11 mar 2026

Almeida si vanta di chiudere appartamenti turistici illegali mentre ignora casi come Valverde 41

L'assessore alla mobilità e al turismo del Comune di Madrid, José Luis Martínez-Almeida, ha dichiarato il 30 maggio scorso che la città si impegnerebbe a combattere le proprietà immobiliari utilizzate per il turismo senza autorizzazione.

31 gennaio 2026 | 06:14 | 5 min di lettura
Almeida si vanta di chiudere appartamenti turistici illegali mentre ignora casi come Valverde 41
Foto: El País

L'assessore alla mobilità e al turismo del Comune di Madrid, José Luis Martínez-Almeida, ha dichiarato il 30 maggio scorso che la città si impegnerebbe a combattere le proprietà immobiliari utilizzate per il turismo senza autorizzazione. A sette mesi da quel discorso, le cifre rivelano una situazione poco cambiata. Secondo dati del Ministerio de Consumo, a Madrid esistono oltre 15.000 abitazioni utilizzate in modo illegale per il turismo, un fenomeno che ha creato tensioni tra residenti e autorità locali. Il Comune, che nel 2024 aveva ricevuto 1.289 segnalazioni di appartamenti illegali, ha sanzionato 92 proprietà, con multe che variano da 30.001 a 60.001 euro, a seconda della ricorrenza. Tuttavia, i dati mostrano una scarsa efficacia delle misure adottate, poiché i proprietari spesso rientrano nel mercato dopo un periodo di pausa, mantenendo il loro business in modo continuo. Alcuni, addirittura, hanno ricevuto due rifiuti da parte dell'amministrazione eppure continuano a operare, nonostante le segnalazioni pubbliche in consiglio comunale. Questo scenario ha reso evidente una contraddizione tra le dichiarazioni ufficiali e la realtà sul campo, con le autorità che sembrano non riuscire a contrastare efficacemente il fenomeno.

Il caso del numero 41 della calle de Valverde rappresenta un esempio emblematico di questa situazione. Situato nel quartiere di Malasaña, il palazzo ospita appartamenti che, secondo i portali hotelieri come Booking.com e Airbnb, vengono offerti come "nuovi appartamenti a Madrid Centro a due isolati da Gran Vía". I prezzi variano tra 145 e 345 euro a notte, con un'alta domanda durante la stagione alta. Le recensioni dei clienti risalgono al 2023 e sono recenti, dimostrando che la struttura è attiva da anni. Tuttavia, il Comune ha rifiutato due volte il cambio di uso residuale in uso di ospedaggio, un processo necessario per legittimare l'attività. Anche se, in un recente pleno, il gruppo socialista ha presentato una denuncia per attività irregolare, il blocco è rimasto aperto. I turisti continuano a entrare e uscire dal palazzo, mentre i responsabili dell'Urbanismo affermano che le ispezioni saranno effettuate "nei prossimi giorni". Questo ritardo ha alimentato la frustrazione dei cittadini, che per il 57,6% considerano la vivienda il principale problema della città, come rilevato dall'ultima indagine municipale sulla qualità della vita.

La questione delle proprietà turistiche illegali è diventata un tema centrale negli ultimi anni, con l'aumento del turismo internazionale e la pressione sui prezzi degli affitti. Il Comune di Madrid ha adottato diverse misure per regolamentare il fenomeno, tra cui l'approvazione del Plan Reside, che limita l'uso di appartamenti turistici in edifici dove vivono anche residenti. Questo piano, però, non ha prodotto un calo significativo delle proprietà illegali, come dimostrato dai dati di Inside Airbnb, che segnalano un calo del 16% nel numero di annunci, ma non del numero effettivo di appartamenti in uso. L'assessore all'Urbanismo, Borja Carabante, ha rifiutato di commentare l'attività del palazzo Valverde 41, pur riconoscendo che le proprietà senza licenza non dovrebbero essere pubblicizzate. Tuttavia, il fatto che siano ancora visibili sui portali di booking solleva interrogativi su come venga garantito il controllo da parte delle autorità. Inoltre, l'azienda Madrid Rentals Family, che gestisce le proprietà, non ha risposto alle richieste di chiarimento, mantenendo un'attività ininterrotta.

Le implicazioni di questa situazione vanno ben oltre la semplice gestione di un mercato immobiliare. Il fenomeno ha generato un conflitto tra interessi economici e bisogni abitativi dei residenti, con un impatto negativo sulla qualità della vita. I cittadini, che pagano tasse per il servizio pubblico, si sentono traditi quando vedono le loro case sfruttate per scopi commerciali. L'assessore del gruppo socialista, Antonio Giraldo, ha sottolineato che il Plan Reside non è sufficiente a risolvere il problema, poiché manca di una disciplina urbanistica rigorosa. Inoltre, la scarsità di ispettori nell'Agencia de Actividades rende impossibile un controllo efficace. Questo scenario ha portato a una crescita delle denunce, con il Partito Socialista che ha presentato un'azione legale contro l'amministrazione di Almeida per l'inazione. La città, però, continua a non rispondere adeguatamente, lasciando i residenti in una situazione di precarietà.

L'attuale contesto mette in evidenza una crisi di governance nel settore dell'urbanistica e del turismo. Sebbene il Comune abbia adottato diverse iniziative, come il registro unico per le proprietà in affitto stagionale, la mancanza di una politica coerente e rigorosa ha permesso al fenomeno di persistere. La denuncia presentata da Más Madrid, guidata da Lucía Lois, rappresenta un'azione simbolica ma importante, che mette in luce la disoccupazione dell'amministrazione. La soluzione richiederebbe un impegno maggiore da parte delle autorità, con un aumento del numero di ispettori e una maggiore trasparenza nel processo di approvazione delle proprietà turistiche. Solo in questo modo, si potrebbe ridurre il conflitto tra residenti e turisti, garantendo un equilibrio tra sviluppo economico e benessere sociale. La situazione del palazzo Valverde 41 è un esempio di come la governance locale possa fallire nel gestire un fenomeno complesso, con conseguenze tangibili per chi vive in una delle capitali europee.

Fonte: El País Articolo originale

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