30 belugas evitano eutanasia: Canada permette trasferimento da Marineland a Usa
Il governo canadese ha approvato provvisoriamente il trasferimento di 30 belugas da Marineland a centri statunitensi, suscitando dibattiti su diritti animali e condizioni di vita. Restano da soddisfare requisiti come la valutazione medica e la logistica, con colloqui in corso con diversi parchi.
La decisione del governo canadese di approvare in via provvisoria il piano per trasferire le 30 belugas di Marineland in centri statunitensi ha aperto un nuovo capitolo in una vicenda che ha suscitato intense discussioni e preoccupazioni negli ultimi mesi. Il parco di attrazioni, ubicato nella provincia di Ontario, ha chiuso le sue porte nel settembre 2024, lasciando in sospeso il destino di questi cetacei, la cui sopravvivenza era stata messa in discussione da diverse istituzioni e movimenti animalisti. La ministra canadese delle Pesci e degli Oceani, Joanne Thompson, ha espresso un giudizio positivo sul piano presentato dai rappresentanti del parco, sottolineando che si tratta di un accordo solido per garantire condizioni di vita più rispettose per gli animali. La notizia ha riacceso il dibattito su diritti degli animali, libertà e responsabilità dello stato, con implicazioni che si estendono ben al di là del caso specifico.
Il piano approvato, purtroppo, non è ancora definitivo. Il ministero ha precisato che restano da soddisfare alcuni requisiti, tra cui una valutazione medica da parte di un veterinario specializzato e la presentazione di dettagli sulla logistica del trasferimento. Nonostante l'approvazione provvisoria, il governo non ha ancora reso pubblici i nomi dei centri statunitensi che potrebbero accogliere le belugas, anche se i rappresentanti di Marineland hanno già iniziato colloqui con il Shedd Aquarium di Chicago, il Georgia Aquarium di Atlanta e il Mystic Aquarium di Connecticut. Allo stesso tempo, è emerso che anche SeaWorld, che gestisce tre parchi negli Stati Uniti, è stato coinvolto nelle discussioni. Questi incontri segnano un passo avanti verso una soluzione, ma restano aperti molti interrogativi, specialmente riguardo alle condizioni di vita previste per gli animali.
L'evolversi della vicenda si colloca in un contesto di crescente sensibilità verso i diritti degli animali, che ha visto il Canada adottare nel 2019 una legge per vietare il cautiverio di cetacei. Questa normativa, tuttavia, non era retroattiva, quindi Marineland, che si trova vicino alle Cataratte del Niágara, era escluso dal divieto. La legge, inoltre, vietava l'importazione e l'esportazione di cetacei, salvo casi eccezionali come quelli scientifici o per il loro benessere. Questo ha reso più complessa la situazione di Marineland, dove, negli ultimi sei anni, sono morte 19 belugas e un'orca, un dato che ha alimentato le critiche verso il parco. La gestione ha sempre sostenuto che i decessi fossero legati ai cicli naturali di vita degli animali, ma questa giustificazione non ha convinto molti ambientalisti e esperti.
La decisione del governo canadese di permettere il trasferimento in America non è priva di critiche. Organismi come Animal Justice e World Animal Protection hanno espresso preoccupazione, sottolineando che il trasferimento non risolve i problemi fondamentali del cautiverio. In un comunicato, Animal Justice ha ribadito che gli animali devono essere la "ultima generazione" a soffrire in cattività, sottolineando che la riproduzione di cetacei in questi contesti è vietata in Canada. Allo stesso tempo, il ministero ha rifiutato la proposta di mandare le belugas in Cina, dove è prevista la costruzione di un santuario, ma ha ritenuto che questa soluzione non sia sufficiente a causa dell'incertezza sull'apertura del sito e della tempestività richiesta per salvaguardare i cetacei. Questo ha lasciato aperte molte domande sulle alternative disponibili e sulle priorità del governo.
La situazione delle belugas di Marineland rappresenta un caso emblematico della tensione tra diritti animali, economia e politica. Sebbene il governo canadese abbia dato un'indicazione positiva, la strada verso una soluzione definitiva è ancora lunga e piena di ostacoli. L'approvazione provvisoria del piano non cancella le preoccupazioni dei movimenti animalisti, né risolve le critiche rivolte alla gestione del parco. Al contrario, ha acceso nuovi dibattiti su come gestire il futuro di animali che vivono in condizioni di cattività, anche se questa volta il destino sembra aver trovato una via d'uscita. Tuttavia, il dibattito non si fermerà qui: il ruolo del governo, la responsabilità dei gestori e le aspettative degli animali continueranno a essere al centro di un confronto pubblico e inevitabile.
Fonte: El País Articolo originale
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