11 mar 2026

Assemblea Nazionale del Venezuela approva a larga maggioranza la legge di amnistia

La Venezuela ha approvato un'unanime legge di amnistia che potrebbe liberare detenuti politici, escludendo i militari accusati di ribellione, in un contesto di tensioni e repressione. La misura, però, ha suscitato dibattiti e preoccupazioni, con esclusione di casi come i delitti di odio e richieste di revisione da parte dell'opposizione.

20 febbraio 2026 | 05:41 | 5 min di lettura
Assemblea Nazionale del Venezuela approva a larga maggioranza la legge di amnistia
Foto: El País

La Assemblea Nazionale del Venezuela ha approvato in modo unanime giovedì scorso una legge di amnistia che potrebbe liberare centinaia di detenuti politici e permettere a chi è in clandestinità o in esilio di essere liberato da accuse giudiziarie. L'approvazione, avvenuta dopo due settimane di consultazioni con diversi settori politici e della società civile, rappresenta un passo significativo nel contesto di un Paese segnato da anni di tensioni politiche e repressione. Il presidente dell'Assemblea, Jorge Rodríguez, fratello della presidente della repubblica, Delcy Rodríguez, ha espresso ottimismo, sottolineando che l'atteggiamento dimostrato potrebbe segnare l'inizio di un "nuovo tempo politico". La legge, tuttavia, esclude esplicitamente i militari - 174 su 600 detenuti politici ancora in carcere - accusati di delitti di ribellione. La norma è stata immediatamente inviata al Palazzo di Miraflores per essere firmata da Delcy Rodríguez e entrare in vigore con la pubblicazione nella Gaceta Oficial. La legge prevede anche la creazione di una commissione parlamentare di 23 deputati che seguirà l'applicazione dell'amnistia e l'opposizione, in particolare, si batterà per la revisione dei casi esclusi.

La legge, sebbene approvata in modo unanime, ha suscitato dibattiti e preoccupazioni tra le organizzazioni non governative e i familiari dei detenuti. Il testo, che limita la misura a 13 momenti di convulsione politica e sociale tra il 1999 e il 2026, include eventi come il periodo in cui l'Assemblea Nazionale era controllata dall'opposizione (2016-2021) e le elezioni primarie opositori del 2023. Inoltre, prevede la copertura delle manifestazioni e degli episodi violenti durante le elezioni del luglio 2024, quando il chavismo ha attuato una repressione dura. Tuttavia, chi è stato accusato di delitti di ribellione militare non è incluso nell'amnistia. Le ONG e le famiglie avevano chiesto la revoca di leggi come quelle che servivano alla repressione, ma non sono state considerate. Il presidente del Parlamento ha riconosciuto che la legge era "molto utile" e che sarebbe soggetta a modifiche, anche se ammette che in alcuni casi non è stata applicata "in modo adeguato".

Il contesto politico venezuelano è segnato da anni di polarizzazione e repressione, con il chavismo che ha mantenuto un controllo stretto sul potere. La legge di amnistia, annunciata da Delcy Rodríguez il 29 gennaio, è emersa come una misura urgente in un momento in cui il Paese vive un periodo di transizione senza il presidente Maduro. L'approvazione della legge ha visto la collaborazione di una minoranza di oppositori moderati, nonostante il chavismo abbia una maggioranza schiacciante. La legge, tuttavia, non ha risolto tutti i problemi: restano almeno 600 detenuti politici, tra cui 40 ancora in carcere nella Zona 7 di Caracas. Le famiglie di questi prigionieri hanno mantenuto proteste simboliche, con una donna che continua a fare una fame di protesta. La legge, sebbene un passo avanti, non ha cancellato le accuse di repressione e non ha previsto misure di riparazione per le vittime di detenzioni arbitrarie o torture.

Le implicazioni della legge sono complesse e contenziose. Per il chavismo, si tratta di un atto di perdono per delitti, mentre per i familiari e i difensori dei detenuti, si tratta di un tentativo di riconoscere che alcuni fatti non dovrebbero essere considerati delitti. La legge include un principio giuridico che favorisce l'accusato in caso di dubbi, una "rendija di speranza" per i difensori, che potrebbe permettere l'inclusione di casi non coperti dai periodi specifici. Tuttavia, la legge esclude esplicitamente i "delitti di odio", come scrivere messaggi critici su WhatsApp, che le ONG e le famiglie avevano chiesto di abolire. La commissione parlamentare dovrà gestire l'applicazione della norma, garantendo che nessuno venga arrestato dopo aver richiesto l'amnistia. Il processo, sebbene unanime, non è stato privo di tensioni, soprattutto nell'approvazione dell'articolo 7, che prevede che i beneficiari si sottopongano alla giustizia, una condizione che aveva suscitato preoccupazione tra le ONG.

La legge di amnistia rappresenta un passo importante, ma non è la fine del cammino. Le organizzazioni come il Foro Penal, guidate da Gonzalo Himiob, hanno sottolineato che la libertà totale arriverà solo quando si smetterà di applicare la repressione politica. La legge, sebbene unanime, non ha risolto le tensioni interne al chavismo e non ha soddisfatto tutte le richieste delle famiglie e delle ONG. Il presidente dell'Assemblea, Jorge Rodríguez, aveva promesso un approvazione rapida, ma il processo è stato rallentato da mancanza di consenso. La strada verso la liberazione di tutti i detenuti politici rimane lunga, con la necessità di ulteriori modifiche e una volontà politica più forte. La legge, pur essendo un atto simbolico, potrebbe aprire la strada a un dialogo più ampio, ma solo se il chavismo riuscirà a integrare le richieste di giustizia e riparazione. La libertà, come ha detto Himiob, non è solo un atto legale, ma un cambiamento profondo che richiede l'eliminazione di un sistema di repressione radicato.

Fonte: El País Articolo originale

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