11 mar 2026

Associazioni delle vittime esigono responsabilità a Les Corts, non comprendono perché Mazón rimanga in carica

Sonia Fuster, madre di vittima dell'alluvione valenciana, ha denunciato il fallimento del sistema di allerta e la mancanza di responsabilità durante l'inchiesta. Chiede giustizia e riforme per prevenire future tragedie, accusando la governance e la gestione delle emergenze.

23 febbraio 2026 | 18:46 | 4 min di lettura
Associazioni delle vittime esigono responsabilità a Les Corts, non comprendono perché Mazón rimanga in carica
Foto: El País

Sonia Fuster, portavoce del gruppo SOS Desaparecidos e madre di uno dei deceduti durante l'alluvione del 29 ottobre, ha testimoniato davanti alla commissione d'inchiesta delle Corts Valencianes, con voce spezzata dalle lacrime e un ricordo emozionato delle persone perse nella tragedia. La donna ha espresso dolore, responsabilità e dignità, sottolineando che 230 famiglie sono state irrimediabilmente colpite. "Continuiamo a piangere lacrime di barro", ha detto, sottolineando la profonda sofferenza dei superstiti. Fuster ha accusato un fallimento nel sistema di allerta e nella gestione delle emergenze, sostenendo che nessuno ha agito al 100%. "Viviamo con ansia, incertezza e sospetto da quel giorno", ha aggiunto, riferendosi all'ex presidente della Generalitat Carlos Mazón, di cui ha richiesto responsabilità. La commissione ha ricevuto testimonianze di associazioni e individui da 16 mesi dopo l'evento, con l'obiettivo di chiarire i fatti e trovare soluzioni.

La testimonianza di Fuster ha evidenziato un "collasso in catena" che ha coinvolto la capacità di gestione dell'acqua, la coordinazione tra enti, la logistica e la governance. Ha criticato specificamente i sistemi di allerta, ritenuti insufficenti e troppo tardivi, che hanno causato un'enorme sofferenza. Fuster ha sottolineato che la verità e la giustizia sono necessarie per le vittime, che hanno subito un impatto diretto o indiretto su oltre mezzo milione di persone. "Dobbiamo ricercare responsabilità per correggere il sistema e agire", ha sottolineato, rifiutando di cercare colpe ma esigendo un approccio rigoroso. La portavoce ha concluso ringraziando i gruppi parlamentari, dicendo che "oggi hanno dato un esempio di buona politica", riferendosi al consenso raggiunto durante la seduta.

Il contesto della vicenda risale all'alluvione del 29 ottobre 2022, un evento climatico estremo che ha colpito la regione della Valencia, causando ingenti danni materiali e tragiche perdite umane. La tempesta ha provocato un inondazione senza precedenti, con acque che hanno sommerso quartieri interi e danneggiato infrastrutture critiche. Le autorità hanno dovuto mobilitare risorse limitate, causando critiche per la gestione improvvisata e la mancanza di coordinamento. Dopo mesi di tensioni e richieste di trasparenza, la commissione d'inchiesta ha iniziato a interrogare le vittime e i loro familiari, cercando di ricostruire i fatti e identificare responsabilità. L'inchiesta è diventata un punto di discussione politico e sociale, con richieste di giustizia e riforme strutturali.

L'analisi delle testimonianze evidenzia una richiesta di accountability da parte delle vittime, che vedono un fallimento non solo delle istituzioni ma anche di un sistema di allerta che non ha funzionato. Fuster e Carabal hanno sottolineato la necessità di un piano di emergenza più efficace, con avvisi tempestivi e una governance capace di rispondere a crisi complesse. Il presidente dell'associazione dei danneggiati, Alejandro Carabal, ha criticato la mancanza di responsabilità del governo locale e il mancato coinvolgimento delle autorità in un momento cruciale. Ha sottolineato che la dignità delle vittime deve precedere ogni accordo, anche se le indennità sono state accolte come un primo passo. La psicologia delle famiglie, il trauma e le problematiche sanitarie emergenti sono diventati argomenti centrali, con un appello al coinvolgimento scientifico e tecnico per migliorare la preparazione alle emergenze.

La chiusura del dibattito sottolinea l'importanza di un approccio collaborativo tra le istituzioni, le comunità e i tecnici, per prevenire futuri disastri. Fuster e Carabal hanno richiesto un'analisi completa dei sistemi di allerta e un piano di azione condiviso, che includa formazione della popolazione e investimenti in infrastrutture resilienti. La commissione, dopo le testimonianze, dovrà presentare proposte concrete per riformare il sistema di gestione delle emergenze, con l'obiettivo di salvaguardare vite umane e proprietà. L'esperienza dell'alluvione del 29 ottobre ha messo in luce lacune critiche, ma anche la volontà di costruire un futuro più sicuro. Le vittime, pur avendo vissuto un trauma profondo, continuano a chiedere giustizia e trasparenza, sperando in un sistema che non permetta mai più simili tragedie.

Fonte: El País Articolo originale

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