11 mar 2026

Al largo di Cuba, quattro occupanti di una nave immatricolata negli Stati Uniti uccisi dai guardacostas

Il 25 febbraio, il ministero dell'Interno cubano ha reso noto un drammatico incidente avvenuto nelle acque territoriali dell'isola, in cui quattro persone sono state uccise e sei ferite da parte dei guardiacostieri cubani.

26 febbraio 2026 | 01:27 | 4 min di lettura
Al largo di Cuba, quattro occupanti di una nave immatricolata negli Stati Uniti uccisi dai guardacostas
Foto: Le Monde

Il 25 febbraio, il ministero dell'Interno cubano ha reso noto un drammatico incidente avvenuto nelle acque territoriali dell'isola, in cui quattro persone sono state uccise e sei ferite da parte dei guardiacostieri cubani. L'episodio, descritto come un "affrontamento", è avvenuto a bordo di una vedetta rapida immatricolata in Florida, che si trovava nella zona del canale d'El Pino, nella provincia di Villa Clara. Secondo il comunicato ufficiale, il confronto si è scatenato quando i guardiacostieri cubani, a bordo di un'unità navale, hanno cercato di identificare la vedetta in infrazione. I fucili delle guardie hanno aperto il fuoco contro la vedetta, causando la morte di quattro individui e ferendone altri sei. Le autorità cubane hanno precisato che il comandante del navicello cubano è rimasto ferito, ma non hanno fornito dettagli sulla nazionalità dei morti o sulle motivazioni del loro ingresso nel territorio cubano. L'incidente ha acceso nuove tensioni in un contesto geopolitico già carico di scontri tra Cuba e gli Stati Uniti.

L'episodio si colloca all'interno di un quadro di conflitti crescenti tra i due Paesi, che negli ultimi anni hanno visto un incremento di incidenti marittimi legati al traffico di migranti e di droga. Secondo le informazioni diffuse dal ministero cubano, tra gennaio e giugno 2022, i guardiacostieri avevano intercettato tredici vedette rapide provenienti dagli Stati Uniti, spesso associate a operazioni di traffico di persone. In uno specifico episodio, un'unità statunitense aveva aperto il fuoco durante un'intercettazione, causando la morte di un occupante. Questi fatti, però, non sono mai stati chiariti in modo definitivo, e le autorità cubane hanno sempre sostenuto che i loro interventi sono giustificati dalla protezione delle acque territoriali. Il 25 febbraio, l'incidente ha riacceso le preoccupazioni per la sicurezza marittima e per la stabilità del rapporto bilaterale.

Il contesto di tensione si intreccia con gli ultimi eventi politici tra Cuba e gli Stati Uniti. La recente cattura del presidente venezuelano Nicolas Maduro da parte delle forze statunitensi ha ulteriormente aggravato le relazioni tra i due Paesi, in un momento in cui Caracas aveva interrotto le forniture di petrolio a Cuba per pressione di Washington. Gli Stati Uniti, che mirano a un cambiamento di regime a Cuba, hanno intensificato la politica di pressione sul governo di La Havana, accusandolo di rappresentare una "minaccia alla sicurezza nazionale americana". Tuttavia, recentemente, Washington ha permesso un'eccezione umanitaria alle restrizioni sulle esportazioni di petrolio verso Cuba, permettendo il trasferimento di carburante venezuelano al settore privato, purché non servisse al governo cubano. Questa mossa, però, non ha attenuato le tensioni, che si riflettono anche nell'incidente del 25 febbraio.

L'incidente ha suscitato reazioni contrapposte da parte delle autorità statunitensi. Il procuratore generale di Florida, James Uthmeier, ha annunciato l'apertura di un'indagine giudiziaria, esprimendo sospetto nei confronti del governo cubano. In un messaggio su X, Uthmeier ha dichiarato che il governo cubano non è "digno di fiducia" e che gli Stati Uniti agiranno per far rispondere i responsabili. Al contrario, il vicepresidente americano, JD Vance, ha espresso cautela, affermando che gli Stati Uniti "monitorano" la situazione ma non si permetteranno di commentare ulteriormente. Queste dichiarazioni rivelano una polarizzazione tra le due nazioni, con Cuba che difende la sua sovranità e gli Stati Uniti che insistono sul diritto di intervento.

L'episodio del 25 febbraio potrebbe segnare un ulteriore passo nella escalation delle tensioni tra Cuba e gli Stati Uniti. Mentre il ministero cubano promette un'indagine per chiarire i fatti, il governo statunitense si prepara a prendere misure legali e diplomatiche. L'incidente ha anche riacceso il dibattito sul controllo delle acque territoriali cubane, un tema che ha sempre avuto un ruolo cruciale nella relazione bilaterale. La comunità internazionale, in particolare l'Organizzazione degli Stati Americani, potrebbe intervenire per mediare, ma il rischio di un conflitto più ampio rimane alto. La situazione, quindi, appare particolarmente delicata, con implicazioni che potrebbero estendersi al piano geopolitico e all'immigrazione. Gli sviluppi futuri dipenderanno da come le autorità cubane e statunitensi gestiranno l'incidente, ma per ora, l'atmosfera sembra essere quella di una tensione in crescita.

Fonte: Le Monde Articolo originale

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