11 mar 2026

Arrestato in Dubai presunto assassino di tenente generale russa ucciso a Mosca

L'indagine condotta dagli agenti del FSB ha reso pubblici dettagli sconcertanti sull'attentato.

08 febbraio 2026 | 12:27 | 5 min di lettura
Arrestato in Dubai presunto assassino di tenente generale russa ucciso a Mosca
Foto: El País

Il Servizio Federal di Sicurezza (FSB) russo ha annunciato domenica il ritrovamento di due individui accusati di aver partecipato a un tentativo di assassinio del tenente generale Vladímir Alexéyev, alto dirigente della Direzione Generale del Servizio di Stato Maggiore (GRU), avvenuto venerdì scorso a Moscú. L'attentato, avvenuto in un palazzo di lusso in via Volokolamsk, ha causato ferite gravi al generale, il quale è stato portato in ospedale in coma ma ha recuperato la coscienza sabato. L'indagine ha rivelato che il presunto autore del gesto, Liubomir Korba, un cittadino russo nato a Ternópil (Ucrania) nel 1960, era stato arrestato a Dubai, a circa cento chilometri dall'ambasciata russa a Abu Dabi, dove si svolgono le negoziazioni di pace tra Mosca, Washington e Kiev. Un complice, Víktor Vasin, è stato invece arrestato a Moscú, mentre un'altra figura, Zinaida Serebritskaya, è fuggita in Ucraina. Le autorità russe hanno sostenuto che Korba era stato reclutato da servizi segreti ucraini per compiere l'attentato, mentre Kiev ha negato ogni coinvolgimento. L'episodio ha scosso i vertici russi, che hanno accusato il governo di Kiev di provocazioni continue, mettendo in discussione la stabilità delle trattative di pace.

L'indagine condotta dagli agenti del FSB ha reso pubblici dettagli sconcertanti sull'attentato. Le telecamere di sorveglianza avrebbero registrato Korba che nascosta una pistola Makárov in un mucchio di neve, prima di salire su un autobus con la faccia coperta da un'indumento di cuello. Il luogo dell'omicidio è stato trovato con tre caschetti, confermando la presenza di un'arma da fuoco. Le autorità hanno anche sottolineato che Korba era stato identificato come un ex membro del gruppo Wagner, un'organizzazione mercenaria legata al servizio segreto russo, che ha operato in Ucraina, Siria e altri paesi. L'episodio ha riacceso i dibattiti su una presunta collaborazione tra il governo ucraino e gruppi esterni per ostacolare le politiche russe. Inoltre, l'arresto di Korba ha suscitato preoccupazioni sulle implicazioni per le trattative di pace, che vedono Mosca e Washington impegnate a trovare una soluzione al conflitto in Ucraina. Il ministro degli Esteri russo, Serguéi Lavrov, ha sottolineato che l'attentato è un ulteriore segno di una politica di provocazioni da parte di Kiev, minando la fiducia reciproca.

Il contesto dell'episodio si colloca all'interno di un periodo di tensioni crescenti tra Russia e Ucraina, che si sono intensificate a causa della guerra in corso. Vladímir Alexéyev, il generale colpito, era uno dei principali esponenti della GRU, l'organo che ha coordinato le operazioni del gruppo Wagner, noto per la sua attività in Donbás e in Siria. La sua carriera ha incluso il ruolo di capo del gruppo, il quale ha svolto operazioni di supporto a regimi in Africa, Asia e America Latina. L'attentato ha suscitato sospetti su un'eventuale collaborazione tra il governo ucraino e gruppi esterni per contrastare l'espansione della presenza russa in Ucraina. Tuttavia, Kiev ha respinto le accuse, sostenendo che non ha alcun legame con l'attentato. L'episodio ha anche ricordato altri tentativi di omicidio su alti dirigenti militari russi, tra cui il precedente colpo di stato del 2023, che ha visto il gruppo Wagner ribellarsi contro il comando. Alexéyev è stato sottoposto a indagini per il suo presunto coinvolgimento in quel motino, che ha segnato un punto di svolta nel rapporto tra la Russia e la sua milizia.

L'analisi delle conseguenze dell'attentato rivela una serie di impatti geopolitici e diplomatici. Le negoziazioni di pace a Abu Dabi, che vedono rappresentanti russi, americani e ucraini, sono ora in bilico a causa dell'episodio, che ha alimentato le tensioni tra le parti. Il ministro degli Esteri russo, Serguéi Lavrov, ha espresso preoccupazione per il fatto che l'attentato possa compromettere i progressi fatti finora, mettendo in discussione la fiducia reciproca tra le potenze coinvolte. Al contempo, il governo ucraino ha rifiutato le accuse, sostenendo che non ha alcun ruolo nell'incidente e che le sue autorità sono impegnate a garantire la sicurezza nazionale. L'episodio ha anche riacceso le discussioni sull'efficacia delle misure di sicurezza adottate da Mosca per proteggere i suoi dirigenti militari, un tema che ha guadagnato rilevanza dopo la serie di tentativi di omicidio su alti funzionari. Inoltre, la presunta collaborazione tra servizi segreti ucraini e un individuo come Korba ha sollevato interrogativi sull'effettiva neutralità di Kiev nel conflitto.

La situazione rimane in bilico, con entrambe le parti che cercano di stabilire la verità sull'episodio. Il governo russo ha dichiarato che l'indagine è in corso, ma ha escluso qualsiasi intervento diretto da parte del Kremlin, che ha lasciato il compito ai servizi di sicurezza. Al tempo stesso, il ministero degli Esteri ucraino ha sottolineato che il suo Paese non ha alcun legame con l'attentato e che le sue autorità stanno collaborando con le forze internazionali per garantire la stabilità. L'episodio ha anche sottolineato il ruolo centrale delle negoziazioni di pace, che potrebbero subire un'accelerazione o un blocco a seconda delle reazioni delle parti. La comunità internazionale, in particolare gli Stati Uniti, ha espresso preoccupazione per la stabilità del processo, chiedendo a entrambe le parti di mantenere la calma e di proseguire i colloqui. Il futuro di questa vicenda dipende da come le autorità russe e ucraine gestiranno le accuse e le risposte, ma è chiaro che l'incidente ha aggiunto ulteriore complessità a un conflitto già intricato.

Fonte: El País Articolo originale

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