Altro che modello Caivano: Quarticciolo, cantieri fermi dopo un anno
La notizia che ha suscitato preoccupazione e frustrazione nel quartiere di Quarticciolo a Roma è la mancata partenza di tutti i cantieri previsti dal decreto Caivano bis, approvato oltre un anno fa.
La notizia che ha suscitato preoccupazione e frustrazione nel quartiere di Quarticciolo a Roma è la mancata partenza di tutti i cantieri previsti dal decreto Caivano bis, approvato oltre un anno fa. Il progetto, che prevedeva interventi di riqualificazione urbana, sviluppo economico e miglioramento delle infrastrutture, era stato presentato come una soluzione straordinaria per affrontare le criticità di un quartiere segnato da problemi strutturali, sicurezza e degrado. Tuttavia, al momento non è stato avviato alcun cantiere, nonostante il fondo di 20 milioni e mezzo di euro stanziato dal governo. L'assessore alle Periferie del Comune di Roma, Giuseppe Battaglia, ha sottolineato durante un'audizione davanti alla commissione parlamentare di inchiesta sulle periferie che la gestione del progetto è stata ostacolata da complessi iter burocratici. Il quartiere, noto per la sua cronicità di abbandono e per il fenomeno dello spaccio di crack, attende ancora oggi risposte concrete, nonostante le promesse di investimenti e interventi che dovrebbero migliorare la qualità della vita dei residenti.
Il decreto Caivano bis, approvato a dicembre del 2024, prevedeva un piano di interventi che includeva la realizzazione di un nuovo nido in via Locorotondo, la messa in sicurezza delle strutture esistenti, la riqualificazione di strade, aree verdi e l'incoraggiamento dell'economia locale. L'obiettivo era ripristinare l'ordine pubblico e la funzionalità del quartiere, che da anni è stato bersaglio di critiche per la sua insicurezza e il degrado degli spazi comuni. Il Comune di Roma aveva dato il suo sostegno al piano, con il sindaco Roberto Gualtieri e l'assessore Battaglia che avevano partecipato alla prima riunione operativa il 13 novembre. L'incontro, che ha visto la partecipazione di figure istituzionali come il sottosegretario Alfredo Mantovano e il capo della Protezione civile Fabio Ciciliano, era stato definito "molto positivo" da Gualtieri. Tuttavia, a quasi tre mesi di distanza, non è emerso alcun segno concreto di avanzamento.
Il contesto della vicenda si colloca all'interno di un quadro di criticità che ha sempre caratterizzato il Quarticciolo. Il quartiere, situato nei pressi del Tiburtino, è noto per essere un punto caldo per il traffico di sostanze stupefacenti, con il crack che ha infiltrato le abitazioni e le strade. L'emergenza abitativa, legata a un'alta percentuale di case inagibili o abbandonate, ha ulteriormente aggravato la situazione. A questa realtà si aggiunge un'immagine di quartiere abbandonato, con attività commerciali in declino e una mancanza di investimenti che ha portato a una sorta di deserto urbano. La promessa di interventi straordinari, come quelli previsti dal decreto Caivano bis, era vista come una possibilità di rilancio, ma la mancata attuazione ha alimentato le preoccupazioni dei residenti e degli attivisti locali.
L'analisi della situazione evidenzia le conseguenze di un ritardo che potrebbe compromettere non solo gli obiettivi del piano, ma anche la fiducia dei cittadini. L'assessore Battaglia ha riconosciuto che le procedure burocratiche, pur necessarie, hanno rallentato l'avvio dei cantieri. "Non si tratta di inerzie o responsabilità specifiche, ma del normale funzionamento di processi complessi", ha chiarito. Tuttavia, il ritardo ha lasciato un vuoto di aspettative, con i residenti che si chiedono se i fondi stanziati saranno mai utilizzati per migliorare le condizioni del quartiere. L'assenza di un segnale concreto di progresso ha anche messo in luce le sfide di coordinare gli interventi tra diverse istituzioni, un aspetto che potrebbe diventare un punto critico per la realizzazione del piano.
La chiusura del discorso si orienta verso le prospettive future, con l'Amministrazione che continua a lavorare in modo coordinato con la struttura commissariale. L'obiettivo, come sottolineato da Battaglia, è dare risposte concrete al Quarticciolo, attraverso un percorso serio e trasparente. Tuttavia, il tempo che passa e la mancanza di un'azione tangibile rischiano di alimentare il dissenso tra i residenti, che hanno già espresso preoccupazione per la situazione. Gli attivisti di Quarticciolo ribelle, ad esempio, hanno ribadito che le emergenze quotidiane, come le infiltrazioni d'acqua e la mancanza di servizi, non possono essere ignorate quando si parla di riqualificazione. Il quartiere attende un segnale concreto, non solo di finanziamenti, ma di un impegno reale per trasformare le promesse in azioni. Il destino del Quarticciolo, in questo momento, dipende da quanto l'amministrazione riuscirà a superare le barriere burocratiche e a dare un'alternativa concreta a un quartiere che ha bisogno di un rilancio urgente.
Fonte: RomaToday Articolo originale
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