Almeno 17 morti in Afghanistan in un attacco del Pakistan
L'Esercito pakistano ha lanciato nella notte tra sabato e domenica una serie di attacchi aerei contro obiettivi militari afgani, come parte di una risposta a una serie di attentati suicidi avvenuti nelle ultime settimane.
L'Esercito pakistano ha lanciato nella notte tra sabato e domenica una serie di attacchi aerei contro obiettivi militari afgani, come parte di una risposta a una serie di attentati suicidi avvenuti nelle ultime settimane. L'operazione, condotta in collaborazione con le forze speciali, ha causato almeno 17 vittime, tra cui 11 bambini, e cinque feriti, secondo il primo bilancio fornito dal regime talibano che governa in Afganistan. I raid, effettuati nel distretto di Behsood, nell'est della nazione, hanno colpito sette campi e nascondigli ritenuti da Islamabad associati a gruppi insurgenti, tra cui il Fitna al Khwarij, nome ufficiale del Tehreek-e-Taliban Pakistan (TTP) e dell'Estado Islámico di Jorasán (ISKP). La decisione del governo pakistano di rispondere con forza è arrivata dopo mesi di accuse rivolte a Kabul per il supporto dato a gruppi armati che operano nel territorio afgano, un tema che ha aggravato le tensioni tra i due Paesi. L'attacco ha suscitato reazioni contrastanti, con il governo afgano che ha condannato l'azione e minacciato una risposta "adeguata e misurata", mentre Islamabad ha sostenuto che l'operazione era necessaria per proteggere i propri cittadini da minacce esterne.
I bombardamenti, eseguiti in un momento di forte escalation di tensioni lungo la frontiera, hanno colpito specificamente aree dove sono stati registrati attacchi recenti da parte di gruppi terroristi. Secondo il Ministero della Informazione pakistano, le operazioni sono state guidate da informazioni di intelligence che hanno permesso di identificare i centri di operatività dei gruppi considerati responsabili degli attentati suicidi in diverse regioni del Paese. Tra le vittime segnalate ci sono anche membri di squadre di sicurezza afgane, che hanno subito perdite significative durante i recenti scontri. La posizione di Islamabad è chiara: il governo sostiene di possedere "prove concluyentes" che dimostrino la partecipazione di leader insurgenti afgani nella pianificazione di attacchi contro il Pakistan, inclusi quelli avvenuti a Bajaur e Bannu, quest'ultimo in occasione del Ramadan. Kabul, però, ha ripetutamente negato di permettere l'uso del proprio territorio come base per azioni terroristiche, accusando Islamabad di diffondere false informazioni per giustificare l'azione militare.
La crisi tra i due Paesi, che si è intensificata dal ritorno dei talibani al potere nel 2021, si basa su accuse reciproche di non collaborare nella lotta al terrorismo. Islamabad ha sempre sostenuto che il Pakistan ospita santuari per gruppi insurgenti che pianificano attacchi contro il Paese, mentre Kabul ha rifiutato di accettare queste affermazioni, sostenendo che le forze afgane sono in grado di gestire la sicurezza del proprio territorio. La situazione si complica ulteriormente a causa della presenza di gruppi come il TTP e l'ISKP, che operano lungo la frontiera e si servono di strategie di guerriglia per evitare il controllo delle autorità. Gli ultimi mesi hanno visto un aumento della violenza in regioni come Khyber Pakhtunkhwa e Baluchistán, entrambe vicine all'Afganistan, dove le forze militari pakistane si sono trovate costrette a intensificare le operazioni anti-terrorismo. Questo contesto ha reso l'attacco di domenica un evento particolarmente significativo, tanto per la sua portata quanto per le sue implicazioni politiche.
L'escalation delle tensioni tra Pakistan e Afganistan ha conseguenze profonde sia sul piano regionale che internazionale. La decisione di Islamabad di rispondere con forza a accuse di supporto terroristico ha messo in evidenza le difficoltà di gestire un conflitto che coinvolge due Paesi con interessi geopolitici contrapposti. Gli esperti osservano che la mancanza di una soluzione diplomatica potrebbe portare a ulteriori attacchi, con rischi per la sicurezza dei civili e per la stabilità del Sudasia. Inoltre, il conflitto tra i due Paesi ha reso complessa la cooperazione internazionale, in quanto molti Paesi occidentali temono un aumento della violenza in un'area già fragile. La risposta afgana, che ha minacciato una "risposta adeguata", potrebbe mettere in atto misure che aggravano ulteriormente la situazione, come un aumento delle operazioni di sicurezza o un rafforzamento delle frontiere. Tuttavia, il governo afgano ha espresso la volontà di non permettere che il conflitto si trasformi in una guerra civile, sottolineando l'importanza di un dialogo tra le due nazioni.
La situazione rimane in bilico, con entrambi i Paesi che cercano di bilanciare la difesa della sovranità nazionale con la necessità di mantenere la stabilità regionale. Gli analisti sottolineano che la risoluzione del conflitto richiede una collaborazione più stretta tra Islamabad e Kabul, nonostante le divisioni politiche e le differenze ideologiche. L'attuale scenario, però, sembra indicare una spirale di tensioni che potrebbe durare a lungo, con impatti significativi sulle popolazioni locali e sulle relazioni internazionali. Mentre i due governi cercano di trovare un accordo, il rischio di ulteriori attacchi e di un aumento della violenza rimane elevato, con conseguenze che potrebbero estendersi ben al di là dei confini nazionali. La comunità internazionale, in attesa di un cambio di rotta, continuerà a monitorare con attenzione lo sviluppo di una situazione che potrebbe definire il futuro della sicurezza in un'area cruciale per la stabilità globale.
Fonte: El País Articolo originale
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