11 mar 2026

Artemis: sbarco sulla Luna previsto per il 2028

La NASA ha annunciato una profonda riorganizzazione del programma Artemis, con l'obiettivo di accelerare la presenza umana sulla Luna e stabilizzarla nel tempo.

03 marzo 2026 | 11:04 | 4 min di lettura
Artemis: sbarco sulla Luna previsto per il 2028
Foto: Focus

La NASA ha annunciato una profonda riorganizzazione del programma Artemis, con l'obiettivo di accelerare la presenza umana sulla Luna e stabilizzarla nel tempo. Il piano, presentato durante una conferenza stampa al Kennedy Space Center, prevede l'introduzione di razzi standardizzati, una missione aggiuntiva nel 2027 e almeno un atterraggio lunare all'anno a partire dal 2028. Questa strategia mira a superare i ritardi cronici del programma e a garantire una cadenza di lanci più sicura e sostenibile. Il cambio di rotta rappresenta una risposta diretta alla crescente concorrenza internazionale, soprattutto da parte della Cina, che ha accelerato i propri progetti spaziali negli ultimi anni. L'annuncio segna un passo decisivo verso l'obiettivo di tornare sulla Luna con una presenza duratura, un obiettivo che la NASA ha ribadito essere cruciale per il futuro dell'esplorazione extraterrestre.

Il piano Artemis III, originariamente previsto come missione di atterraggio lunare, è stato radicalmente modificato. Non sarà più un tentativo di sbarco, ma una missione di test in orbita terrestre bassa, che servirà da base per il vero atterraggio previsto con Artemis IV nel 2028. Questo cambiamento ha suscitato un certo dibattito tra esperti e collaboratori, poiché riduce il rischio di errori durante le prime fasi del programma. La missione testerà la capacità di attracco con i lander commerciali di SpaceX (Starship) e Blue Origin (Blue Moon), verificando i sistemi di supporto vitale, comunicazione e propulsione. Inoltre, sarà un'occasione per testare le nuove tute per attività extraveicolari, un elemento chiave per garantire la sicurezza degli astronauti durante le esplorazioni future. L'obiettivo è creare una base di dati e competenze che possano essere utilizzate per le missioni successive, senza mettere a rischio la vita dei membri dell'equipaggio.

La nuova filosofia della NASA si basa sulla standardizzazione del programma e sull'aumento del lavoro svolto direttamente dagli ingegneri e tecnici dell'agenzia, in collaborazione con i partner industriali. Questa strategia mira a ridurre la dipendenza da fornitori esterni e a garantire una maggiore autonomia nella gestione dei progetti. L'amministratore Jared Isaacman ha sottolineato che la NASA deve adottare un approccio più metodico e sicuro, evitando gli errori del passato. "Non possiamo permetterci i ritardi del passato, soprattutto con la Cina che avanza ogni giorno di più", ha dichiarato, riferendosi ai progressi cinesi nel settore spaziale. Inoltre, l'attenzione è rivolta a garantire una cadenza di lanci regolare, un aspetto cruciale per mantenere la motivazione e la coerenza del programma. La standardizzazione dell'SLS (Space Launch System) e dell'Orion, i veicoli principali del programma, è considerata una priorità, poiché permette di ridurre i costi e aumentare l'efficienza operativa.

L'annuncio ha anche messo in luce i progressi attuali del programma Artemis II, che dovrebbe essere lanciato entro il 2026. Steve Parker, presidente e CEO di Boeing Defense, ha ricordato che lo stadio centrale dell'SLS rimane il motore a razzo più potente al mondo, capace di portare astronauti direttamente sulla Luna con un singolo lancio. I team stanno lavorando intensamente per risolvere problemi tecnici, come il problema del flusso dell'elio nello stadio di propulsione criogenica provvisorio, che ha richiesto interventi di riparazione. Inoltre, sono in corso test end-to-end per garantire la sicurezza del sistema di terminazione del volo e delle batterie. Questi passaggi sono fondamentali per ridurre i rischi e aumentare la affidabilità delle missioni, un aspetto che la NASA ha sottolineato come essenziale per raggiungere i propri obiettivi.

La mancata inclusione del Lunar Gateway, la stazione spaziale in orbita lunare, nel nuovo piano ha suscitato interrogativi. Sebbene non sia stata ufficialmente cancellata, la Gateway è sparita dal piano operativo, a causa dell'abbandono dello SLS Block 1B, il razzo potenziato che avrebbe dovuto trasportare cargo per assemblarla. La decisione di mantenere la configurazione Block 1 standard ha reso incompatibile la stazione con l'architettura scelta, almeno per il momento. L'amministratore Jared Isaacman ha riconosciuto che le priorità attuali sono diverse: "Quello che non siamo riusciti a fare negli ultimi 53 anni, ovvero ottenere una buona cadenza di lancio e mandare astronauti americani sulla Luna e farli tornare, deve essere la nostra priorità". Questo cambio di focus indica un'attenzione maggiore alla realizzazione immediata di obiettivi tangibili, piuttosto che a progetti a lungo termine. Tuttavia, la Gateway potrebbe essere riconsiderata in futuro, se il programma Artemis riuscirà a stabilizzarsi e a raggiungere i propri obiettivi. La NASA ha ribadito che il ritorno sulla Luna è un obiettivo irrinunciabile per il futuro dell'esplorazione umana nello spazio.

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