Alfonso Signorini lascia Chi: non Corona, decisione maturata da anni
Alfonso Signorini, 61 anni, ha annunciato in un editoriale pubblicato sul settimanale Chi il suo ritiro dall'incarico di direttore responsabile del giornale, un ruolo che ha ricoperto dal 2006 al 2023.
Alfonso Signorini, 61 anni, ha annunciato in un editoriale pubblicato sul settimanale Chi il suo ritiro dall'incarico di direttore responsabile del giornale, un ruolo che ha ricoperto dal 2006 al 2023. La decisione, condivisa con il Gruppo Mondadori, è maturata sin dal 2023, quando il giornalista ha iniziato a sentire che il lavoro, per il quale aveva vissuto fino ad allora, non era più prioritario. Nell'editoriale, Signorini ha sottolineato come la pandemia abbia modificato le sue abitudini e la sua quotidianità, creando un "pensiero sottile" che si era impadronito della sua anima, rendendo i suoi entusiasmi e i sorrisi sempre più faticosi. Tuttavia, ha sottolineato che la decisione non è legata al contesto pandemico, che non ha minimamente influenzato una scelta maturata anni prima. La scelta di lasciare Chi è stata accompagnata da un'autosospensione da Mediaset, dove era stato indagato per violenza sessuale e estorsione, un episodio che ha segnato un periodo di profonda crisi per il giornalista.
La decisione di Signorini ha trovato un accordo con Marina Berlusconi, che ha interpretato il suo ruolo non solo come editore ma anche come amica fraterna. Il giornalista ha spiegato come, circa tre anni prima, avesse trovato il coraggio di condividere il suo stato d'animo all'interno dell'azienda, decidendo di lasciare Chi. Per evitare un trauma per il giornale e per i lettori, ha optato per un passaggio graduale, assumendo la direzione editoriale e lasciando la direzione responsabile al suo storico braccio destro, Massimo Borgnis. Questo approccio, però, non ha placato la voce interiore del giornalista, che negli ultimi tre anni non ha mai smesso di parlargli. Nonostante l'impegno professionale, il momento giusto per lasciare è arrivato, un passo che ha richiesto coraggio e una profonda riflessione su quanto aveva vissuto finora.
Il contesto di questa decisione è legato a un percorso di vita professionale che ha visto Alfonso Signorini emergere come uno dei protagonisti del giornalismo italiano. Dal 2006 al 2023, il giornalista ha guidato Chi in un periodo di trasformazione e crescita, riuscendo a mantenere il settimanale tra i più letti d'Italia. Il rapporto con il Gruppo Mondadori, che lo ha accolto come direttore responsabile, è stato fondamentale per la sua carriera, ma anche per le sfide che ha dovuto affrontare. Negli ultimi anni, la sua vita è stata segnata da momenti di tensione, tra cui l'indagine per violenza sessuale e estorsione che lo ha coinvolto nel 2022. Questo episodio ha rappresentato un punto di svolta, portando il giornalista a rivedere le priorità e a prendere una decisione che, pur se dolorosa, gli permetteva di concentrarsi su un futuro diverso.
L'annuncio di Signorini ha suscitato reazioni di vario tipo, a partire da una riflessione su come un uomo che ha dedicato anni al giornalismo possa sentire il bisogno di un cambio di rotta. L'editoriale ha anche lasciato spazio a un commento sull'episodio legato al caso Corona, un tema che ha scosso l'opinione pubblica e che il giornalista ha definito "squallore" per il quale esiste un mondo meraviglioso da raccontare. Tuttavia, ha sottolineato che ci sono anche "margini" dove si vive di menzogne e cattiverie, un sottoscala fatto da chi assiste a crimini con un ghigno o un silenzio delinquant. Signorini ha promesso di spiegare meglio quanto sta alludendo, ma ha chiarito che non è il momento giusto per farlo, preferendo concentrarsi sul rapporto con i lettori, che ha sempre considerato un elemento fondamentale del suo lavoro.
La chiusura dell'editoriale si concentra su un ringraziamento rivolto a chi ha contribuito al successo del giornale, tra cui Marina Berlusconi, i colleghi, la redazione e i lettori. Signorini ha espresso gratitudine per la loro vicinanza e per il sostegno ricevuto in momenti difficili, come la morte dei genitori. Ha anche rivelato che, in un cassetto del suo studio, conserverà sempre le lettere e i messaggi ricevuti, un gesto che simboleggia il legame profondo tra il giornalista e chi lo ha seguito. Per quanto riguarda il futuro, il giornalista ha lasciato aperta la porta a nuovi progetti, ma ha espresso la volontà di mantenere una relazione aperta con i lettori, che per lui rappresentano un elemento centrale del suo lavoro. La sua decisione non segna la fine di una carriera, ma un passo verso un nuovo inizio, un cambiamento che, pur se difficile, ha reso necessario per lui.
Fonte: Repubblica Articolo originale
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