11 mar 2026

A Roma un condominio sociale in un bene confiscato alla criminalità

A Roma, nel cuore del quartiere EUR, si sta realizzando un progetto innovativo che potrebbe rappresentare un modello significativo per l'integrazione sociale e la gestione di beni confiscati alla criminalità.

27 febbraio 2026 | 14:11 | 4 min di lettura
A Roma un condominio sociale in un bene confiscato alla criminalità
Foto: RomaToday

A Roma, nel cuore del quartiere EUR, si sta realizzando un progetto innovativo che potrebbe rappresentare un modello significativo per l'integrazione sociale e la gestione di beni confiscati alla criminalità. Due unità immobiliari, situate in viale della Tecnica 161, saranno trasformate in un "condominio sociale" che accoglierà progetti dedicati a persone vulnerabili, con servizi gestiti da enti del terzo settore. La decisione è stata approvata dalla giunta di Roma Capitale il 19 febbraio, in un'ottica di riconversione di un bene confiscato nel 2022 e passato in gestione all'Agenzia nazionale per i beni confiscati alla criminalità organizzata. Questa scelta segna un cambio di rotta rispetto a una precedente delibera del 2024, che aveva già previsto l'uso del bene, ma che è stata ora modificata per adattarsi alle indicazioni del Forum cittadino sui beni confiscati. L'obiettivo è creare un hub civico che generi sinergie tra diverse realtà associative, garantendo un impatto sociale concreto e duraturo.

La realizzazione del "condominio sociale" si basa su un modello di gestione che privilegia la collaborazione tra enti pubblici e privati. La concessione del bene avverrà tramite un avviso pubblico, con l'impegno di offrire l'uso gratuito a associazioni di volontariato, imprese sociali, cooperative e organizzazioni iscritte al registro nazionale del terzo settore. Il municipio IX, che ha chiesto e ottenuto la custodia del bene, ha espresso un forte interesse nel coinvolgere realtà locali, in modo da garantire una presenza stabile sul territorio. I servizi previsti spazieranno da supporto alle persone migranti e contrasto all'esclusione sociale, a interventi per vittime di violenza di genere, accompagnamento per persone con disabilità e supporto a famiglie in difficoltà economica. L'idea è di creare un'area multifunzionale che non solo risponda a bisogni specifici, ma anche promuova la coesione sociale attraverso la condivisione di risorse e competenze.

Il contesto di questa iniziativa è legato a una strategia più ampia per il recupero di beni confiscati, un tema che ha visto negli anni un crescente interesse da parte delle istituzioni. Il bene in viale della Tecnica 161, confiscato nel 2022 dal tribunale di Roma, rappresenta un esempio di come un patrimonio confiscato possa essere riconvertito in un'opportunità per il welfare. L'Agenzia nazionale per i beni confiscati, che aveva inizialmente gestito il bene, ha ritenuto opportuno trasferirlo a Roma Capitale, in modo da poterlo utilizzare in modo più diretto per scopi sociali. Questa decisione è stata ispirata da una serie di iniziative simili in altre città italiane, che hanno dimostrato come la gestione di beni confiscati possa contribuire a ridurre le disuguaglianze e a migliorare la qualità della vita delle comunità. Tuttavia, il modello romano si distingue per la sua volontà di creare un'infrastruttura permanente, anziché un intervento episodico, garantendo una presenza costante e una gestione integrata.

L'analisi di questa iniziativa rivela una serie di implicazioni importanti per il sistema sociale e per la gestione dei beni confiscati. In primo luogo, la scelta di coinvolgere diverse realtà del terzo settore indica una volontà di decentralizzare la gestione e di sfruttare le competenze locali. Questo approccio potrebbe ridurre la dipendenza da singoli enti e aumentare la capacità di rispondere a esigenze diverse. Inoltre, la creazione di un hub civico rappresenta un passo avanti verso una politica sociale più orientata alla rete e alla collaborazione, piuttosto che a interventi isolati. Tuttavia, il successo di questo progetto dipenderà da una serie di fattori, tra cui la capacità di coordinare le diverse organizzazioni, la disponibilità di risorse finanziarie e la partecipazione attiva della comunità. Un altro aspetto chiave è il rispetto dei criteri di accesso al bene, che dovranno essere chiari e trasparenti per evitare possibili critiche. Infine, la sostenibilità a lungo termine del progetto richiederà un monitoraggio costante e una valutazione continua degli esiti.

La chiusura di questa iniziativa si colloca nel contesto di un'evoluzione più ampia delle politiche sociali a Roma, che punta a integrare l'azione pubblica con il contributo delle organizzazioni non governative. Il "condominio sociale" in viale della Tecnica 161 rappresenta un esperimento che potrebbe diventare un modello replicabile in altre aree urbane, dove i beni confiscati potranno essere riconvertiti in spazi di inclusione e supporto. L'obiettivo finale è non solo migliorare la vita di chi è in difficoltà, ma anche rafforzare la capacità della città di rispondere ai bisogni della sua popolazione. Per questo motivo, il progetto è accompagnato da un piano di comunicazione e di coinvolgimento delle comunità locali, con l'obiettivo di creare una rete di collaborazione duratura. Se riuscirà a superare i possibili ostacoli, questa iniziativa potrebbe diventare un esempio di come la gestione di beni confiscati possa contribuire a un welfare più inclusivo e a un'urbanistica sociale.

Fonte: RomaToday Articolo originale

Condividi l'articolo

Articoli Correlati

Resta Informato

Iscriviti alla newsletter di Fattuale per ricevere le notizie più importanti direttamente nella tua casella email.

📧 Niente spam · 🔒 Privacy garantita · 🚫 Cancellati quando vuoi

🍪

Questo sito utilizza i cookie

Utilizziamo cookie tecnici necessari e, con il tuo consenso, cookie analitici per migliorare la tua esperienza. Puoi accettare tutti i cookie, rifiutare quelli non essenziali o personalizzare le tue preferenze. Scopri di più

Preferenze Cookie

Cookie Tecnici

Sempre attivi

Essenziali per il funzionamento del sito. Includono cookie di sessione, preferenze di tema e sicurezza CSRF.

Cookie Analitici

Ci aiutano a capire come i visitatori interagiscono con il sito, raccogliendo informazioni in forma anonima (es. Google Analytics).

Cookie di Marketing

Utilizzati per mostrare annunci pubblicitari pertinenti ai tuoi interessi su questo sito e su altri siti web.

Grazie per l'iscrizione!

Controlla la tua email per confermare.

📧 Niente spam · 🔒 Privacy garantita · 🚫 Cancellati quando vuoi