11 mar 2026

Arrestato per aver ucciso ex-pareja e figlia di 12 anni a Xilxes (Castellón)

La Guardia Civil ha arrestato questa mattina il marito e padre di María José, una donna di 47 anni, e della sua figlia Noemi, una bambina di 12 anni, a Xilxes, un comune della provincia di Castellón.

18 febbraio 2026 | 16:41 | 5 min di lettura
Arrestato per aver ucciso ex-pareja e figlia di 12 anni a Xilxes (Castellón)
Foto: El País

La Guardia Civil ha arrestato questa mattina il marito e padre di María José, una donna di 47 anni, e della sua figlia Noemi, una bambina di 12 anni, a Xilxes, un comune della provincia di Castellón. L'uomo, sospettato dell'omicidio delle due vittime, è stato ritenuto responsabile del duplice assassinio dopo che i corpi delle due donne sono stati trovati martedì sera nella loro abitazione. La notizia è stata resa pubblica da Pilar Bernabé, delegata del governo in Valenzia, che ha annunciato la detenzione del sospetto come conseguenza del reato di violazione di un'ordinanza di allontanamento emessa a suo carico. L'uomo, che aveva una condanna a non avvicinarsi a 300 metri dalle vittime, era stato sottoposto a un controllo da parte delle forze dell'ordine già da diversi anni, ma la sua presenza nell'area del crimine ha portato all'arresto. La Guardia Civil ha precisato che l'operazione è stata avviata in seguito al violare l'ordine di allontanamento, ma la sua responsabilità nell'omicidio è stata confermata in base alle prove raccolte. L'annuncio è stato reso in un'udienza della commissione mixta su una dana a Riba-roja, dove Bernabé ha espresso solidarietà alle famiglie delle vittime e ha lodato l'impegno delle forze dell'ordine.

L'indagine ha rivelato che l'uomo, che viveva separatamente da sua moglie e figlia da almeno un anno, aveva una serie di denunce per maltrattamenti e violenza domestica. La donna e la bambina erano state iscritte al sistema VioGén, un registro che monitora le minacce di violenza di genere, e la situazione era stata valutata come "rischio medio" poco tempo prima dell'omicidio. L'ultimo controllo nel sistema era stato effettuato domenica, poco prima che i corpi delle vittime fossero trovati. La figlia non si era presentata al liceo il lunedì precedente, un dettaglio che ha sollevato preoccupazioni tra i familiari. L'uomo ha dichiarato agli investigatori di aver ricevuto una foto con immagini delle vittime morte e di aver ricevuto minacce da una persona che avrebbe potuto essere il vero autore del crimine. Tuttavia, le forze dell'ordine stanno verificando se si trattasse di un tentativo di esculparsi o di fornire una coartada. L'analisi delle immagini delle telecamere di sorveglianza attorno al municipio e al quartiere di polizia è in corso per ricostruire le mosse dell'uomo nel momento del crimine.

La situazione è diventata drammatica quando una patrulla della polizia locale e della Guardia Civil è arrivata rapidamente a Xilxes, un comune di circa 3.000 abitanti, dove le vittime erano state trovate in un'abitazione situata proprio di fronte al quartiere di polizia. L'alcalde del paese, Ismael Minguet, ha confermato che era stato il padre delle vittime a segnalare la presenza del corpo delle due donne. Le famiglie delle vittime erano a conoscenza delle denunce di maltrattamenti e della violenza esercitata dall'uomo, come ha riferito un parente. Questo caso si aggiunge a una serie di omicidi di donne da parte dei loro partner o ex partner, con un totale di sette vittime nel 2023 e 1.350 dal 2003. Le vittime minori, come Noemi, sono state registrate come 65 casi di omicidi legati alla violenza di genere dal 2013. L'omicidio delle due donne potrebbe aumentare ulteriormente i numeri ufficiali se verrà confermato come un caso di violenza di genere.

L'omicidio ha sollevato nuove preoccupazioni su come le istituzioni possano proteggere le vittime di violenza di genere. Il sistema VioGén, che monitora le minacce e le denunce, ha dimostrato i limiti nella prevenzione di casi estremi. L'ordinanza di allontanamento, sebbene necessaria, non è sempre sufficiente a impedire atti di violenza. L'ultimo controllo nel sistema era stato effettuato poco prima dell'omicidio, ma non è chiaro se le misure adottate siano state sufficienti. La Guardia Civil ha sottolineato che non ha chiuso nessuna ipotesi e che l'indagine è in corso per verificare ogni dettaglio. La famiglia delle vittime ha espresso dolore e frustrazione per il fatto che le minacce non siano state sufficientemente prese in considerazione. L'omicidio ha anche messo in evidenza la mancanza di una rete di supporto efficace per le donne che vivono in contesti di violenza.

Le autorità hanno rafforzato l'impegno per prevenire future tragedie, promuovendo l'uso del numero 016, un servizio d'emergenza per le vittime di violenza di genere, disponibile 24 ore su 24. Il numero non è registrato nelle fatture telefoniche, ma le chiamate possono essere cancellate per privacy. Altro strumento è il telefono della Fondazione ANAR, attivo per i minori, e i numeri di emergenza 112, 091 e 062. L'applicazione ALERTCOPS permette di inviare un segnale di allerta alle forze dell'ordine con geolocalizzazione. Questi mezzi sono stati rafforzati dopo il caso, ma la comunità si chiede se siano sufficienti per salvare le vittime. L'omicidio di María José e Noemi rappresenta un dramma che richiede una riflessione su come le istituzioni possano agire meglio per prevenire atti di violenza. L'attenzione si è concentrata sulla necessità di migliorare i sistemi di protezione e di supporto, non solo per le donne, ma anche per i minori che vivono in contesti di violenza. L'evento ha riacceso il dibattito su come la società possa affrontare la violenza di genere e garantire sicurezza a chi ne è vittima.

Fonte: El País Articolo originale

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