11 mar 2026

Almeno 15 morti in collisione rara tra barca di migranti e nave greca di pattugliamento

Un incidente tra una barca di migranti e la Guardia Costiera greca ha causato 15 morti e 26 feriti a Chios. La collisione, rara per il contatto diretto, ha sollevato preoccupazioni su politiche migratorie stringenti e gestione delle emergenze.

04 febbraio 2026 | 17:37 | 5 min di lettura
Almeno 15 morti in collisione rara tra barca di migranti e nave greca di pattugliamento
Foto: The New York Times

Un incidente drammatico ha sconvolto la costa orientale dell'isola greca di Chios, nell'area del mare Egeo, dove almeno 15 persone hanno perso la vita in un collisione tra una barca a motore carica di migranti e una nave della Guardia Costiera greca. L'episodio, avvenuto mercoledì, è stato descritto come estremamente raro per il tipo di contatto diretto tra i due mezzi, diverso dai incidenti marittimi più comuni che coinvolgono barcette di migranti che affondano in tempeste. La Guardia Costiera ha riferito che durante un controllo routine aveva avvistato la barca dei migranti che si muoveva senza luci di navigazione e aveva segnalato di fermarsi con luci e segnali acustici. Tuttavia, la barca ha invertito la rotta, urtando la nave patrolling, causando un capovolgimento e un affondamento. Le vittime sono state 11 uomini e quattro donne, tutti migranti, mentre 26 altre persone, tra cui 11 bambini e due marinai della Guardia Costiera, sono rimaste ferite. Una ricerca per eventuali sopravvissuti è in corso, ma le autorità non hanno fornito dettagli sull'esatto momento del contatto o sulle cause esatte dell'incidente.

L'episodio ha suscitato preoccupazione a causa del numero elevato di vittime e della gravità del trauma subito. La Guardia Costiera ha precisato che la barca dei migranti, spinta da una forza d'impatto, si è ribaltata e affondata, con i passeggeri che sono caduti in mare. I medici del ospedale di Chios hanno escluso l'uso di armi durante l'incidente, affermando che alcuni migranti erano stati operati ma nessuno aveva ferite da colpi d'arma. Questo ha rafforzato la tesi di un incidente accidentale, sebbene il trauma fisico e le condizioni marine abbiano contribuito al bilancio delle vittime. I sopravvissuti, tra cui diversi minori, sono stati trasportati in ospedale, ma il numero delle vittime e la complessità dell'incidente hanno messo in evidenza la fragilità delle operazioni di soccorso in un'area così sensibile. La Guardia Costiera ha ritenuto necessario effettuare un'indagine approfondita per chiarire le cause del contatto, ma non ha fornito dettagli sulle procedure seguite per bloccare la barca.

Il contesto di questa tragedia si colloca all'interno di una serie di tensioni crescenti tra Grecia e migranti, che si sono intensificate negli ultimi anni. Il governo conservatore greco ha adottato misure stringenti per limitare l'immigrazione, tra cui il blocco delle domande di asilo nel 2023 e l'introduzione di una legge che permette l'incarcerazione di richiedenti asilo che rimangono nel Paese dopo un rifiuto. Queste politiche, accompagnate da un aumento della cooperazione con la Guardia Costiera turca, hanno ridotto il flusso migratorio attraverso il mare Egeo. Tuttavia, il bilancio di morti come quello di Chios ha riacceso dibattiti su come gestire le emergenze umanitarie in un'area che ha visto un numero elevato di naufragi. La Guardia Costiera greca ha ammesso di aver abbandonato alcuni migranti in mare, un episodio rivelato da un'indagine del New York Times nel 2023, che ha suscitato critiche internazionali. Questi eventi si inseriscono in un contesto europeo in cui i Paesi hanno rafforzato le politiche di frontiera per evitare una replica della crisi migratoria del 2015-2016, quando milioni di persone hanno attraversato il mare Egeo per raggiungere l'Europa.

L'impatto di questa tragedia si estende oltre i confini greci, poiché mette in luce le conseguenze di una gestione scarsa delle frontiere e la scarsità di risorse per il soccorso in mare. L'incidente di Chios, che ha visto un aumento del numero di vittime rispetto ai casi precedenti, ha rafforzato le preoccupazioni su come le politiche di chiusura delle frontiere possano aumentare il rischio di incidenti. La riduzione del flusso migratorio attraverso il mare Egeo, a causa di una maggiore cooperazione con la Turchia, ha spostato il focus su altre aree, come la penisola del Sinai e le rotte attraverso il deserto. Tuttavia, il numero di morti nell'area del mare Egeo è rimasto elevato, con un recente incidente in cui 17 persone sono morte a Crete. Questo ha spinto il ministro greco della migrazione, Thanos Plevris, a presentare una legge per la creazione di tre centri di accoglienza su Crete, dove il 40% dei migranti che arrivano in Grecia lo fa. Questi dati indicano una trasformazione nella distribuzione delle arrivi, ma non risolvono i problemi di sicurezza e gestione delle emergenze.

La situazione rimane complessa, con il governo greco che cerca di equilibrare tra politiche di controllo e responsabilità umanitaria. L'incidente di Chios ha reso evidente l'importanza di una cooperazione internazionale più stretta per gestire le rotte migratorie, ma anche la necessità di investire in strutture di soccorso e supporto per i migranti in difficoltà. La Guardia Costiera greca, pur essendo un'istituzione chiave per il controllo delle frontiere, deve affrontare sfide crescenti, come il numero elevato di incidenti e il rischio di violazioni delle norme internazionali. Il bilancio delle vittime di Chios, unito a quelli di altri episodi recenti, ha spinto le autorità a rivedere le strategie di gestione, ma la strada verso una soluzione duratura appare ancora lunga. La crisi migratoria, pur essendo in declino rispetto ai livelli del 2015, continua a rappresentare un tema cruciale per la politica europea e la sicurezza globale.

Fonte: The New York Times Articolo originale

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