11 mar 2026

Atti di violenza USA e Israele in Iran: immagini verificate rivelano

Il 28 febbraio, intorno alle 9 e 30 del mattino, il cielo iraniano è stato colpito da un'ondata di bombe lanciate da un'operazione militare condotta da Stati Uniti e Israele.

28 febbraio 2026 | 22:08 | 4 min di lettura
Atti di violenza USA e Israele in Iran: immagini verificate rivelano
Foto: Le Monde

Il 28 febbraio, intorno alle 9 e 30 del mattino, il cielo iraniano è stato colpito da un'ondata di bombe lanciate da un'operazione militare condotta da Stati Uniti e Israele. Le prime immagini delle attacchi, denominate "Fureur épique" (traducibile come "Rabbia epica"), sono apparse sui social media e sono state verificate e geolocalizzate da fonti internazionali. Le riprese mostrano la distruzione di siti chiave a Teheran, la capitale iraniana, nonché di altre infrastrutture strategiche nel paese. L'Iran ha risposto immediatamente con una serie di bombardamenti contro le basi americane presenti nella regione, i suoi alleati e il territorio israeliano. L'evento ha scatenato un'ondata di preoccupazione globale, con il rischio di un conflitto su scala senza precedenti tra potenze nucleari.

Le immagini diffuse sui social media rivelano una devastazione senza precedenti in diversi punti del Paese. Tra i bersagli più colpiti, si segnalano i centri di comando e controllo del regime, nonché impianti militari e infrastrutture critiche per la produzione di energia. Le riprese mostrano fumo nero che si alza dalle zone colpite, veicoli incendiati e strutture colpite da esplosioni. In alcune sequenze, si vedono i membri delle forze armate iraniane che si muovono in fretta tra le rovine, mentre in altre si osserva il lancio di missili da parte di unità militari. La reazione iraniana ha avuto un carattere immediato e deciso: pochi minuti dopo le prime violenze, sono state registrate esplosioni su diverse basi americane, tra cui quelle di al-Khorasan e di al-Asad, nonché su alcuni alleati regionali. L'attacco ha anche colpito aree in Israele, rafforzando le tensioni tra i due Paesi.

L'operazione "Fureur épique" ha suscitato preoccupazioni a livello internazionale, con molti esperti che parlano di un rischio di escalation senza precedenti. La situazione è ulteriormente complicata dal fatto che entrambi i Paesi coinvolti possiedono armi nucleari. L'Iran, pur non avendo ancora completato il programma nucleare, ha sempre dichiarato di possedere capacità sufficienti per difendersi. Gli Stati Uniti, invece, hanno sempre sostenuto di avere un'alleanza strategica con Israele e di non tollerare atti di aggressione nei confronti del loro alleato. La reazione iraniana, che includeva anche attacchi aerei e missilistici, ha rafforzato le accuse di aggressione da parte del Paese, che ha ritenuto di aver subito un attacco senza preavviso. Il governo iraniano ha accusato gli Stati Uniti e Israele di aver violato la sovranità del Paese e di aver messo a rischio la stabilità regionale.

L'escalation del conflitto ha messo in luce le profonde tensioni che caratterizzano le relazioni tra gli Stati Uniti, Israele e l'Iran. Queste relazioni sono state influenzate da una serie di eventi storici, tra cui la risoluzione del 2015 sul nucleare iraniano, la quale ha posto limiti alle attività nucleari del Paese ma non ha risolto le tensioni geopolitiche. Inoltre, i rapporti tra Israele e l'Iran sono stati aggravati da attacchi terroristici e da una serie di operazioni militari reciproche. L'attuale situazione rappresenta un ulteriore passo nella spirale di conflitti che ha coinvolto i due Paesi, con l'Iran che ha sempre rifiutato qualsiasi forma di sottomissione. Gli Stati Uniti, invece, hanno continuato a sostenere la politica di pressione economica e militare contro il Paese, cercando di influenzare il suo governo.

La situazione appare destinata a evolversi in un modo imprevedibile, con il rischio di un conflitto su scala globale. Le potenze regionali, tra cui Arabia Saudita e Turchia, hanno espresso preoccupazione per la possibilità di un'escalation. Al tempo stesso, si osserva un crescente impegno da parte di altre nazioni, come la Russia e la Cina, che cercano di mediare per evitare un conflitto che potrebbe coinvolgere anche altre potenze nucleari. Tuttavia, il rischio di un'escalation resta elevato, soprattutto se i Paesi coinvolti non riescono a trovare un accordo. L'evento del 28 febbraio rappresenta un punto di svolta, con il potenziale di modificare radicalmente la geopolitica del Medio Oriente e il rapporto tra le grandi potenze. La prossima settimana sarà cruciale per comprendere se le tensioni si calmeranno o se si aprirà un periodo di conflitti senza precedenti.

Fonte: Le Monde Articolo originale

Condividi l'articolo

Articoli Correlati

Resta Informato

Iscriviti alla newsletter di Fattuale per ricevere le notizie più importanti direttamente nella tua casella email.

📧 Niente spam · 🔒 Privacy garantita · 🚫 Cancellati quando vuoi

🍪

Questo sito utilizza i cookie

Utilizziamo cookie tecnici necessari e, con il tuo consenso, cookie analitici per migliorare la tua esperienza. Puoi accettare tutti i cookie, rifiutare quelli non essenziali o personalizzare le tue preferenze. Scopri di più

Preferenze Cookie

Cookie Tecnici

Sempre attivi

Essenziali per il funzionamento del sito. Includono cookie di sessione, preferenze di tema e sicurezza CSRF.

Cookie Analitici

Ci aiutano a capire come i visitatori interagiscono con il sito, raccogliendo informazioni in forma anonima (es. Google Analytics).

Cookie di Marketing

Utilizzati per mostrare annunci pubblicitari pertinenti ai tuoi interessi su questo sito e su altri siti web.

Grazie per l'iscrizione!

Controlla la tua email per confermare.

📧 Niente spam · 🔒 Privacy garantita · 🚫 Cancellati quando vuoi