11 mar 2026

Archivi Epstein rivelano sforzi per instaurare legami con funzionari russi, tra cui Putin

La Russia celebra i documenti Usa su Epstein, rivelando un'ampia rete di contatti con funzionari russi e il tentativo di influenzare politiche internazionali. Le indagini in corso esplorano possibili legami con spionaggio e attività economiche.

10 febbraio 2026 | 23:58 | 4 min di lettura
Archivi Epstein rivelano sforzi per instaurare legami con funzionari russi, tra cui Putin
Foto: The New York Times

La Russia ha accolto con soddisfazione l'ultimo insieme di documenti rilasciati dal ministero della Giustizia statunitense riguardanti Jeffrey Epstein, sostenendo che i dettagli rivelati sull'intricata rete di contatti tra il finanziere e figure di spicco del mondo politico, economico e culturale negli Stati Uniti e in Europa evidenziano una moralità decadente del Occidente. I file, che comprendono oltre un milione e trecentomila documenti, descrivono non solo le relazioni di Epstein con personaggi di alto livello in America e Europa, ma anche i suoi legami con ambienti simili in Russia, dove ha mantenuto contatti con funzionari e ha scambiato favori, tra cui quelli che sperava potessero facilitare un incontro con il presidente Vladimir Putin. Questi documenti, rilasciati a metà mese, hanno suscitato preoccupazioni tra i critici russi, che temono che tali relazioni possano aver aperto la strada a attività di intelligence russa.

Le informazioni contenute nei file rivelano un'ampia rete di contatti tra Epstein e funzionari russi, tra cui Sergei Belyakov, ex ministro dell'economia che aveva frequentato l'accompagnamento della Federal Security Service, un'organizzazione successiva del KGB sovietico. Nel 2014, Epstein si rivolse a Belyakov per chiedere aiuto in un tentativo di estorsione da parte di una donna russa contro un imprenditore, il miliardario Leon Black. Altri messaggi e registri giudiziari confermano che Black era il bersaglio della situazione. Epstein, attraverso due diplomatici norvegesi, il ministro degli Esteri della Slovacchia e Ehud Barak, ex primo ministro israeliano, cercò di incontrare Putin o il ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov. Dopo l'elezione di Trump nel 2016, Epstein offrì i propri servizi per aiutare i russi a comprendere il nuovo presidente statunitense. In una email del 2018, scritta al ex primo ministro norvegese Thorbjorn Jagland, Epstein suggerì che Lavrov potesse ottenere informazioni su un incontro con lui.

Questi documenti svelano anche il ruolo di Epstein come intermediario tra il mondo occidentale e i vertici russi. Nonostante non abbia mai ottenuto un incontro con Putin o Lavrov, i file mostrano il vasto network di contatti che Epstein gestì per promuovere interessi politici e commerciali, nonché per attrarre giovani donne nell'ambito del suo network. Inoltre, si evidenzia come alcuni funzionari russi cercassero l'aiuto di Epstein per risolvere problemi economici dopo le sanzioni internazionali per l'annessione della Crimea. Epstein mantenne contatti regolari con Vitaly Churkin, rappresentante russo alle Nazioni Unite fino al 2017, e organizzò un internship per suo figlio, Maxim, dopo la laurea in Economia presso la Columbia Business School. Nel 2017, tentò di organizzare un incontro con Valery Gergiev, direttore del Mariinsky Theatre e successivamente del Bolshoi Theatre, sperando di raggiungere Putin attraverso di lui.

L'analisi dei documenti ha suscitato preoccupazioni tra i critici russi, che temono che le relazioni di Epstein con funzionari russi potessero aver aperto la strada a attività di spionaggio. Il governo polacco, guidato da Donald Tusk, ha annunciato un'indagine sui legami documentati, mentre in Gran Bretagna la rivelazione ha scosso il governo di Keir Starmer, portando alla dimissione del capo di gabinetto dopo la sostituzione del diplomatico Peter Mandelson. Altri personaggi legati a Epstein e alla Russia, tra cui Jagland e il diplomatico norvegese Terje Rod-Larsen, sono stati coinvolti in indagini. Maria Zakharova, portavoce del ministero degli Esteri russo, ha utilizzato le rivelazioni per criticare l'Occidente, sostenendo che il sistema elitario occidentale tratta i minori in modo indecente. Tuttavia, critici del governo di Putin hanno ritenuto la risposta russa ipocrita, sottolineando che il Paese ospita anch'esso figure simili a Epstein.

Le relazioni tra Epstein e la Russia si sono sviluppate in un contesto di tensioni internazionali. Dopo la condanna di Epstein nel 2008 per aver invitato una minorenne a un incontro sessuale, l'uomo cercò di ripristinare la sua reputazione vedendo nella Russia un'opportunità per rilanciare i propri interessi. Mentre alcuni funzionari russi cercavano di mantenere contatti economici dopo le sanzioni, Epstein si presentò come un intermediario tra il mondo occidentale e i vertici russi. I documenti rivelano un'interazione complessa, in cui Epstein si offrì di aiutare il governo russo a uscire dall'isolamento economico, suggerendo persino una versione russa del bitcoin. La rete di contatti, sebbene non abbia portato a incontri con Putin, ha evidenziato il tentativo di Epstein di costruire ponti tra due mondi diversi, ma contraddittori. Le indagini in corso in Norvegia, Polonia e Gran Bretagna segneranno un ulteriore sviluppo di questa vicenda, che potrebbe influenzare le relazioni internazionali e le percezioni di moralità tra i Paesi occidentali e la Russia.

Fonte: The New York Times Articolo originale

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