Allerta rossa al Portogallo per alluvioni: candidato estremista chiede rinvio del secondo turno della presidenza
Portogallo: allerta rossa per alluvioni record nel Tagus, evacuazioni forzate e almeno un morto a causa della tempesta Leonardo. La crisi mette in luce l'impatto del cambiamento climatico e scatena tensioni politiche sull'eventuale posticipazione delle elezioni.
Le portoghesi si preparano a un'ondata di alluvioni senza precedenti nel cuore del paese, con l'Autorità nazionale per l'emergenza e la protezione civile che ha emesso un'allerta rossa per il rischio di crue del fiume Tago nella regione di Santarém. L'allerta, attivata giovedì 5 febbraio, è stata annunciata a seguito delle intense piogge causate dalla tempesta Leonardo, che ha colpito parte della penisola iberica. Le autorità locali hanno ordinato l'evacuazione obbligatoria delle aree costiere in meno di sette ore, mentre il presidente del comitato di protezione civile, Mario Silvestre, ha sottolineato che si tratta della situazione più grave registrata nel bacino del Tago da oltre vent'anni. La tempesta, che ha portato piogge record e livelli di acqua al di sopra della norma, ha messo in pericolo migliaia di abitanti, con almeno un morto e una donna dispersa in Andalusia. L'evento ha anche creato tensioni politiche, con il candidato dell'estrema destra, André Ventura, che ha chiesto lo spostamento del secondo turno delle elezioni presidenziali previsto per domenica, sostenendo che le condizioni meteorologiche ostacolino il diritto di voto per tutti i cittadini.
La situazione è diventata critica nella zona di Santarém, dove il Tago ha superato i limiti della sua riva, inondando centri abitati e costringendo centinaia di persone a lasciare le loro case. L'evacuazione è stata organizzata in fretta, con il supporto delle forze dell'ordine e dei volontari, mentre i servizi di emergenza hanno dovuto mobilitare mezzi pesanti per gestire le acque in eccesso. La maire di Alcacer do Sal, Clarisse Campos, ha espresso preoccupazione per l'intensità della tempesta, ricordando che la sua città non aveva mai visto un episodio simile negli ultimi decenni. La regione, colpita anche dalla precedente tempesta Kristin che ha causato cinque vittime e lasciato senza energia elettrica circa 76 mila persone, deve affrontare un'ondata di disastro che sembra non rispettare i confini geografici. Le autorità hanno chiesto ai comuni più colpiti di valutare la possibilità di posticipare il voto, in linea con le indicazioni del presidente uscente Marcelo Rebelo de Sousa, che ha riconosciuto la gravità della situazione ma ha sottolineato che la decisione spetta alle amministrazioni locali.
L'evento mette in luce i rischi crescenti legati al cambiamento climatico, che ha reso le regioni iberiche più vulnerabili a eventi meteorologici estremi. La penisola, già segnata da ondate di calore record e piogge intense, ha visto negli ultimi mesi un aumento del numero di tempeste, con la tempesta Leonardo che rappresenta la sesta del genere nel 2026. L'Agenzia meteorologica spagnola, Aemet, ha segnalato un trend di intensità e frequenza delle precipitazioni, che ha avuto conseguenze devastanti su infrastrutture, agricoltura e popolazione. In Portogallo, il mese di gennaio è stato il più piovoso dal 2000, con il 50% in più di precipitazioni rispetto alla media storica. Questi dati alimentano le preoccupazioni dei responsabili politici e scientifici, che vedono nel cambiamento climatico un fattore determinante nella crescita del rischio di alluvioni e inondazioni. La situazione in Santarém e nelle regioni vicine è un esempio tangibile di come il riscaldamento globale stia modificando i modelli climatici, rendendo sempre più frequenti eventi che mettono a rischio la vita e la sicurezza dei cittadini.
Le implicazioni del dramma meteorologico si estendono anche al contesto elettorale, dove la tempesta ha creato un clima di tensione tra i candidati alle presidenziali. André Ventura, leader dell'estrema destra, ha chiesto lo spostamento del voto per domenica, sostenendo che le condizioni di emergenza non permettano un'elezione equa. La sua richiesta ha trovato appoggio in alcuni comuni colpiti, tra cui Alcacer do Sal, dove la maire ha espresso la volontà di posticipare il scrutinio. Tuttavia, il presidente uscente Marcelo Rebelo de Sousa ha rifiutato di intervenire direttamente, sottolineando che la decisione spetta alle amministrazioni locali. Questo scambio di opinioni riflette le divisioni interni al Paese, tra chi vede nella tempesta un'opportunità per rafforzare l'impegno politico e chi teme che la crisi possa essere strumentalizzata per aumentare il consenso. L'ipotesi di un'elezione posticipata potrebbe influenzare la campagna elettorale, creando un clima di incertezza che potrebbe modificare la dinamica tra i candidati.
La crisi idrologica in Portogallo non è un episodio isolato, ma parte di un quadro più ampio di sfide climatiche che coinvolgono l'intera penisola iberica. Le autorità hanno chiesto ai cittadini di rimanere vigili e di seguire le indicazioni delle forze di soccorso, mentre i servizi di emergenza continuano a monitorare la situazione. La regione di Santarém, in particolare, dovrà affrontare la ricostruzione di infrastrutture danneggiate e l'assistenza alle famiglie colpite. L'evento ha anche sollevato questioni sulle politiche di gestione delle emergenze e sull'efficacia delle misure preventive, con il rischio che eventi come questo diventino più comuni nel futuro. Il governo ha annunciato un piano di intervento per supportare le comunità colpite, ma la strada verso la piena ripresa sarà lunga e complessa. La tempesta Leonardo ha lasciato un'impronta indelebile, mettendo in luce le fragilità del sistema e l'importanza di una preparazione adeguata a fronte di un clima in continua evoluzione.
Fonte: Le Monde Articolo originale
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