura
Axios: colloqui Usa-Iran rischiano di saltare. Trump: Supremo preoccupato
Foto: Repubblica

Gli Stati Uniti e l'Iran si trovano in un impasse diplomatico che potrebbe mettere a rischio il tentativo di ripristinare le relazioni interrotte da anni. Secondo due fonti anonime vicine al governo americano, Washington ha rifiutato le richieste di Teheran di modificare la sede e il formato dei colloqui previsti per venerdì. La situazione, che si è intensificata nei giorni scorsi, rischia di bloccare i negoziati su questioni nucleari e di convincere il presidente Donald Trump a valutare l'opzione militare. La tensione è salita di un gradino dopo le dichiarazioni del leader americano, il quale ha sottolineato che la pace nel Medio Oriente non sarebbe possibile senza un intervento diretto contro le capacità nucleari iraniane. La decisione di negare la richiesta iraniana di spostare i colloqui a Oman e di limitarne l'agenda alle sole questioni nucleari ha acceso le preoccupazioni per un'escalation delle relazioni conflittuali tra i due Paesi. La mancanza di un accordo su questi aspetti chiave ha reso il dialogo estremamente fragile, con rischi concreti di un deterioramento ulteriore delle relazioni.

Il dibattito sui colloqui è nato da una serie di divergenze tra le parti. Gli Stati Uniti avevano concordato di incontrarsi venerdì a Istanbul, con la partecipazione di altri Paesi mediorientali come osservatori, in un tentativo di riaprire i negoziati su un accordo sul nucleare. Tuttavia, martedì gli iraniani hanno espresso la volontà di spostare i colloqui a Oman e di limitarne il formato a un incontro bilaterale, escludendo la partecipazione di Paesi esterni. La richiesta iraniana mirava a concentrare i negoziati esclusivamente sulle questioni nucleari, evitando di affrontare temi come i missili, prioritari per gli Stati Uniti e per la regione. I funzionari americani hanno valutato la proposta, ma hanno deciso di respingerla mercoledì, sottolineando che non intendono limitare l'agenda dei colloqui a un singolo tema. Questo rifiuto ha alimentato le tensioni, con il rischio di un'escalation che potrebbe portare a un'interruzione definitiva del dialogo.

L'insuccesso dei colloqui si colloca in un contesto di crescente instabilità nel Medio Oriente, dove le relazioni tra Stati Uniti e Iran sono state sempre caratterizzate da un'alternanza di tensioni e tentativi di dialogo. Dopo l'uscita del presidente Usa da un accordo sul nucleare iraniano nel 2018, i rapporti si sono deteriorati ulteriormente, con l'Iran che ha continuato a sviluppare il proprio programma nucleare e gli Stati Uniti che hanno imposto sanzioni sempre più severe. La questione dei missili è diventata un tema centrale, con Washington che ha accusato Teheran di violare le norme internazionali e di minacciare la sicurezza regionale. L'Iran, da parte sua, ha sempre sostenuto che il suo programma nucleare è legittimo e che i missili non costituiscono un problema per la regione. Queste divergenze hanno creato un ambiente di scontro, con le parti che non riescono a trovare un punto comune su come procedere.

La situazione attuale ha conseguenze profonde non solo per gli Stati Uniti e l'Iran, ma anche per l'intero Medio Oriente. L'escalation delle tensioni potrebbe portare a un aumento delle forze armate, con il rischio di un conflitto diretto tra le due potenze. Inoltre, la mancanza di un accordo potrebbe indebolire ulteriormente le istituzioni internazionali che cercano di gestire la crisi, come l'ONU e l'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica. Gli Stati Uniti, che hanno sempre sostenuto un approccio diplomatico, potrebbero essere costretti a valutare opzioni più aggressive, come la minaccia di attacchi militari. L'Iran, invece, potrebbe rafforzare la sua posizione politica interna, utilizzando la crisi come un'occasione per consolidare il sostegno del popolo. Questa situazione potrebbe anche influenzare i rapporti con altri Paesi regionali, come l'Arabia Saudita e l'Israele, che hanno sempre espresso preoccupazioni per la sicurezza.

Le prossime settimane saranno decisive per comprendere se il dialogo potrà riprendere o se le tensioni si intensificheranno. Il segretario di Stato americano, Mike Pompeo, ha espresso la volontà di mantenere un incontro questa settimana con i rappresentanti iraniani, pur riconoscendo le difficoltà. Tuttavia, il rischio di un'interruzione definitiva del dialogo rimane alto, con l'incertezza su come le parti potranno trovare un compromesso. La decisione di Trump di non accettare le richieste iraniane potrebbe spingere l'amministrazione a valutare nuove misure, inclusi possibili attacchi mirati al programma nucleare iraniano. Al tempo stesso, l'Iran potrebbe cercare di rafforzare le sue posizioni diplomatiche, cercando supporto da Paesi come la Russia e la Cina, che hanno sempre mantenuto un atteggiamento neutrale. In un contesto di incertezza, il Medio Oriente si trova a un punto di non ritorno, con il rischio di un conflitto che potrebbe avere conseguenze globali.

Fonte: Repubblica Articolo originale

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