11 mar 2026

Aereo militare statunitense a Ushuaia: interesse di Trump per il sud dell'Argentina

Un aereo militare statunitense ha effettuato un atterraggio a Ushuaia, la città più australe del mondo e della provincia argentina della Terra del Fuoco, domenica scorsa.

27 gennaio 2026 | 08:31 | 4 min di lettura
Aereo militare statunitense a Ushuaia: interesse di Trump per il sud dell'Argentina
Foto: El País

Un aereo militare statunitense ha effettuato un atterraggio a Ushuaia, la città più australe del mondo e della provincia argentina della Terra del Fuoco, domenica scorsa. L'evento ha suscitato preoccupazioni e sospetti da parte delle autorità locali, che lo hanno definito "misterioso" a causa della mancanza di informazioni ufficiali. La visita del Boeing 737, appartenente alla Forza Aerea statunitense, ha seguito la recente presa di controllo del porto strategico di Ushuaia da parte del governo di Javier Milei, il presidente ultraconservatore che ha rafforzato i legami con gli interessi statunitensi in Sudamerica. La reazione di oppositori e forze politiche locali ha evidenziato preoccupazioni per la sovranità argentina e per la possibile espansione di influenza estera in una regione geograficamente sensibile.

La mancanza di comunicazioni formali da parte del Ministero degli Esteri argentino e della governazione della Terra del Fuoco, guidata da Gustavo Melella, un oppositore di Milei, ha alimentato ulteriore confusione. La gobernadora ha dichiarato di non disporre di dati su chi fosse a bordo dell'aereo né sull'agenda degli ospiti. Solo un comunicato diffuso lunedì dalla rappresentanza diplomatica statunitense ha fornito un primo chiarimento: una delegazione bipartisan del Comitato per l'Energia e il Commercio della Camera di rappresentanza degli Stati Uniti era in visita in Argentina. L'obiettivo della missione, secondo quanto rivelato, era discutere temi come la gestione delle minere, la protezione ambientale e la collaborazione in ambito sanitario. Tuttavia, le richieste di trasparenza da parte di organi locali e di parlamento non sono state soddisfatte, alimentando il dibattito su potenziali accordi segreti tra Buenos Aires e Washington.

Ushuaia, situata a circa 3.000 chilometri da Buenos Aires, è un punto chiave per le rotte marittime internazionali, in particolare per l'accesso alla Antartide e come porta di collegamento tra gli oceani Atlantico e Pacifico. La sua importanza strategica ha reso la città un obiettivo di interesse per potenze estere, tra cui gli Stati Uniti. La visita del Boeing è avvenuta nel contesto di un quadro politico in cui Milei ha rafforzato il suo alleanza con Donald Trump, sostenendo iniziative che mirano a espandere l'influenza statunitense in Sudamerica. Tra le misure più significative, il presidente argentino ha autorizzato l'ingresso di truppe statunitensi nel Paese, un passo che ha suscitato critiche per la sua natura non democratica e per il rischio di compromettere la sovranità nazionale.

Le tensioni si sono intensificate con la recente decisione del governo di Milei di riconsegnare al governo federale il controllo del porto di Ushuaia, un asset strategico che aveva precedentemente gestito la provincia. Questo gesto, interpretato da alcuni come un tentativo di consolidare i rapporti con gli Stati Uniti, ha spinto la senatrice peronista Cristina López a richiedere spiegazioni al governo attraverso il Congresso. In una dichiarazione su Twitter, López ha sottolineato che la Terra del Fuoco non dovrebbe essere un'area di interesse straniero e ha chiesto maggiore trasparenza. Le autorità locali, tra cui il segretario legale e tecnico Emiliano Fossatto, hanno espresso preoccupazioni per la mancanza di informazioni sui progetti che potrebbero essere sviluppati in collaborazione con gli Stati Uniti, mettendo in luce il rischio di un'espansione di interessi esteri a scapito della sovranità argentina.

L'alleanza tra Milei e gli Stati Uniti ha già prodotto risultati concreti, come due prestiti multimilionari concessi al governo argentino: uno dal Fondo Monetario Internazionale nel marzo 2024 e un altro dal Tesoro statunitense nel settembre dello stesso anno. Il segretario del Tesoro statunitense, Scott Bessent, ha espresso pubblicamente il suo apprezzamento per il presidente argentino, definendolo la "pieza central" della strategia americana per l'America Latina. Questa dinamica ha suscitato critiche interne, soprattutto da parte di forze politiche che temono un abbandono della sovranità nazionale in favore di interessi esteri. La situazione si complica ulteriormente con la crescente influenza cinese in Sudamerica, un fattore che gli Stati Uniti cercano di contrastare attraverso accordi come quelli sull'accesso alla Antartide e sulla gestione delle risorse naturali. Il governo argentino, guidato da Milei, si trova ora in un'equilibrio delicato tra la necessità di rafforzare i rapporti con gli Stati Uniti e la difesa della sovranità nazionale, un tema che potrebbe diventare centrale nei prossimi mesi.

Fonte: El País Articolo originale

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